300 DOU
II territorio produce poca quantita dicereali, legurni e frutta, e coploso e buonvino,
E paese non troppo salubre perchö po-sto in un seno della Serra assai apertada levante che riceve le esalazioni dellevicine risaje.
Questo borgo fu soggetto agli antichiconti di Cavagliä, e successivamente aiconti di Yalperga ed agli Hallot.
Si rinvennero in questo territorio al-cune lapidi antiche.
DOUVES o DOVES. Com. nel mand.di Gignod, da cui dista tre ore. (Prov.d’Aosta ).
Popolazione 720.
Sta in luogo alpestre, nel punto in cuisi riuniscono le due vallate del Gran SanBernardo e di Valpellina.
Confina a ponente coi monti superioridi Etroubles, a traniontana coi balzi diS. Remy, a levante colla Valpellina.
Ventidue cascinaü concorrono a formarequesto comune.
I prodotti principali sono quelli delgrosso bestiame.
Questo luogo insieme con Gignod fuposseduto in feudo dai Pallavicini .
DRAPPO. Com. nel mandam. di Sca-reua, da cui dista due ore. (Provincia diNizza).
Popolazione 302.
Siede in una promiuenza alla sinistradel Paglione .
II suo territorio e intersecato dallastrada regia che da Torino tende a NizzaMarittima .
Vi sorgono diversi colli, parte incolti eparte coltivati a vigneti.
11 comune ne’ suoi lati di ponente etrainontana b bagnato dal torrentello Pa-giione.
II prodotto piü considerabile & quellodegli olivi e delle uve.
Questo luogo dovette la sua origine aun capo possente della valle il quäle fecefabbricare la sua abitazione sulla sommitädelle colline che fiancheggiano il torrente.
I Romani vi fabbricarono una fortezzache nel medio evo divenne castello feu-dale. S’ innalzava esso sopra una piatta-forma quadrata, fiancheggiata da due torri.
II feudo di Drappo era diviso fra parec-chi signorotti. Nel 4238 un d’essi cedettela sua parte di giurisdizione al vescovodi Nizza , che d’allora in poi portö il ti-tolo di conte di Drappo. Malgrado la po-len za dei primi feudatarj, i loro vassalliebbero a soflrir inolto dalle inimicizie so.
pravvenute cogli abilanti di Peglia chenon cessavano d’invadere il loro territo-rio ; ne seguirono contiaue rappresaglie ,massime nel 4274, nella quäl’ epoca leCampagne di Drappo furono interamentedevastate. Allora la popolazione di que-sto villaiggio impetrö da Carlo d’Angiö lapermissione d’innalzare una linea di triu-cee sulle alture limitrofe per difesa delleproprietä rurali. Il castello fu smantel-lato durante le guerre del secolo XVI eridotto a palazzo e il colle circostante di-sposto a vigneti.
DRONERO. Mandam. nella provinciadi Cuneo .
Popolazione 43,440.
Case 2037.
Famiglie 2924.
Questo mandamento ü Umitrofo conquello di Busca all’ est, coi Saluzzeseal nord per mezzo dei monti di Röc-chiera e di Villar San Costanzo, a mez-zodi colla Macra e colle alture di Monte-male ed a ponente colle terre di S. Da-miano.
Formano questo mandamento i tre sc-guenti comuui:
Dronero.
Roccabruna e
Villar S, Costanzo.
Dronero, Citlä. Capoluogo del mand. ,dista quattro ore da Cuneo , capoluogodella provincia.
Popolazione 7890,
Collegio elettorale. Composto di 48 co-muni aventi una popolazione complessivadi 28,353 abitanti, de’ quali sono eiet-tori inscritti 368.
Questa cittä e situata sopra un rialtoal confluente del rivo di Roccabruna collaMacra ed alfimboccatura della valle cheprende il noine da questo fiume.
Gli sono annesse le frazioni dette ilMonastero , la Prata Vecchia, i Tetti eMoschieres.
II suolo si estende a 44,923 gioraate ,metä delle quali in ilorida coltivazione ,un terzo e piü imboschito ed il rima-nente a nude nocce, gerbidi, pascoli, ecc.Sopra 425 ettari boschivi contansi trequarti fra castagni e frassini ed un quartoa faggi.
Appie di Dronero scorre la Macra in-cassata fra altissime e dirupate rive, sor-montata da un ponte in pietra di tre ar-chi, luugo metri 60. 84, largo 6. 50,ulto 48, 40 sul pelo dell’ acqua e snc-