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mologia affatto stiraccliiata ed infelice;inoltre scrivevasi anticamentc Graja, ilquäl vocabolo non puö accordarsi collapretesa corruzione di Gallia . L’anticonomeGraja (Grecia ) ehe e tutlavia il nome vol-gare, il nome Barone , parimente di ra-dice greca ( Faris ), col quäle si volle chia-mato il monte che tutto ne abbraccia ilterritorio, o si voglia imposto per allu-sione a Baros, cittä della Panfilia , o dabaris, barca, e piii specialinente barcamortuaria per Ia sua conligurazione similea barca rovesciata, simbolo forse d’in-felice navigazione o di speranze delusenelP oggetto dell’intrapresa navigazione,e inline la sveltezza della taglia e delleforme degli abitanti, e piü di tutto ilgenio delle arti che ivi in ogni tempo sicoltivarono con felice successo, e special-mente l’attitudine alla pittura ed alla rnu-sica, sono tutti argomenti che si fannoparlare in favore della sua origine greca.Ma difficil cosa sarebbe il determinare inqual’epoca seguisse in queste terre lo sta-bilimento della gente graja. Alcuni ne at-tribuiscono la colonizzazione ad ErcoleGrajo; altri ne fissano l’eniigrazione aitempi della seconda guerra Punica ; altri fi-nalmente, e questa e la tradizione popolaredei gragliesi, vi piantano una colonia diGreci costretti a spatriarc nella guerramicidiale che 1’ Africa ebbe a sostenerecontro le armi terribili di Silla.
Graglia di Biclla fu eretto in contadoa favore dei Gabuti, dai quali passö aiMastiatis consignori di Celle. Lo ebbe infeudo unitamente a Pallone, con titolo dimarchesato, il marchese Alberto Boba. Nefu investito eziandio con titolo marchio-nale il conte Giusto Aurelio Tiffino.
GRAGLIA di PALLANZA . Comune nelmand. di Lesa , da cui dista due ore. (Prov.di Pallanza ).
Popolazione 166.
Sorge in collina a tramontana di Bro-vello, da cui e diviso mediante il torrenteScoccia.
Vi scorre un fiumicello detto Grisana,che nasce in distanza di quattro migliada questo comune sui balzi di Mergoz-zolo, e nei confini dei territorio di Gra-glia si scarica nel fiume-torrente Erno.
A ponente dell’abitato sorge una mon-tagna ed al suo lato di levante si vedeuna pianura coltivata a campi ed a prati.
Poco frumento, scarse uve e cereali sonoi prodotti dei luogo. Vi abbonda inveceil fieno e sonovi ricchi pascoli che man-tengono con molto profitto numerosemandrc.
GRA
Tra Graglia e Ginesio si rinvennero ne-gli scavi fatti per la strada dei Sempionedei filoni di rame, d’oro e di piombo.
Appartenne alla signoria di Lesa .
GRANA. Com. nel mand. di Montema-gno, da cui dista mezz’ora. (Provincia diCasale ).
Popolazione 1381.
Sta in altura, sulla destra dei torrentedei suo nome, a libeccio di Casale .
E diviso in quattro borgate. I tre collidi Grana detti di S. Vito, S. Marcellinoe la Colma sono assai ridenti e fruttiferie contengono cave di pietre da calce e digesso.
Il territorio, oltrecche dal Grana, vienebagnato dal rio Gaminelia che piglia quivile sue fonti, passa alle falde di Casla-gnole, va nel territorio di Quattordio esi scarica nel Tanaro .
11 suolo abbonda di cereali, uve, cana-pa, fieno e gelsi.
Questa terra anticamente era fortificata.Fu riattato il suo antico castello.
Appartenne ai marchesi di Monferrato.Nel 1431 se ne impadroni il duca di Milano.Sul finire dei sec. XVII il principe Euge-nio di Savoja occupö Moncalvo, Ponte-stura, Grana ed allre terre circonvicinc.
Il luogo di Grana fu dato in feudo aiBobba dei castello di Lu, dai quali passöcon titolo di marchesato ai dei Carrettodi Savona . Fu anche signoria dei ducadi Aremberg e contado dei Messier.
GRANA. Torrente dei Monferrato (Pro-vincia di Casale ). Sorge in piü rami daicolli di Moncalvo, dl Grazzano e di Ca-sorzo, e raccoltosi a Grana, donde pigliail nome, scende a formare una valle omo-nima, solcando le terre di Montemagno ,Viarigi, Altavilla, Vignale, Fubine, Cama-gna, Conzano e Cuccaro, lambendo i limitidi questo comune con quelli di Lu (pro-vincia d’Alessandria ), e giunto in pianurascorre per Occimiano, poscia seguila perGiarole e Bozzole, e fra quest’ ultimo ePomaro entra nell’ Alessandrino, ove ba-gna il territorio di Valenza e vi pigliafoce nel Po . Esso s’ingrossa di molti pic-coli rami, e specialmente di quello cbescende a tramontana di Lu per Mirabelloe Lazzarone, ed in quest’ullimo territorioriceve il rivo dell’Anda e poscia quelli diS. Stefano e di S. Michele che sono nelValenzano.
Sülle sponde di questo torrente veg-gonsi le rovine di varj castelli che ap-partenevano ad Occimiano.