Band 
[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
Seite
409
JPEG-Download
 

GRA

Popolazioue 3053.

Da Biella volgendosi a ponente e tra-scorrendo i villaggi di Occhieppo infe-riore e di Muzzano giungesi a Graglia ,che giace fra colline, bagnato a tramon-tana e levanfe dall’Elvo che lo divide daSordevolo cd a mezzodi dal torrente Arache lo separa da Netro.

Ne conipongono il comune Graglio,capoluogo, e nove frazioni.

In un sotterraneo condotto che attra-versa il monlicello detto di Campra inquasi tutta la sua estensione, il quäleCampra difende il borgo di Graglia con-tro Pimperversa re dei venti nordici, scorrel’acqua in buona copia per la rotazionedei molini e per l’irrigazione de!le sot-tostanti Campagne. Questo canale fra di-rupate balze ed attraverso a smisuralifondi di vive roccie derivasi dal torren-tello Jarcka, che ha sorgente presso lasommitä dei Mombarone e dopo brevecorso si precipita nell’Elvo, il quäle rav-volgendosi in istretta ma profonda vallescorre precipitoso radendo a destra i co-muni di Graglia e di Muzzano . La costru-zione di quest’opera, che potrebbe chia-marsi romana, s’attribuisce alle orde deiSaraceni, i quali cacciati dalla bassa Ila-lia sullo scorcio dei secolo XIII, s’eranorifuggiti nella valle d’ Aosta e quindi sidistendevano nelle vicine alpi.

I balzi di Graglia sono assai ricchi dipascoli pel vario bestiame, i cui prodottidi burro e formaggio riescono di consi-derevole vantaggio ai terrazzani: non viscarseggia il selvaggiume.

I prodotti in vegetali sono cereali inpoca quantitä ed in qualche abbondanzale castagne, il ßeno e Je uve, le qualiforniscono ottimo vino.

Sopra un monticello distante da Graglia due miglia e lambito alle falde dall’Elvo,venne in pensiero ad un sacerdote Ve-lotti di Vercelli di formare un Cal vario.Nei primi anni dei secolo XVII ebbe in-cominciamento la pia intrapresa. CarloEmanuele I e i gentiluomini della suacorte concorsero con rieche elargizioni,sieche quella montagnuola prese in brevetempo il nome di nuova Gerusalemme .Alla falda dei colle venne eretta la prin-cipale cappella. Su pel declivio sorgevanodi tratto in tratto altre chiesuole; benpresto perö, cioe negli ultimi anni deisecolo XVII e nel primo dei successivo,fu necessario il contributo di varj devotiper riparare ai danni dei tempo e dellainstabilitä dei suolo. Dopo 1’ ultima di-

STATI SARDI

GUA 409

mora fatta in Piemonte dai Francesi , queipiccoli edifizj restarono quasi totalmentedistrutti.

Da Graglia , superando lo spazio di trechilometri circa verso ponente, si va alsantuario dedicato alla Madonna di Lo-reto, detto piii comunemente di Graglia .Questo sontuoso tempio e posto sulla pia-neggiante cima di un allo colle postofra il Graglia ed il Calvario, in un puntoove scorgonsi a mattino le amene collinedei Biellese celebrate pei vini di Valde-gno, di Cossato, di Lessona e della Motta;gli occhi portansi sul colle di Supergae sul lussureggiante Monferrato come inbei panorama, e piü oltre abbracciansicollosguardo gli erti gioghi della Liguria e leispide montagne di Tenda, e in mezzo agliuni ed alle altre le vaste pianure dell’uber-tosa Lonibardia. Il santuario sembra einer-gere dal seno di verdeggianti foreste, lequali non s’ arrestano che per cedere illuogo ai salubri pascoli onde si copre sinoal punto culminante dei Mombarone, dettola Guglia dei tre Vescovi, che sovrastaal santuario. Una colonnetta ivi eretta asegnale delle operazioni trigonometrichesegna i confini delle provincie d’ Aosta ,Biella ed Ivrea .

Di questo magnifico tempio e delle caseche gli sono annesse diede il disegno ilvalente Pietro Arduzzi. Le pitture dei Gal-liari, alcune sculture ed altri lavori d’arteabbelliscono il santuario rappresentanteunacroce greca con ampia cupolaottagonanel mezzo: attiguo al tempio evvi unospizio, un giardino da un lato ed un bo-schetto di faggi dall’altro.

Il viaggiatore che discende dal montee spinge la voce verso il santuario, proval’effetto di un eco che gliela ripete quat-tro volte assai distintamente. Largamentetratto di questo tempio e delle sue vicendeil sig. Giuseppe Muratori nel suo libroDel Santuario di Graglianotizie storiche ,Torino , stamperia reale, 1848, un vol.in-16.°, pag. 98.

Tre opinioni diverse corrono intornoall’origine di Graglia . La prima vuole checosi si denoininasse dalle vicine alpi Graje;la seconda suppone che in grazia di certobenefattore francese , che avrebbe concorsoalla edificazione della chiesa parrocchiale,per corruzione dei latino Gallia , si chia-masse Grallia: la terza le da un’ originegreca. Poco appoggiata e la prima opi-nione, stanteche le alpi Graje sono di quidistanti piü di 100 chilometri; ne piüfondamento ha la seconda, per la sua eti-

82