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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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11 suolo da copia di cereali e legumid’ogni sorta, uve, fruttaed eccellenti pa-scoli. Considerevole c la fabbricazione deimaltoni, tegole e sloviglie, della quäle eniateria la terra dei luoghi di S. Grato,Vivera, Novaretto, Varona, Sanda, Prese-rasca, Baracchine, Barande, Renime, Tet-torole e Palera. Dalle molte officine difalegnami escono mobili in legno di piüfoggie, i quali vengono ricerchi e vendutiprineipalmente in Torino .

Sulla collina rivolta a mezzodi fannobella mostra di se le ville signorili Or-nate di giardini.

Di Costa a Moncalieri e in piü emi-nente luogo a circa 400 inetri sopra illivello dei mare, sorge il castello reale,con due lunghe gallerie ornate dei ritrattidei principi di Savoja e di altri perso-naggi della corte. Forma il castello tremaniche in giro ad un cortile, avente 32trabucchi per lato , e fu priiicipiato daJolanda, moglie dei B. Amedeo di Savo-ja. S’alzano su pel colle a terrazzi i suoigiardini rivolti a mezzodi. Nel tempo del-1’ occupazione francese scrvi questo ca-stello ad usi militari, e quindi non po-chi danni sofferse; ma venne riattatodopo il ritorno dei reali di Savoja.

Il castello di Moncalieri , scelto ad abi-tuale diinora dei rc Vittorio Emanuele II ,si sta ristaurando ed abbellendo sui dise-gni dei cavaliere Melano architetto dei Re.

La cittä era altre volte cinta di mura,delle quali sussistono non pochi tratti,nonclie gli avanzi delle torri e delle portecon ponti levatoj.

I palazzi piü osservabili sono il civico,il Panizzera ed il Nasi, costrutti nel se-colo passato, ed altri ancora piü moderni.

La collegiat.a di Santa Maria della Scalaricostrutta sulla viva roccia nel secoloXIVe adorna di bei lavori in legno e di pit-ture di Francesco Beaumont, di AntonioMilocco, dei Caccia detto il Monealvo, diGaspare Boccardo e di Michele Blando.Vi sorge il mausoleo dei duca di SavojaCarlo 11, e veneransi le spoglie mortalidei beato Bernardo margravio di Baden,venuto in Piemonte , a’tempi dei duca Lo-dovico di Savoja, a predicare una nuovacrociata contro i Turchi.

La parrocchiale di Sant’ Egidio, che fula prima delle chiese d’Italia state an-nesse agli ospizj gerosolimitani, ha unlodalo affresco dei Milocco. La chiesa diSant’ Antonio di Rinverso, dove una voltaall’ anno va in corpo il consiglio civico,possede un quadro che sembra lavoro dei

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secoho XIII, e che fu donato ad essa inquel (tempo dal comune di Moncalieri peressene stato liberato da una pestilenza.

Fr® le corporazioni religiöse restateod abolite ebbero conventi, chiese e va-ste possessioni in Moncalieri e ne’din-torni i Francescani , gli Umiliati, i Car-melitani Scalzi, i Cappuccini, i Domo-nicani e le Carinelitane Scalze. Nel 1791la sola chiusura dei cenobio dei Cister -censi misurava giorn. 17 e tav. 80. Delletre chiese delle confraternite, due con-tengono pregevoli quadri dei ‘Beaumonte di Antonio Mari e dipinture a frescodei Milocco.

Essendo stato abolito l’istituto degliUmiliati da Pio V nel 1B70, i loro benidi Moncalieri furono convertiti in unaconnnenda delFo-rdine de’Santi Maurizioe Lazzaro, sotto 1’ antico titolo di S. Gia-como, nel 1604. Oltre questa ne vennerofondate due altre, una di Malta nellachiesa parrocchiale di Sant’ Egidio edun’ altra dei Santi Maurizio e Lazzaro,instituila nel 1690 dai conti Amoretti.

L’ antico edifizio abitato da’Francescaniconventuali posto sopra una collina leg-germente declive, con a fronte una vastapianura attraversata dal Po, venne con-vertito ad uso di eollegio convitto, e nefu data nel 1836 la direzione ai PadriBarnabiti . L’insegnamento delle pubbli-che scuole in Moncalieri va fino alla quartaclasse inclusivamente.

V’ha in Moncalieri uno spedale civileper i malati poveri, sotto il nome di SantaCroce.

Verso la metä della collina che disten-desi da Moncalieri verso Testona, incon-trasi il regio stabilimento orlopedico cheocctipa il palazzo giä spettante al cardi-nale delle Lanze. Fu il priino dei suo ge-nere nella penisöla, e venne fondato daldottore Borella nel 1823.

Ha in Moncalieri un piccolo teatro ca-pace di 300 spettatori.

Le comunicazioni di Moncalieri conla capitale sono cosi frequenti che adogni mezz’ ora parte un omnibus da To-rino, e ne riparte uno da Moncalieri .

A Moncalieri e la prima stazione dellastrada ferrata da Torino a Genova .

La strada ferrata fu aperta al pubblicoil 24 settembre 1848 fra Torino e Mon-calieri , per un tratto cioe di 8 ehilome-,tri. Nei primi giorni 81, cioe dal 27 set-tembre predetto al di priino 1880 , del-T csercizio lino a Moncalieri si ebbe unprodotto di lire 48,888, 48. Le principah