MON
quest’ultimo, a mezzodl oon Tonco e Mon-temagno in parte, eil a ponente con partedi Tonco e di Villadeati.
Componesi dei quattro comuni seguenti:
Moncalvo.
Ponzano e
Salabue.
Moncalvo, Cittä capoluogo del manda-rnento, dista un’ora e mezzo da Casale,capoluogo della provincia.
Popolazione 3970.
Collegio eleltorale composto di 21 co-muni aventi una popolazione complessivadi 23,898 abitanti, de’quali sono elettoriinscritti 463.
Sorge nel mezzo di un’altura, limitataa borea dai monti di Crea, a ponente daipoggi di S. Spirito d’ Alfiano, a levanteda quelli di Serra de’ Monti; ad ostrol’orizzonte si estende verso l’astigiana. IIsuolo, di natura calcärea, e bagnato datre torrenti o rivi, che sono il Menga, ilValsesio ed il Grana. La direzione delMenga e, da ponente a levante; il Val-sesio cd il Grana scorrono da ponentead ostro. Il Menga nasce nel comune diCastelletto-Merli, interseca l’agro di Mon-calvo per l’estensione d’un miglio, e ver-sasi nello Stura. 11 Valsesio ha principionel distretto d’Alfiano, att.raversa l’agrodi Moncalvo, entra in quello di Penango,e va a riunirsi al Versa nell’astigiana .Il Grana seaturisce in una piccola vallequasi sotto le mura dell’antica fortilica-zione di Moncalvo. I lelti di questi tor-renti sono presso a Moncalvo della lar-ghezza di un metro e mezzo circa, emct-tono in moto qualclie edifizio meccanico.
Dipendono da Moncalvo le frazioni diCastellino, S. Vincenzo e Gessi.
E notabile questo paese per la fertilitädel suolo, per la diligente coltura dellesue viti e de’suoi canneti onde si fanno lecannette da lizzo che servono alle mani-fatture di tele e di altre Stoffe, e perl’attivitä del suo commercio, a cui la suasituazione a mezza strada tra Asti e Casalee centrale a molti villaggi, si presta mi-rabilmente.
I prodotti minerali sono varie cave digesso, calce, pietre da taglio, argille peristoviglie; vi hanno alcune fabbriche ofornaci ove si fa cenere ad uso dei colori,che si spedisce nel Genovesato. Vi sonoinoltre filatoj da seta e eotone, conce dipclli, ed altri rami d’industria.
MON * 835
Esiistono aneora aivanzi di muraglie erivelllini mezzo distrutti dell’antica citta-della..
Il tempio della cittadella, edificato se-condo lo Stile gotico, conserva due sten-dardi molto antichi stati presi dai prin-cipi monferrini nelle guerre delle crociate,ed e adorno di preziose tavole del celebrepittore Caccia , detlo il Moncalvo, e di al-tre della scuola di Rubens e di Sacchi;nonche di alcune statue in legno fatteda mano maestra. Anche nelle altre chiesev’hanno pregevoli dipinture o del Mon-calvo, o del Sacchi, o del Dal Pozzo.
Il castello fu costrutto sulle rovine diun palazzo giä residenza dei marchesi diMonferrato, del quäle si veggano tut-tora gli avanzi. Nel suo recinto stava untempietto, ricco d’un’icona rappresentauteN. D., lavoro dei primitivi tempi del ri-sorgimento dell’arte, che fu trasportatonella chiesa della Madonna delle Grazie.
Dictro la chiesa parrocchiale di S. Fran-cesco slanno tuttora gli avanzi di un an-tico forte avente comunicazione col ca-stello per vie sotterranee: esso fu bersa-glio delle artiglierie durante la guerraper la successione del Monferrato. Credesiche vi abbiano soggiornato S. VincenzoFerreri e S. Luigi Gonzaga .
E pure tradizione, dice il Zuccagni-Or-landini, che alla distanza di un migliocirca ove trovavasi Fantica Pieve, tenes-sero il loro domicilio quegli antichi abi-tanti che per evitare le aggressioni degliAstigiani reputarono piü conveniente iltrasferirlo ove ora sorge Moncalvo; offredi ciö conferma 1’ essersi dissotterratedalla Pieve diverse roinane anticaglie, trale quali una lapide sepolcrale posta allamoglie ed al figlio dal decemviro C. Vi-rilio.
Aveva Moncalvo tre porte urbane, orasmantellate.
11 palazzo d’ architettura gotica, che sta.sulla piazza del mercato, supponesi ap-partenesse ai Paleologhi .
Annovera questa cittä fra le opere pieun grandioso spedale, un orfanotrofiofemminile ed altri istituti di beneficenza.Per Pistruzione pubblica ha un collegiocomunale con pensionato, ove s’insegnasin» alla rettorica inclusivamente.
Moncalvo fu dapprima sotto signorich’ebbero il titolo di visconti, fra qualii Graffagni; spettö al contado e poi allachiesa d’Asti , da cui passö in parte aimarchesi di Monferrato, a’quali fu con-ferinato nel 1184 dall’imperatore Fedei'i-