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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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MON

cinto a levante da pendici che si presen-tano a nio’ d’anfiteatro, e avanzantesi daostro a borea nella pianura per un trattodi 300 trabucchi; l’EHero ne lambiscetortuosamente le falde. Verso tramontanaelevasi esso colle per circa tre trabucchi,c verso mezzodi ad un'altezza maggiore aldisopra della cosi detta piazza o centrodella cittä ove fanno capo parecchie viecomunicanti tra loro e coi piani di Caras-sone, di 15reo, della Valle e del Borgato.Quesli piani formano la parte piü popo-losa della cittä. Giace il piano di Caras-sone in un gomito che forma l'Ellero alnord; quello di Breo trovasi nella parteoccidentale bagnata da esso fiume e daun canale che ne deriva; il piano dellaValle siede nella continuazione del prece-dente; incontrasi il piano di Borgato aBorgato presso la confluenza del rivo Er-mena neU’Ellero, sulla cui sponda sinlstrasta una piccola parte di esso borgo colnonie di Rincliiuso. La piazza maggiore,alta BO trabucchi circa sopra il livello del-l’Ellero, di forma esagona, dä accesso asei contrade che stendendosi per il decli-vio del colle vanno a riuscire alle nnirache la ricingono intorno a guisa di ba-stioni. Queste mura furono piü volte at-terrate e ricostrutte dai Francesi che perlungo tempo occuparono Mondovi e checostruirono eziandio i ponti sull’Ellero esull’Ermena. Verso tramontana dominapiccola piazza detta il Belvedere, nel cen-tro della quäle s’erge una torre quadrataalta 10 trabucchi, avanzo della potenzadei Bresciani e che servi al celebre Bec-caria cd agli astronomi Plana e Carlinidi punlo trigonometrico nelle operazionigeodetiche per determinare la misura del-l’arco del parallelo medio. Forma essa untriangolo con quelle di Sanfre e di villaRadicati presso Saluzzo che le sono lon-tane, la prima 40,’274. 3B metri, la se-conda 38,334. 82.

In Piazza sono i piü begli edifizj di Mon-dovi : la cattedrale ricca di pregiati di-pinti, la chiesa della Missione giä appar-tenente ai gesuiti , adorna di stupendi af-freschi del rinomato padre Pozzi, e il pa-lazzo veseovile, forse uno dei piü begliepiscopii d’Italia , nel quäle si ammiranoi ritratti dei piü illustri Monregalesi, nonche quelli di tutti i vescovi che occupa-rono questa sede. Ivi sono ancora i prin-cipali instituti di educazione e di benefi-cenza; il seminario, edifizio vastissimo,capace di 300 chierici, il collegio reale,o scuole superiori di latinitä, due orfano-

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trofü, uno per le femmine e 1’altro peimasichi, un riliro di povere fanciulle edu-cate; alla professione di serve, delto dalnome del suo fondatore delle Baracchine,e il maggiore ospedale di S. Croc«, le cuientrate eguagliano quelle riunite dei tremiuori che trovansi nei Piani. Piazza einoltre la sede di tutte le autoritä civili,militari ed ecclesiastiche, soggiorno deinobili e della piü inüuente parte delclero.

Nei Piani e grande attivitä, essendo iviil deposito degli olii e dei principali ge-neri di riviera che la Liguria manda alPiemontc. Sono essi inoltre la sede delleprincipali industrie e manifatture, tra cuisono specialmente osservabili le tre mag-giori di pannilini giä avviate colle mac-chine di moderna invenzione, non chequella di majolica del piano di Carasso-ne. Sul principio di queslo secolo eranoancora in attivitä nei piani dodici fdatoiin seta, de’ quali non resta piü al pre-sente fuorche un solo in esercizio. Mon-dovi vantava pure una manifattura di la-vori squisiti in paglia, come cappellini esimili lavori molto ricercati in Piemonte efuori, I Piani ollrea varj instituti di bene-ficenza lor proprj, posseggono un asilo in-fantile per le bambinc, un teatro, un’ac-cademia di musica; desiderasi ancora ungabinetto di lettura, come giä trovasi inPiazza.

I piani di Garassone e del Borgato, chesono i due limiti estremi della cittä in-feriore, hanno scarsa popolazione, ed e inproverbio: Chi vuol darsi alla dispera-zione, vada ad abitare il Borgato o Ca-rassone. Quest’ ultiino piano specialmente,benche sotto d’un cielo lietissimo, rattri-sta colle sue rovine, avendo l’aspetto diuna cittä rovinata dal tremuoto o desertadalla peste. Secondo la tradizione popo-lare Garassone fu ridotta a tale stato peraver perseguitato a sassate Sisto V,quando vescovo di Mondovi venne ivi per la suavisita pastorale; ed il popolo ripete tut-tora le parole latine: fee tibi Caraxon!che quel pontelice istizzito avrebbe ri-volte a questo piano allora fiorenlissimo.

Dallo stato di confronto scrittosi colladata 18 gennajo 18S1 da un arehitettodell’ alto Mondovi sulla pianta del eo-mune, risulta che sul totale montajre dellaprediale in lire 84,9B9 gli abilanli dellaPiazza vi erano compresi per lire 27,777.

Finche l’ampio tratto che divide 1’ altadalla bassa cittä non venga, come fu pro-posto di giä, raccorciato mediantc una