882 MON
scala che metta gli abitanti dell’una edell’altra parte a pronto contatto fra loro,al che non puö certo provvedere l’attualecarreggiata di troppo lungo corso, i van-taggi peculiari alle due parti della cittänon potranno mai essere comuni; comuniinvece e continui saranno sempre i disagie cosi pure la divisione degli animi, chee remora ad ogni progresso di socialeconvivenza.
La fondazione di Mondovi risale intornoall’anno 1176. Gli uomini delle circostantiville presero allora contemporaneamentestanza e sulla vetta del monte ed allefalde di esso; cioe quelli di Yico sullavetta formando 1’ abitato che prese in se-guito il nome di Piazza Maggiore, quellidi Carassone antico ai piedi del colle dallaparte di tramontana, e quelli inline diBredolo antico e di Yasco pure alle faldedel monte, ma dalla parte occidentale.Questi tre terzieri ebbero fin da principioeguali diritti e la rappresentanza, e per-ciö non si deve dire che la parte bassadella cittä sia una diramazione dell’ alta,e che quasi tributaria possa chiamarsi colnome di borghi, poiche in tutte le anticheprovvidenze ducali e nellesuccessive regiepatenti viene col nome di Piani dellaCittä denominata. L’antica eguaglianza didiritto e di fatto fra gli originarj terzieridella cittä durö sempre sotto 1’antico suooriginario libero regime. La preminenzadi Piazza sugli altri terzieri non cominciöche dopo il dominio ducale. Fu allora cheper privilegio tutti gli stabilimenti, le pre-rogative. gli agi e le onorificenze venneroa consolidarsi sull’ alto Mondovi, e che glialtri terzieri furono in qualche modo as-serviti.
Cominciarono allora i contrasti e le dis-sidenze fra i Piani e la Piazza, ed i Pianiper togliersi dall’oppressione chiesero disepararsi. Sin dal 1644 gli abitanti deiPiani si recarono supplici alla corte perottenere la loro disgiunzione da Piazza;ma questa con ordinario civico 8 lugliovi spedii conti Pensa e Vasca per oppor-visi e la domanda fu perciö con moltosenno depellita. Non erano abbastanzadivisi i popoli parlanti una stessa linguae le cittä fra loro, che volevano puredividersi e frazionarsi le frazioni medesi-me d’ una stessa cittä! Simile domandasi rinnovö nel 1670, e nuovamente nel1678, ma sempre invano, fine he alli 8giugno 1681 dopo nuove istanze vennepubblicato un editto della Reggente concui stabilivasi la separazionc totale fra i
MON
Piani e la Piazza, ed il 5 luglio successivooperavasi realmente la divisione del re-gistro. Trentasette anni di fatica per iso-Üarsi!
Il Monte nel territorio di Vico su cuifu edificato Mondovi le diede adunque ilprimilivo nome di Montevico, raccorciatoin Mondovi, e le sue regalie o diritto re-gale, che si attribui nel costituirsi in co-mune libero, le fecero assumere quell’altrodi Monteregale. Dopo la distruzione diAsti fatta da Barbarossa, il suo sito fugiudicato opportuno a fondarvi una no-vella cittä. Gli abitanti dei villaggi diVico, Lupazanio, Vasco e Carassone nefeccro P acquisto e vi si stabilirono. Nel1168 Mondovi era giä tale da eccitare ge-losia nei vicini. Nel 1290 comperö da Cor-rado, vescovo d’Asti , la sua assoluta indi-pendenza. Trapassö di poi con varia vicendad’ una in altra signoria, e fu a volta a voltavassalla degli Angioini, del marchese diMonferrato, dei Visconti di Milano, degl’In-glesi, e poi di nuovo del marchese, linchenon venne a questo ritolta nel 1596 daAmedeo di Acaja, il quäle non l’abban-donö per ripetuti assalli che vi facesse ilMonferrino. Sotto Carlo UI Mondovi corsela sorle delle altre terre piemontesi ; caddenel 1836 in potere dei Francesi , ai qualinon venne ripresa se non otto anni dopocon fraude dal marchese del Vasto, ducedegli Imperiali. Un’altra volta la occu-parono i Francesi nel 1641, guidati dalconte D’IIarcourt, che la tennero per lareggente Cristina, non senza contrasto deiprincipi cognali Tommaso e Mauriiiocollegati cogli Spagnuoli.
L’ avvenimento perö piü notabile delsecolo XYII riguardante la storia di Mon-dovi e Ja guerra detta del Sale, Ja quäleavuto principio nel 1678 non ebbe ter-mine, dopo qualche anno di sosta, chenel 1699; essendo stati messi i Mondo -viti colla forza nella bisogna della con-tribuzione del sale al ragguaglio deglialtri sudditi. (Botta, Storia d’Italkh sinoal 1789, lib. XXIX eXXXIIl).
La battaglia di Mondovi delli 22 aprile1796 fu l’ultimo fatto d’armi che aperse algenerale Buonaparte l’adito al Piemonte edal conseguente acquisto dell’ alta Italia .Frutto di questa battaglia vinta dai repub-blicani fu la rimessione delle tre piazze diCuneo,Ceva e Tortonaela cessione dituttoil paese da loro conquistato oltre lo Sturae il Tanaro . « Allora veramente, diee ilBotta, e non piü lardi peri il reame diSardegna . » Prevalendo poi nel 1799 le