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niezzo, quäl preniio al vincitore, 1' inno-cente Italia . Si combaltü coi cannoni, coifucili, con le spade, eon lc mani. Mara-vigliavansi i Francesi a si fcroce assalto;inaravigliavansi i Tedeschi a si lunga re-sistenza. Finalmentc, dopo molto sangue,riuscirono questi, occultandosi in certeboscaglie, ad entrar per bella forza den-tro le due trincee piü basse, e se ne im-padronirono. Rimaneva a conquistarsi laterza: contro di lei voltarono i Tedeschi tutto l’impeto delle armi loro vittoriose.Qui sorse una battaglia tale, che pochedi simil fatta per la virtü addimostratadagli assalitori e dagli assaliti sono tra-mandale dalle storie. Ineominciavano asormontare gFlmperiali, trovandosi assaipiü grossi, e giä sul ciglione medesimodella trincea si combatleva asprissima-mente da vicino. Ma in questo forte puntoil colonnello Rampon, sotto la custodiadcl quäle era la trincea, a patto nessunosbigoltitosi a quell’orribile fracasso, cheanzi tanto piü intiamniandosi nel suo co-raggio quanto piu era grande il pericolo,animosissimamente rivoltosi a’ suoi sol-dati, fece lor preslare quel bei giuramen-to, che lia eterno nelle storie, di non ce-dere se non morti. Il valore de’ Francesidiventö piü che sprezzo di morte, e contanta pertinacia , con tanta ostinazione,con un nienar di mani tanto tremendocombatterono, che ributtati furiosamenteda ogni assalto i Tedeschi , sopravvennela notte senza che eglino potessero con-quistare la trincea tanto contraslata etanto importante. Gli uni e gli altri sull’ar-mi loro posando, aspettavano la luce delseguente giorno, che doveva in un nuovoconflitto definire la spaventevolc contcsa.Qui si vide manifestamente F errore diBuonaparte dello aver occupato ed affor-tificato troppo tardi e male , Montenotte ,del non aver fatto diradare le boscaglie,dello aver tenute lontane da questo prin-cipal poslo le altre soldatesche per modoche non abbiano potuto venire in questomMesimo, giorno in soccorso di quelleche pericolavano nelle trincee del monte.Certo se non era il valore straordinariodi Rampon, si perdeva la battaglia daiFrancesi e con lei si perdevano per lorole sorti d’Italia . Ma di questi valori straor-dinarj e avara la specie, ne vi si puö farfondamento per anticipazione dai capitanibene awisati e prüdenti. Errö adunquein questo fatto Buonaparte , riparo 1’ er-rore Rampon; la vittoria di Montenotte ,che incomincio quella mole tänto gloriosa
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d’ imprese militari, e quel maravigliosocorso d’inaudita felicita, non al suo buonconsiglio, ma al valore d’un capitano in-feriore deesi unicamcnte atlribuire. Ma ilgenerale nel giorno undici, anzi nellanotte stessa del dieci, einendo con paricelerita ed arte P errore commesso nelprecedente ; mando a tutta fretta un rin-forzo da Savona a Montenotte (1), il quälenon solamente rinfrancö gli spiriti deidifensori della trincea, ma diede agio aRampon di empire di soldati a destra eda sinistra le boscaglie che ingombravanole strade per alla trincea medesima, eper le quali dovevano di necessita passargli Austriaci per assaltarla. Al tempo stessocomandö a Laharpe andasse avanti contutta l’ala dritta, e mcttendosi in mezzotra la punta dritta dell’ala sinistra deglialleati e la punta sinistra della mezzanasnodasse l una dall’cltra quelle due parti.Per rendere vieppiü la vittoria certa edarrivare al fine principale di tutto il di-segno, marciava egli medesimo con dueforti colonne, l’una lungo le monlagnedella Madonna del Monte, per meglio so-stenere Montenotte. P altra per Altäre ele Carcarc, ad effetto di oltrepassare lapunta della mezza, ch’era governafa daArgenteau , come capo, e da Roccavina,come condottiero della vanguardia, spc-rando per tal modo di sgiungere questaparte dalla destra retta da Colli. Spun-tava appena l’aurora del giorno undiciche Argenteau , senza aver prima fattoesplorare le boscaglie, iva baldanzosa-mente all’assalto; ma non era ancora ilsuo antiguardo arrivato alle trincee, chevenne assalito ai fianchi da una tenipestadi moschetti che procedeva dai soldatiimboschiti e da un’impetuosa scaglia lan-ciata dal ridotto. A tale sanguinoso in-toppo s’arrestarono, titubarono, si disor-dinarono, diedero indietro le sue genti:Roccavina ferito gravemente, lasciato ilcampo di battaglia, andava a ricoverarsiin Acqui. Pure v’era speranza con qual-che rinforzo e dopo respiro di ricomin-ciar la battaglia; ma ecco arrivare infu-riando dall’un canto Buonaparte, dall’al-tro Laharpe con far le viste di porlarela tempesta ai fianchi ed alle spalle diArgenteau. Fu allora forza ai confederatiritirarsi piü che di passo per non esserposti negli estremi. Andarono a posarsi
(1) Nocque grandemente ai Tedeschi una inav-vertenia del loro generale.il quäle mandando ordinela notte del giorno 10 alle truppe stanxiate a Saa-sello, scrisse dimani in luogo di slaman«.