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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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dolti dei grosso e iniouto bestiame. Vi sirinviene ferro solforalo in cristalli cubici.

II castello di Montesegale appartenevaper metä alla mensa vescovile di Tortona .

Questo luogo fu contado dei Gambaranamilanesi e dei conti Palatini di Lumello.

MONTESTRUTTO. Coin. nel manda-niento di Settimo-Vittone, da cui dista unquarto d’ora. ( Provincia d’ Ivrea ).

Popolazione 178.

Giace in pianura, alle radici della roc-cia di S. Giacomo, sulla via provincialeper Aosta , ad ostro da Settimo-Vittone.Ha i nionti della Serra a lcvantc e la DoraBaltea a ponente.

II vino e il piü considerevole prodottodei paese.

Nella regione detta della Torna trovasiuna cava di pietra da costruzione.

Queslo luogo era primamente appellatoMontestretto, trovandosi in mezzo a duemonti che ravvicinaudosi formano unaslretla gola,angusto passaggio per andareda Ivrea in val d’Aosta.

Appartenne alla citta di Vercclli, chelo comperava nel 1148 dai castellani diesso. Fu feudo dei Giampctri di Cesola;lo tennero poscia con litolo comitale iMarchetti di Caraglio

MONTEU DA PO. Com. nel matula-menlo di Brusasco , da eui dista un’ora eun quarto. ( Provincia di Torino ).

Popolazione U90.

Sta all’ovest da Brusasco , liinitrofo conLavriano, addossalo alle colline presso ilPo , nel luogo ove sorgeva la citta romanadenominata Industria. Im coinpongono dueborgate. Il territorio e parle in pianura, nellato di borea, e parte in collina, nel latoaustrale. Dalla collina, verso mezzodi, di-sccndonodue rivi detti di Mezzana e dellaValle . La pianura ad un mezzo migliodalla strada provinciale verso borea e at-traversala dal Po . Questo liuine non moltohinge da Monteu s’ingrossa dolle aequedella Dora Baltea, la quäle discendendodalle due allissime alpi dei Piccolo e deiGran S. Bernardo , cd accogliendo moltecorrenti nel suo corso per la valle d’Aosta,accresee ivi di molto l’allezza dei Po.

Il principale abitato dei presente Monteutrovasi all’imbocealura d’una vallicella,nel cui lato occidentale si aderge un pog-gio in forma acuta, ove si veggono gliavanzi d’un anlico castello.

Il suolo produce grano, meliga, vino,noei, marzuoli e canape; sono di qualcheimportanza le ricolte dei bozzoli; searseg-gia il tieno; i boschi danno sufiirientequantitä di legna da l'uoco.

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Nell’estensionc dei territorio trovasi cal-caria compatta di color bigio traente alrossigno, frattura concoide^ che forniscecalcc forte.

Gli scavi nel sito dove sorgeva antica-mente la cospicua citta d’Industria furonocominciati sotto gli auspicj dei Magistratosopra la riforrria degli studj nel 1743(Il sito dell’antica citta d’Industria , sco-perto ed illustrato da Gio. Paolo Ricolvied Jntonio Rivautella. Torino, ! 74ö, stam-peria Reale, opuscolo in-4. u di pagine 48con due tavole) e continuati interrotta-mente lino al 1816. Yi si scopersero tavoledi bronzo, inedaglie, le mura d’un teatro,frammenti di cornici, di capitelli ed al-tri ornati di marmo bianco ed intonaca-ture di muraglie dipinte in verde, in az-zurro, in giallo ed in rosso; un editizioad uso di terme, un pezzodi mosaico, fram-menti di foglie sottilissime di gesso, unaquantitä immensa di piccoli frammenti dilavori inetallici, appartenenti quasi tultia statue, a vasi c ad altri ornamcntij al-cune imagini di bronzo, molte luccrne diereta, stilelti triangolari, ecc. Gli stratidi carbone e di cenere, i frammenti dimetalli e le medaglie bruciate e calcinate,i pezzi di marmo, di pietre e dei mate-riali carbonizzati, gli ammassamenti dimetalli fusi, arnalgamati coll argenlo, concarboni e legnami non al tulto carboniz-zati e con pezzi di quadrelli, sembranoprovare che Industria fu distrutta dal fuo-co. Secondo 1’ opinione degli archeologisarebb ella perita sotto l’impero di Teo-dosio il Giovane o sotto quello di Valen-tiniano III. Credesi che dopo distrutta lacitta il suolo d’Industria fosse ancora abi-tato durante piu secoli e fino al XI e XII.Plinio il Seniore e il piu antico scrittorechefaccia menzione di quesla citta. (Lib. 5,c. B). Nel IV secolo dell’era volgare S. Eu-sebio, primo vescovo di Vercelli , in unasua epistola a quelle fra le citta. dei Pie-monte ch’erano allora mancanti divescovi,accenna ai Cristiani dTndustria, cui ponetra i Valdostani ed i Torinesi . Dopo il IVsecolo non si ha piu certa notizia dellamedesiina. Fu conceduto il luogo di Mon-teu da Ottone III ai canonici di Vercelli .Nel 1224 Industria era giä soltoposta allacuria o giurisdizione civile di Monteu (incuria Montisacuti ); le due tcrre facienliuna sola comunitä erano possedute daisignori di Tonengo. Nel 1349 queslaterra fu infeudata dal cardinalc Fieschi ,vescovo di Vercelli , ai signori di Cava-gnolo, che 1’ avevano avuta dai Radicati