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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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occupava la soramitä di quel promontorio,ma a poco a poco si dilalö sui fiancliidel medesimo, e discese finalmente nellapianura. In una sua opera il signor Fo-dere osserva che se Nizza vivente e discesadal castello, i snoi abitanti vi ritornanodopo morte, alludendo al cimitero dei cat-tolici posto sui pendio occidentale dellarocca del castello medesimo. Entrasi inNizza dal lato di Francia per la slrada delVaro e pel sobborgo di S. Giovanni Battistaalla destra del Paglione. Arrivando perla via regia di Torino , s’atlraversano inprimo luogo la porta e la strada di Vit-torio o di Torino , poi la piazza Vittorio.Le vie esterne di coinunicazione sono: l.°lastrada di Villafranca che corre a levantedella piazza Vittorio; essa ha metri 650 alpiano e metri 1400 in salita, volgendoper Montalbano; 2.° quella di Roccabi-gliera non lungi dalla porta Vittoria, cheva a sboccare per 700 metri nella stradadi Genova; 3.“ quella di Genova traver-sata nel suo principio da due vie, unadelle quali e una continuazione di quelladi Roccabigliera, e dopo un tragilto dimetri 1490 sbocc» alla Rimessa in quellaregia di Torino ; 4.“ fra il Paglione ed ilVallon di S. Andrea al nord hannovi duecammini, uno dell’Abazia, l’allro dell’A-riana; il primo comincia appie del colleMerindos e prolungasi per lo spazio di310 metri prima di rannodarsi al comunedi S. Andrea, che conduce a Torretta ,Gastelnuovo e ad altri villaggi delle mon-tagne centrali; e l'altro mette alla parroc-chia dell’Ariana, e indi ai coniini del co-mune di Trinitä. I quatieri compresi frail Paglione ed il vallone di Magnano, chesbocca in capo al sobborgo della Crocedi Marmo, vengono attraversati da parec-chie strade.

Nizza distinguesi in vecchia e nuova;la cittä vecchia e rinserrata entro angu-sto spazio, e giace sulla pendice occiden-tale e boreale del monte; la nuova, quan-tunque non sia molto disgiunta dalla vec-chia, giace tutta in pianura e lungo ilmare; sono in essa i principali edifizj ela residenza di quasi tutte le magistra-ture; nella vecchia cittä sorgono la cat-tedrale e il palazzo civico.

I tre sobborghi di Nizza son chiamatidella Croce di Marmo, di S. GiovanniBattista e di Limpia; il primo giace alladestra del Paglione, inconiincia dal pontenuovo e piegando in arco va sino allaspiaggia del mare; il secondo estendesidal ponte vecchio sui Paglione, lungo esso

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fiume sino all’est della piazza d’arnii. 11sobborgo di Limpia, cosl chiamato per lelimpidi acque del porto intorno a cuigiace, e abitato quasi tutto da marinari:v’hanno in esso le geilere e le prigioni.

Se si ecceltuino alcuni quartieri dellanovella cittä costrutti conforme al gustomoderno e sopra disegno regolare, le con-trade di Nizza sono tortuose e melanco-niche; belle perö sono le sue piazze, frale quali e da citarsi la piazza Vittorio;bello e il ponte di S. Carlo o ponte nuovoche riunisce la citlä alle novelle fabbri-che che si congiungono col sobborgo dellaCroce di Marmo. Fra gli edilizj voglionoessere accennati il teatro, il palazzo ci-vico, il macello, e soprattutto il terrazzo,specie di bastione largo, rincalzato da mu-raglie, lungo 600 passi, le cui völte in-feriori servono di magazzino: costeggiail mare, ed oflre da questo lato una dellepiü belle passeggiate d’Europa . Fra’suoipasseggi interni non deve perö esser di-menticato neppur l'altro chiamato il Corsood il Parco. Il sobborgo della Croce diMarmo e piü conosciuto sotto il notne diCittä inglese , perche e il soggiorno d’in-verno di gran numero di forestieri, mas-sime inglesi, trattivi a dimorare della bel-lezza del sito e dalla dolcezza del clima.Questa mobile colonia di forestieri con-tribuisce grandemente alla prosperitä diNizza . Fra le chiese meritano particolaremenzione la catledrale sotto il tilolo diS. Reparata; la ehiesa di S. Francesco diPaola , che possiede un bei quadro rap-presentante la comunione di S. Benedetto,lavoro attribuito da alcuni al Vanloo, daaltri alFAmiconi; e la ehiesa di S. Mar-tino o di S. Agostino, la cui architetturae di gusto bisantino. Una nuova ehiesa,capace di 600 persone, venne decretatadalla civica amministrazione di Nizza inonore di N. S. della Misericordia, votodella cittä in occasione del cholera-mor-bus del 1834: il disegno e dcU’architettoMosca. Delle altre chiese minori di que-sta cittä dä particolareg^iato ragguagliola Guide des etrangers a Nicej stampatanel 1827.

11 porto di Nizza , detto di Limpia, esituato in una gola tra la collina di Mom-barone a levante e la rupe del castellodi Nizza , che lo riparano da tutti i venti,fuorche da quetlo di tramontana e daquelli provenienti tra scirocco e libeccio,che sono i piü molesti: i boreali non so-gliono cagionar danni alle navi. La golaove trovasi il porto, e nella direzione da