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esercito, la prese a viva forza. Rimasetranquilla Nizza sotto quei doininio finoal 1582, allorchfe per la mortedi Giovannaregina di Napoli insorsero nuove dissen-sioni; allora Nizza prese il partito di Car-lo III , di Duras e di papa ürbano VI. Sioppose ostinatamente al principe Lodovicod’Angiö, figlio adottivo di Giovanna, edal secondo papa correggente Clemente VII .Dopo la morte di Carlo III stette Nizza fedele al suo successore e figlio Ladislaod’Ungheria , il quäle era troppo debole perdifendere la citlä contro stranieri assali-tori. Abbandonata da Ladislao , costrettoa difendersi altrove, e stretta dalle truppede’suoi nemici, Nizza videsi ridotta al-1'ultima estremitä. Tuttavolta, ostinatanella sua fedeltä e per avere un ausilia-rio alla causa da essa abbracciata, prestoorecchio ai consigli della faniiglia Gri-maldi, cbe, giä signora di gran parte delleterre della contea di Nizza e piena diambiziose speranze, credette che la cir-costanza fosse propizia ad uno smembra-mento della contea ed alla scelta di unsovrano men potente dei conti di Provenza c meno capace di mettere ostacolo all’ese-cuzione dei suoi progetti, qualora la ri-eonoscenza dei novello principe non fosseper servirvi essa stessa. La pratica sortipieno successo, e il 21 settembre 1588 ilBarone di Boglio, Napoleone e BarnabaGrimaldi, suoi fratelli, assistiti da parec-ehi notabili nicesi, eletti dai loro concit-tadini, andarono davanti all’ abazia diS. Pons, ove si attendeva il conte Rossocircondato da un seguito numeroso disignori, di scudieri e d’armati. Ivi fu dettodie Nizza , ridotta, dietro autorizzazione diLadislao a scegliersi un protettore controla prepotenza degli angiovini, si sottomet-teva alla Casa di Savoja, che per sua parteobbligavasi a difenderla, acceltando la ri-serva espressainente fatta di restituirla aisuoi antichi signori se questi nel terminedi quattro anni rimborsassero le spesedella guerra sostenuta dalla Casa di Sa-voja in favore di Ladislao . Illusoria erala riserva, considerate le tristi condizionidi Ladislao . Spirato il termine sopraddettosenza che questo principe potesse riscat-lare col denaro il dominio di Nizza , i contidi Savoja rimasero in possesso della ni-eea contrada. Essi osservarono allora re-ligiosamente le condizioni di privilegj efranchigie fatte ai citladini. Per seguirela politica di centralizzazione che la po-destä regia cominciava di quei tempi adirigere nei grandi paesi (BEuropa contro
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le feudalilä, nan fu attentalo in quei mo-menti ai predetti dirilti; il popolo nonmetteva allora paura, e la podestä regialo faceva servire ai proprj interessi dei mo-mento: la Casa di Savoja, come la piiiparte delle altre case sovrane, s’attaccö al-lora ai dirilti dei grandi feudatarj della co-rona. Ed allora cominciö la giusta punizionedei Grimaldi di Boglio. Possessori d’ unaquarantina di magnifiche signorie, posses-sori d’un’immensa fortuna, collegati collepiu grandi case d’Europa , essi erano trop-po potenti per non ispirare Serie inquie-tudini ai principi di Savoja nella conteadi Nizza. Colmi d’onori e rivestiti delleprime dignitä dello Stato, erano venuti adun sentimento cosi palese di orgoglio edi pretensioni, che ben vedeva la Casa diSavoja che presto o tardi ella avrebbedovuto venir a patti con essi. Credendogiunto il moinento decisi vo, appiccarono in-fa tti costoro pratiche con S pagna e con Fran-cia, levarono arditamente lo stendardo dellarivolta, si diebiararono principi sovrani edapprestaronsi a sostenere colle armi leloropretensioni. Ma allora la pace fu conchiusatra Francia e Savoja, e Carlo Emanuele ne approfittö per far rendere dal senatodi Nizza , novellamente creato, una sen-tenza di niorte contro Annibale Grimaldicome reo di alto tradimento. E’infeliccconte di Boglio, abbandonato dai suoi vas-salli e preso nelle mura di Torrette-Re-vest, fu impiccato ad una linestra dei suocastello.
L’ anno 1524 la ciltä di Nizza fu perun istante occupata dal contestabile diBorbone, allorche abbandonati i vessillidi Francia per passare ai servigj di Car-lo V imperatore, apparecchiavasi all’im-presa di Provenza . Un avvenimento piürilevante ebbe luogo nel 1527, quandoi Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme ,cacciati dall’ isola di Rodi , oltennero daiduclii di Savoja la facoltä di risiedere inNizza e in Villafranca, fino a che aves-sero ricuperata Rodi o un altro luogo ma-rittimo per dimorarvi. Si obbligavano dalcanto loro i Cavalieri di difendere in taleintervallo il golfo di S. Ospizio tra Nizza e Monaco, dove 1’ ordine tratteneva unnumero di navigli armati, e di armareessi stessi un corpo contro gl’infedeli. Val-sero infatti quei nuovi ospiti coi loro ar-mamenti a teuere lontani da questa spiag-gia i pirati africani. Durante la carestiadei 1528 sonuninistrarono essi incessantisoccorsi alla popolazione, massime in ce-reali che andavano a caricare sulle coste