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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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una vita di S. Gaudenzio, manoscritlo del-l’ottavo secolo, una carta di donazione aquesta chiesa del nono e una di perniu-tazionc del. deciuio, un diploma di Lota-rio liglio d'ügone del 950, ed altre cartepiü recenti. Anche qui si trova un dit-tico d’avorio coi nomi dei vcscovi, su cuisono scolpiti due' consoli romani in attodi dare il segno pei giuochi pubblici; esi nota che in questo i nomi dei veseovinovaresi sono di pugno diverso, scrittidunque probabilniente dopo la morte diciascuno degl’inscritti, il che ne aurnentail pregio coll’autenticitä. La bibliotcca haun messale gaudenziano, un altro codicedel 1280, un salterio del 1580, e un an-tichissimo uflizio della Vergine con su-perbe miniature.

Intorno alla chiesa si veggono un S. Pao-lo, scultura del medio evo. c alcune lapidi sepolcrali romane. A tramontana sorgeil campanile di S. Gaudenzio, torrc altapiedi parigini 274.4.9, architettura hiz-zan a ma elegante del conte Allieri, cuisi sale per 500 gradini. Alla porta v’hannoinlisse lapidi romane, una ad un Filano-reo questore, il quäle in questo uflizioreipublicw nihil debiiü (!!!)

Dopo la caltedrale e la basilica, bellachiesa e S. Mai’t'O, di buona architetturadel padre Ferrari, in cui piacciono agliartisti un quadro, :Sant’Anna,attribuito t ’alProcaecini, una processione del Borromeonella peste, del Moncalvo, una copia delS. Cristoforo del Gaudenzio, la quäle sitiene daalcunidel Lanino, il martirio diS. Marco bellissiino, di Daniele Crespi , ihei freschi della cupola e della tribunadel Moncalvo.

S. Giovanni decollato e chiesa di sin-golare struttura, ap]>oggiata solo a quat-tro colonne, che formano un quadratogrande in forma di tumulo. L adorazionedei Magi e del JSuvolone. S. Pietro al R.o-sario, gia chiesa c convento dei Domeni-cani inquisitori, ha lo strafalcione archi-tettonico dell’ordine corintio nella base eil jonico insu, ma serba dipinto preziosouna Vergine con S. Pietro e S. Caterinadel Procaecini, e buoni freschi del Fiam-minghino e del Gilardini, che riempi ilsuo paradiso di doinenicani soltanto. Guaia tutti noi! S. Eufemia di barocca archi-tettura, ha un martirio, buon quadro delPianea, un altro martirio di G. B. Costae un S. Defendcnte del Prinetti.

Fuori delle chiese jNfovara non ha edi-lizj degni del nome di monumento, nealcuni palazzi, eome quelli delle case Bel-

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lini, Cacciapialli e Natta d’Aliiano, ben-chegrandi e ornati, possono meritarlo. Edi-lizio moderno assai bello che porge allacitta ornamento e il mercalo dei grani,con portici, i quali congiungendosi coltempo agli antichi portici della citta cheincominciano sino dalla piazza delleErbe, daranno una bella passeggiata eo-perta, del genere dei tanto comodi por-lici torinesi. Questo edilizio di maestosaarchitettura di Luigi Orelli, novarese ,si presenta a chi viene da Torino alprimo entrare in citta nel piü gradevoleaspelto. A vinccre la monotonia delle co-lonne e degli archi, ognuno dei quattrolati raffigura un edilizio speeiale, di cuiil piü maestoso c verso la porta di To-rino , dove per la disuguaglianza invin-cibile del suolo, iunalzandosi il porlicoassai sulla strada, vi ha davanti una belladoppia scalinata a terrazzo e sopra unbei frontone con istatue ed iscrizioni. Nel-l’interno dell’edifizio v’ha un corlile qua-drilungo che serve al iuercato dei boz-zoli, magazzini pel grano ed una grandeabitazione ad uso d'albergo. Al piano ter-reno nell’entrare dalla scalinata versoporta Torino , v’ha una sala ornata accon-ciamente di statue degli ecunomisti ila-liani del valente Argenti, che ha in Ko-vara il suo Studio, c del bravo del pariMonti Ravignano. Sopra v’ ha una salagrande deslinala alle piü numerose adu-nanze cittadine, ove era il circolo popo-lare,ed ora vi s'istitui una bibliotccamunicipale che incoinincia per legatie privati doni. Accanlo al mercalo v’hail teatro piccolo ma elegante, disegnodelF architetto Morelli, cui vnnno con-giunte le sale del casino con giornali cgli altri mezzi al civile dilelto. Innanziäl feafro v’lia una piazzetla coila statuadi Carlo Emanuele Hl, ehe tiene in manoil decreto di concessione di privilegi aNovara , statua quasi ('olossale, ma nonbella, del Marchesi. H teatro guarda dauna porta l’antico castello, che porta an-cora il biscione degli Sforza , ed oggi \ihanno le careeri divisionaii. Avanti il ca-slello v’ha un’ampia e bella piazza albe-rata,e qui cominciano i giardini pubblici,detti alla francese allea, che per la vista,il verde, la varieta dei viaii, sono bel-lissima e amenissima passeggiata, che sicongiunge alle alterrate mura o bastioniche diverranno pur esse bella passeggiataalberala, che circondi tutta la citta, or-nata di begli edilizj. Sull'area delle murav’hanno alcunc heile case con giardini ,