nov
pensiero della magnanima fondalrice, ilquäle, cosi mutilato com’ e, di suffieientegloria e a lei e alla cittä. Inlanlo gli uo-mini di senno vorrcbbero in chi regge1’ oj)era minore lusso e intendimenti piüpopolari e rispondenti allo scopo verodella fondazione.
ll.cav. Gaudenzio De Pagare morto inBrescia nel 1835 , ma oriondo di questaprovincia, lasciava il suo patrimonio allafondazione d’una casa d’ indastria e di ri-covero pei poveri della cittä e dinlorni,che fu edilicato e aperto nel 1833 nelborgo di S. Martino, dove sorgeva un con-vento delle Grazie. Piü di ISO poveri diambi i sessi vivono cola lavorando, se pos-sono, ben nutriti e vestili, difesi da tuttii mali della miseria.
Notizie storiciie. _ Strane e discordi
sono le opinioni degli storici intornoalla fondazione di Novara . Secondo PorzioCatone sarebbe stata edificata dei LeviLiguri; secondo il cronicista frate Gia-como da Bergamo , da un Elicio figlio diVenere t.rojana assai tempo prima dellarovina di Troja; e secondo l’Azario daiterrazzani dei dintorni di Casaleggioquando vennc distrutto questo castelloda un avventuriero francese per vendettadell’aduitera moglie che vi s’ era chiusacoll’amante, e quando furono distruttepure le due caslella che torreggiavanosul colle ora occupato da Novara , efabbrieata poscia una chiesa ai SantiGervaso e Protaso in espiazione dellacrudele vendetta esercitata sopra i col-pevoli e sovra la terra. Abbandonandosimili favole c fantasticamenti, diromo piut-tosto che Novara nel 668 di Roma vennedal senato e dal console Cneo Pompeo Stra-bone proclamata colonia latina. GiulioCesare la innalzö dappoi a colonia ro-mana, concedendole il fatnoso diritto qui-ritario. I novaresi erano ascritti nella un-decirna tribü, cioe nella Claudia. 1 Ro-mani Si edilicarono le ferme che porta-vano l’acque della Sesia vicino a Roma -gnano per mezzo di un magnilico acque-dotto a sode muraglie, e templi a Marte e a Mercurio nel contado, ed a Giove,Giunone e Minerva nella cittä , nonchemagnilici mausolei, cosi agli augusti dei-licati conie a privati citladini. L’agricol-tnra promossa da Augusto andö semprepiü prosperando e Plinio notö l’industriadei vignajuolo novarese (iVnf. hist. Li-bro XVII ). Passü Novara dalla condizionedi colonia a quella di nninicipio, e nellecare di Valcntiniano II e di Massimo ri-
NOV 653
mase fedele al primo. Ma avendo vintoMassimo, questi ordinö che fossero appia-nati i terrapieni e diroccate le inura diNovara (a. 386). Teodosio la ristauro edin parte la costrui di nuovo. I Barbari ,guidati da Radagasio, poscia la devasta-rono (408): essa dipendeva allora da Mi-lano , eretfa da Costaatino a capitale del-1’Italia settentrionale . A lenire i suoi maliebbe allora il Santo pastore Gaudenzioche non adulo mai agli oppressori ne perpiü conculcarli presto loro il pastorale.Gli Unni capitanali da Attila sopravven-nero poscia e saccheggiarono Novara (452).Fu poi mite il reguo di Teodorico , per-ehe le imposte egualinente ripartite suivincitori e sui vinti, e questi soggetti alCodice Teodosiano , e giudieati da asses-sori della loro nazione. Essendo corsa poil’Italia da Albovino, che vi guidö unasterminata moltitudine di Gepidi, Bulgarie Longobardi ( 869 ), com’egli fu as-sassinato dalla propria moglie, trenta deicapi longobardi invece di passare a nuovaelezione si appropriarono una parte deiregno, governandola col titolo di duca.Quello dei novarese risiedeva nell’ isoladi S. Giulio d’Orta . Il territorio e la cittädi Novara passarono quindi sotto la si-gnoria dei Franchi di Carlo Magno , chela fece reggere da un conte. Nelle con-tese de’signori e nelle discordie cittadineche seguitarono in Italia la caduta deiCarolingi, la contea di Novara continuöad essere governata da un conte; ma ilparticolare dominio della cittä era statotrasferito nella persona de’ suoi vescovi.Novara dovette esser giä libera dei 1110,perche avendo in quell’epoca cliiuso lesue porfe all’imperatore Arrigo V, que-sto principe la prese d’assalto e la diedealle liamme. Poco stette Novara a sorgeredalle sue ceneri, e nel 1116 compose lapace colP imperatore che lasciö in piedile torri da lei costrutte per propria di-fesa. Da quel tempo questa cittä ha partenon ultima nella storia lombarda. Mal-contenta dei Milanesi perche avessero pro-tetfo il conte di Biandrate, si accostö al-l’imperatore Federico, ma poi ebbe orroredelle stragi commesse per ordine dei Bar-barossa a danno de’ suoi fratelli, e preseparte alla Lega lombarda colle cittä diYercelli, Asti, Alba e Torino . Assalironoi Novaresi con altri collegati italiani ilmarehese di Monferrato, il solo che oramaisostenesse con qualche vantaggio la parteimperiale in Italia , combatterono prode-mente alla battaglia di Legnano, poscia,