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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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seguita la pace di Coslanza, per goderecoinpiutamente le municipali franchigiead essi guarentite dovettero lot lare coi contidi Biandrate e col vescovo della loro citta,che si studiavano di estendere le lorousurpazioni. Nel 1168 i Novaresi distrus-sero Biandrate e fecero un decreto conche si vietava di inai piii riedificarla. Versola metä del seguente secolo le fazioni deiSanguigni e dei Botondi insanguinaronola citta. Nel 1265 quatlordici cittadinidella famiglia dei Tornielli, che appar-teneva alla fazione dei Rotondi, furonoproditoriamenle mortidai Sanguigni; sif-i'atti eccessi coininessi sopra cittadini dellamedesima terra, da uomini com’essi am-hiziosi e parimenti incapaci di procurarela felicitä del paese, e le incvitabili cala-mitä deriyanti ognora dalla prepotenzadellc fazioni, causarono la perdita dell’in-dipendenza. Novara , che non aveva in casauoniini degni di governarla, si rivolse e sisoggettd primieramente a Martino dellaTorre , caporione del popolo milanese ;dipoi voltafasi la fortuna verso i Visconti ,vanainenle sforzossi piü volte a levarsidi sotto al loro dominio. L'anno 1586 fuoccupata dalle truppe di Giovanni 11 niar-chese di Monferrato, il quäle per ami-carsi gli abitanti acconsenti che la cittasi governasse alla foggia dei lihcri mu-nicipj; ma due anni dopo tornarono iVisconti e con essi la dipendenza, e po-scia gli Sforza e poi gl’Imperiali e gliSpagnuoli. Carlo V investi della citta diNovara con titolo di marcliese Pier LuigiFarnese nipote del papa (1889 ), ma dinuovo la tolse al suo successore OttavioFarnese , investendone Giambattista delMonte, duca di Camerino. Con tnttociöla inarca novarese sotto il regno dei Fi-lippi di Spagna era tornata nella Casadei Farnesi di Parma, e da questi un’al-tra volta in possesso degli Spagnuoli chela fecero fortificare. L’anno 1706 Novara venne occupata dalle truppe savoine guer-reggianti controi Gallo-Ispani,ed alla pacedi Utrecht (1715) che preludid al trattatodi Rastadt (1714) fu col ducato di Milano ,in cui era compresa, ceduta alla Casa d’Au-stria . Nel 1754 Carlo Emanuele III re diSardegna se ne fece padrone. A quel tempoi nobili, avendo fatta ereditaria nella lorofamiglia la dignitä di decurione che dap-principio era elettiva, amministravano solied esclusivamente il municipio; ma CarloEmanuele UI tolse quest’abuso. Pel trat-tato di Vienna sottoseritlo nel 1758 i No-varesi furono slaccati dal ducato di Mi-

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lano e riuniti ai.a monarehia di Savoja.Impadronilisi d’ltalia i Francesi, Novara e il suo territorio furono aggregati al re-gno Italico e la citta divenne capoluogodel dipartimento dell’ Agogna. Alla pacegenerale del 1814 venne reslituila allaCasa di Savoja.

L’assedio di Luigi d’Orleans , dice ilBianchi nella sua Geografia politica d’lta-lia , il tradimento di Lodovico Sforza ,la battaglia gigantesca dei 6 di giugno1815, la fuga ndserabile dell’ 8 aprile1821, renderanno per sempre questa cittainteressante agli Italiani studiosi dellaloro patria. Uu fatto perö piü importantee piü recentemente celebre fu la batta-glia detta di Novara che ebbe luogo nelmarzo del 1849 tra gl'Imperiali e l’eser-cito Sardo. Il re Carlo Alberto il 12 marzodenuncio l’armistizio concluso cogli Impe-riali il 9 agosto 1848. A questa notizia Ra-detzky, presidiati i castelli di Milano, Bre-scia, Bergamo, Modena , il capo di Ponte diBrescello, e la fortezza di Piacenza,con 60battaglioni, 40squadroni e 186 pezzi d’arti-glieria determino d irrompere nel Picmon-te. Combatterono gli Austriaci il 21 marzoa Borgo S. Siro, alla Sforzesca ed a Gain-bolö; vinsero a Mortara e presero lacitta. Alle 9 del mattino del giortio 25le truppe Italiane avevano oceupato leloro posizioni innanzi a Novara ; le tredivisioni costituenli il fronte della difesastavano in doppia linea, erano copertedai bersaglieri e munite di setle Batteriedominanti i punli principali. Le divi-sioni che avevano comhattuto due giorniprima trovavansi affaticale dalle lunghemarcie e controinarcie c molestate dallafame; le altre ne sentivano esse pure glistimoli che dovevano crescere col saliredel giorno, mentre la condizione del ser-vizio dei viveri non dava luogo a lietesperanze. Le munizioni da guerra gene-ralmente abbondavano; i soldati si mo-stravano ne lieti, ne pensosi. Alle undicila prima divisione del secondo corpo d’ar-mata austriaco, comandata dall’arciducaAlberto e sostenuta dalla seconda divi-sione, cominciava il fuoco sulla strada diMortara presso la Bicocca. Qualche pelot-tone di bersaglieri piemontesi , soldatinuovi, piegö sotto la violenza di quelfuoco d artiglieria e di cacciatori, e nesorse una cattiva impressione negli animidegli altri soldati. Prime ad operare fu-rono le brigale di Savoja e Savona , stan-ziate alla sinistra cd occupanti la Bicoc-ca. La brigata Savoja pugnando si spinse