712 PAL
Cairo, da cui dista un’ora. (Provincia di
Popolazione 641.
Giace alla sinistra della Bonnida, inangusta vallecircondata da quattro monli,eioe Ronco di Maglio a ponenle, Briccodi Lassagna a trampntana, ii balzo deltoLa Lorte a mezzodi e il colie della Cro-celta a levanlc. 11 territorio e ingoinbroper la massima parle di boscaglie e dicastagneti. Oltre alla Bonnida, che spesso
10 inonda, vi scorre il lorrentello Yiazza:entrambi nella stagione estiva si passanoa guado. Dipendono da questo comnnecinque frazioni con allre quattro cascine.
11 principaleprodollo e quello dcllegnameda fuoco ; si fa molto carboue. Vi sonocojnose cave di pietra da calcc.
Questo luogo prima del 1795 cra divisoin Pallare inferiore e superiore: questoformava comnne da se, quello cra aggre-gato alle Carcarc. Negli Ultimi anni delpassato secolo ebbero luogo sanguinosefazioni tra Francesi ed Austriaci sullamontagna detla Ronco di Maglio.
Narra il Casalis che in Pallare esistevanel 1832 un uoino di 70 anni, avente laslalura di un fanciullo di sei anni, senzabarba, con poco criterio, disaffezionatoagli uomini e lenerissimo delle bestie,in ispecie dei majali.
PALMARIA (Isoi.a di). Quest’isola e quelladi Tino c Tinetlo sono nna prolungazioneevidente della catena dei monti di Por-tovenere, a ponente del golfo della Spe-zia, catena di cui conservano la natura ela direzione e da cui la Palmaria e divisada uno stretlo di poca larghezza e di pocaprofonditä, siccome il piü foraneo e piübasso Tinetlo dal Tino e questo dalla Pal-maria sono ugualmenle separati per pie-cioli bracci di mare.
L’ isola Pahnaria si prescnta come unmonte triangolare che sorge fuori dal-l’onda; essa abbraccia quattro miglia cir-ca : nei lati di mezzod't ed occidente edirupata ed inaccessibile, ma da setten-trione ha belle eolline di oliveti e di viti.Possede varie cave di marmo detto por-toro o di Portovenere , nero cupo, scre-ziato di macchie dorate.
Sulla punla a levanle verso il golfo stauna batteria e vicino a questa un piccoloscoglio detto La Scuola.
PAMPARATO . Mandainento nella pro-vineia di Mondovi.
Popolazione 7259.
Gase 1620.
Famiglie 1900.
PAL
Questo mandainento, avente una super-ficie di chilometri quadrati 100. 62, Con-fina a tramontana colla Corsaglia e colmandamento di Vico e di Bagnasco, alcvante con quest’ultimo, a mezzodi glisovrasta la giogaja dominante la sinistradel Tanaro ed a ponenle ha la Corsaglia.
Componesi dei quattro comuniseguenti :
Pampa rato.
Monasterolo di Mondovi.
Roburento e
Montalto o Mondaldo di Mondovi.
Pamparato , Capoluogo del manda-menlo, dista 5 ore da Mondovi, capo-luogo della provincia.
Popolazione 3001.
Al comnne di Pamparato fu annessa laborgata di Serra, comune di Torre, man'damento di Vico, che conta di 300 abi-tanti circa.
Questo capoluogo vedcsi sparso su pa-recchie allüre di una valle alle radiei deimontieelli Tie, Ravin e Manzinerda. Nellasua piü bassa estremila e bagnato dal lor-rente Casolto ehe divide in due parti versoscirocco il territorio. Vi scorre pure ilrivo Limona per breve tratto nel lato ine-ridionale. Le montagne che circondano ilcomune sono folte di boschi per un’esten-sione di giornate 3344, occupate per untcrzo a faggi e due terzi a castagneti,specialmcnte lungo le valli della Corsa-glia e del torrente Casotto. I prodotti delsuolo consislono in cereali di varie spe-cie, pascoli e molto hestiame. Trovasicalce carbonata. V’ha pure nel territoriodi Pamparato piombo solforato argenti-fero,nella regione Castellazzo, che fu sco-perlo in questi Ultimi anni.
La popolazione e ripartita nelle vallidi Casolto, di Serra e di S. Biagio.
A levante di questo capoluogo sorge unpiccolo castello liancheggiato da una torre,che ora e quasi tutto dislrutto: esso eraformato di sole pietre e calce. A fiancodel paese sta sopra un’altura un palazzoquadrangolare dei marchesi di Pamparato .■ Si rinvennero in questo territorio al-cuni franunenti d’iscrizioni romane.
Pamparato eracompreso nel marchesalodi Ceva; nel 1214 furono da quei mar-chesi ceduti i loro dirilti in gran partcalla eliiesa d’Asti , che li rivesti di questoluogo in feudo retto c gcntile; e nel 1295fu vendulo al comune d’Asti , salvi peröi diritti acquistati dalla predetla chiesa.Nel 1391 furono compilati gli staluti di