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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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drala, i cui iaterali servivano giä di fo-reslevia pei devoli che da ogni parle viaccorrevano; dal lato orientale poi si en-tra in altro sito piü appartato, presso ilpendio del raonte; era questa la Certosapropriamente detta, e rappresentava unqnadrilungo formato dalle cel!e,ossia pic-coli edifizj a due piani, tra loro unili conmuro comune, ciascuno de’ quali conte-neva un oratorio, una libreria, ed avevaun piccolo giardino attigao pella colturadi liori e frutta. Quesl’ ampio recinto, chedopo iasecolarizzazionedel convento venneaperto verso il monte, colla distruzioned’uno de’ suoi lati, era sparso di alti al-beri ed ornato di una bellissima fonlanaehe zampilla tuttora ben alto nel centrodi ampia vasca circolare, ed in mezzo agiardino inglese piantato di arbusti no-strali ed esotici. Al nord della foresteriasorgea la chiesa dedicata alla Gran Madredi Dio, rivolta colla facciata verso po-nente.

Sebbene il nmneno dei frali non fosseordinariamente che d i trenta, l’annua ren-dita nei soli prodotti della legna e deieereali ascendeva a circa 70,000 franchi!

La strada die dajjla Chiusa conduce alsacro edifizio era priimamente assai disa-strosa, ma fu resa jpiü comoda verso lametä del secolo XVUII, poi nuovaracntenegletta nel principio del secolo XIX cdora fatta agialissitma per ogni sorta dicarri e di carrozze. ’Gli arcliivj comunaliconservano il progelto che il Govcrno fececseguirc quando si traltö d’aprirc un eam-mino pel colle di Tunda, nello scopo diriconoscere quäle delle due strade conve-nisse meglio di praticare; ed e voce chedagli esperli siasi giudicato che quelladella Chiusa dovesse cssere meno inco-moda, ma ehe i Certosini, presso la cuiabitazione dovea essa passare, abbiano po-tulo disloglierne l’esecuzione per evitarsi1’ incomodo di un troppo frequente pas-saggio.

Tale rimase questa Certosa fino al 1802quando, venendo il Piemonte aggregatoall’imp. francese , il monasteroche sitrovöcornpreso nel dipartiraento dello Stura, fusoppresso, e come proprietä della nazioncne vennero alienati tutti gli stabili.

La Certosa di Pesio fu acqmslata dalcav. Avena, il quäle non solo rispettö, maabbelli i residui fabbricati. Per sna cnraincominciö essa a servire di villeggiaturad’ eslate pel mondo brillante ; per opera-poi di un distinlo personaggio vi si fece'qualcbe prova d’idropatia, quando or sono

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quattr’anni un eccellente medico ne presela direzione, inlroducendovi tutti i mezziper ottenere questa cura e tutti i miglio-ramenti possibili, per lo che ßi puö diroa quest’ora cangiata in uno stabilimentomodello, commendevolissimo non solo perla sna situazione geografica e per le suecondizioni topograliche (1), ma special-mente per le sue acque sempre fresche,sempre liinpide e pure, e in ogni epocadell’ anno abbondantissime.

Quantunque distante circa 21 lega daTorino , trovasi pero la Certosa a brevedistanza da Cuneo e Mondovi, epperö lodue strade maestre provenienti da Nizza e Savona , ed inoltre la prossima aperluradella ferrovia da Torino a Cuneo , il cuiprimo tratto sino a Savigliano venne orora messo in attivitä, avvicinerä conside-revolmente la Certosa alla capitale , sie-che fra breve vi si poträ giungere da To-rino in meno di cinquo orc per una viacomoda e sicura. L’edifizio civile poi, seb-bene formante an corpo solo, per la riu-nione delle varic suc sezioni, presentasidisteso sopra una vasla superficie mediantel’interposizione degli ampli corlili sopradcscritti, ed e diviso in numerosi appar-tamenli, quäl piü quäl meno spaziosi, matutti distribuiti in modo che si possonoconsiderare come disimpegnati l’uno dal-l’allro, staute le gallerie esterne che dannoaccesso ai piani supcriori; ne vi mancanole sale per la conversazione, perla letluradei giornali, pel bigliardo, per il hallo edue piano, e un calfe ed una ginnasticae spaziose scuderie e riinesse, tutto in-sonnna ciö ehe puö desiderarsi in un isti-tuto di simil fatta e che raramentc ri-scontrasi congiunto in un solo. Che se lcpasseggiale nei dintorni, altre oinbrosealtre aperte, vi sono molte e sparse divedute pittoresche, comodissiroe poi rie-scono le giä notate gallerie e porticati peril passeggio, tanto nei teinpi piovosi quantonelle ore calde della giornata. Il servizioinline, tanto pei villeggianti, come percoloro che v’ intraprendono la cura idro-patica, vi e pronto ed esatto, ed adaltaloalle esigenze della ricchezza e del fasto,

(1) La latitudine sattentrionale della Cerlosa diPesio si pu6 calcolare a|iprossiinativamente a gr. 44°13,1a longitudine orientale a gr. 5° 23, l’aliezaasopra il livello del Mediterraneo a metri 1000

Alla Certosa s’incontra neve in inverno, roa ghiao-cio quasi mai. In estate il lermometro all’ornbra nonascende nel piü forte de’calori al di 14 <11 4- 20 R.od a -t- 23 centigradi, e ciö soltanto nelle ore tne-ridtane, imperciocche le matlinate e le sere sono sem-pre fresche.