Band 
[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
Seite
753
JPEG-Download
 

PIN

vrana temperandolacon la popolare. L’aba-te Guglielmo perö rion scppc profittare diquesto fatto ed irritö nuovamenle l’animodei pinerolesi, i quali ricorsero al conleToinmaso I, che portö i proprj vittoriosivessilli nel territorio di Pinerolo , ne cir-condö le mura e minacciö il castello chegli venne aperto dei 1188 e fu ricono-sciuto a signore. Indarno I’abate si rivolsead Arrigo VI ; Tommaso di buon gradoacconsenliva che il popolo conscrvasse lasna conuinale rappresentanza ed il suoparlicolare statuto. In quel codice statuta-rio, fu scritto, non si rinviene traccia didistinzione fra nobili c popolani, e i saggilegislatori toccarono con sollii diligenzai diritli che spettano al comune, raffer-marono la gran massima che le tempo-rali prosperilä vogliono sempre esserecongiunte colla purczza dei cnlto divino,e.provvidero affinche in ogni tempo simantenesse incorrotta la fede e si cor-reggessero i coslumi. La rappresentanza co-munale poi constava di tre consigli: unodi Credenza composlo di 25 personaggi;uno chiamato Grande che componevasidi 100; un terzo detto Consiglio generaleformato da’ capi di casa, che provvedevaagli affari di maggiore imporlanza e ra-dunavasi sulla piazza di S. Donato. Glialtri pubblici consigli cilladini dall’anno1288 si tennero pel convento de'frati mi-nori di S. Francesco, alla cui custodia af-lidossi l’archivio delle scrilture pubbliche.Le forme di queste comunali rappresen-tanze variarono co’ tempi e troppo lungosarebbe lo annoverarle. Nella lotta sortatra Federico II e il Pontefice i pinerolesiparteggiarono per la propria indipendenzae per la lega Lombarda insieme a Torino e Tortona , ond’e che tentarono sottrarsialla sudditanza dei conte Tommaso. Du-rarono i contrasti finche, succeduto a Tom-maso I Amedeo IV, ebbe luogo una con-ciliazione rimessa per parte de’ pinerolesie dei conte, poste alcune condizioni, al-l’arbilrio di Guido da Piossasco e deiGrattapaglia. Havvi un atto dei 2 febbrajo1258 che prova come Pinerolo facesseomaggio di sudditanza a Federico ed aCorrado suo figlio, nelle mani dei Vinci-guerra, vicario e capitano dell’imperalorein Pavia . Il 27 febbrajo dei 1245 Alboneovvero Alboino , abate di S. Maria, rinun-ciava ad Amedeo IV di Savoja ed al fra-tello di lui Tommaso II i suoi dirilti suPinerolo , ricevendo in ricainbio alcuniprivilegj e la formale promessa che nel-ie altre sue ragioni sarebbe da’ Conti di

STATI SAUDI

PIN 755

Savoja difeso. Quest’atto ebbe la disap-provazione dei Pontefice e massimamentedei suo legato Gregorio da Montelungoenergico sommovitore ed amplificatore del-la Lega Lombarda , ma lo scioperato evoluttuoso abate ( cosi lo troviamo con-trassiegnato da’ contemporanei) vi persi-stette. Di tal maniera P abate e il conteformarono alleanza tra loro, si promiserovicendevolmente soccorso ed appoggio edi principi Sabaudi acquistarono il dirittodi sovranila su Pinerolo , diritto che vennea’ 12 marzo 1246 confermato dai rappre-sentanti dei comune c a’ 18 dal popolocongregato nella chiesa di S. Francesco.Tommaso II e Tommaso III, suo figlio,dopo le disavventure dei 1258 ebbero neipinerolesi e ne’ medesimi abati di S. Ma-ria un appoggio. I pinerolesi perö, e se-gnatamente nell’agosto dei 1280, quandoprestarono soccorso d'armi e d’armati aTommaso III,si mostraronodignitosamentegelosi della propria indipendenza e lo at-testa il documento che segnossi a’ 20 delmedesimo mese. Ruflino d’Arago, Tom-maso Bersatori, Ugonelto e Roberto Ber-trandi rappresentavano il comune di Pi-nerolo ncll’adunanza dei vassalli e castel-lani subalpini, tenuta ne’ prati di Gia-veno il 1286, quando Amedeo V , a nomede’ ligliuoli di Tommaso III e della ve-dova loro inadre Guia di Borgogna, assu-meva il governo generale di queste pro-vincie col titolo di rettore. Amedeo ebbea sostenere parecchi combaltimenti con-tro ai principi del Monferrato e fece diPinerolo suo principale punto di appog-gio, finche pervenuto alla maggiore suaetä, con atto di transazione del 24 feb-brajo 1295 metteva al possedimento diesso Filippo, figlio di Tommaso III. EPinerolo in tempi difficilissimi conservossifedele. Filippo si sposö ad Isabella, figliadi Guglielmo di Villarduino, vedova delconte di Annonia ed erede del principatod’Acaja. Di qua il nome che a’ conti diSavoja resideriti in Pinerolo ne venne daiprincipi d’Acaja. Il principe del 1501 partipel riacquisto del suo principato, ma in-darno. Ritornö colla sposa il 1504. L’anno1509 i Templarj, la cui abitazioue in Pi-nerolo adergevasi rimpetto il convento deifrati Minori di S. Francesco, vennero daFilippo, giusta il breve di Clemente V ,soppressi e dispersi. I pinerolesi preseroparte nelle varie guerre cui Filippo im-prese ad ingrandimento de’ suoi dominj,e gli si mantennero costanti nella pro-spera e nell’avversa fortuna, ond’e che i

95