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e preposto un aggiunto. Tulti gli ordinivengono emanati dalla sovraintendenzagenerale all’economo generale che li di-rama rispeltivamente, e questi, nel men-tre sorveglia alla loro esecuzione, e te-nuto render conto alla medesima d’ ognisuo operato. La contabilitä vien tenuta inpartita doppia.
Ceski Storici. — II paese ove fu edifi-cata Pantica e cospicua cittä di Pollenzo spettava ai Ligari Vagienni. Pollenzo ven-ne fondata , secondo il Durandi, versol’anno di Roma 580 . I suoi abitatori eranodediti alla caccia. In non molto tempo, epropriamente sotto 1’ impero di TiherioCesare, diventö Pollenzo illustre munici-pio, e fu riguardata come una delle piii im-portanti citta dei Vagienni, anche per tro-varsi quasi centro di tutte le strade ro-mane. Secondo il precitato Durandi i con-lini della cainpagna pollentina non oltre-passavano il Tanaro e lo Slura, ma aseltentrione ed a ponemte si estendevanosino ai territorj di Toi"ino, di Chieri ed’Asti . In questa guisa lla cainpagna pol-lentina comprendcva tutta la pianuraspettanle al territorio di Brä , ed i collivitiferi di Santa Vittorha, di Pocapaglia,di Sanfre, sin verso quedli di Monticelloe di Baldissero, che divitdono i pollentinidagli astesi. Alcune lap-'idi ci con.servanoi nonii di alcuni edili e questori pollentinial tempo del dominio» romano. SottoAdriano edilicö Pollenzo i suoi piü ina-gnifici edifizj. Costantino il Grande laassegno alla provincia delle Alpi Cozie .Cicerone nell’ultima delle sue Filippichepai'la di una liera zuffa ch’ebbe luogo inquesta citta tra i soldati di T. Planio, chevi comandava parteggiando per Antonio,e quelli di Ponzio Aquila mandato daBruto a spodestarlo d’ogni autoritä. An-che all’etä d’Onorio era Pollenzo riguar-data come citta molto fiorente: erano ingrande riputazione i prodotti delle suelane e le sue opere fittili. Aveano purnoine famoso altre sue industrie ed arli:greci artisti e letterati vi diffusero la pe-rizia e il saper loro. Nel V sccolo co-minciö Pollenzo a soffrire per l’invasionedei Goti condotti da Alarico , benclievinti nel 402 da Stilicone nella famosabaltaglia combattuta appunto presso aPollenzo . Quindi prosegui la sua deca-denza sotto i Longobardi . Il che non im-pedi che fosse ancora nei secoli susse-guenti citta ragguardevole e tale da ec-citare l’invidia della potente Asti . Nelsecolo X fu donata dal marchcse di
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Susa Olderico Manfrcdi ai monaci diBreme . In seguito dopo asprissime guerrefu presa d’assalto dagli astesi coll’ajutodi quelli di Pavia e di Genova , e diroc-cata, e gettatine i materiali nel Tanaro .Anzi dicesi che nelle sue piene questofiuine ne portasse una quantitä sufti-ciente per rifabbricarne il castel vecchiod’ Asti , almeno in parte. Da un atto del1297 col quäle gli astigiani vendevano1’ utile dominio di questa terra agli uo-mini di Brä , s’apprencle che quel comunene’ suoi statuti aveva stabilito che niunopiü rifabbricasse l’atterrato luogo di Pol-lenzo o si recassead abitarvi, comminandola pena cui si condannavano i traditoridella patria. Nel 1382 il territorio pollen-tino daU’imperatore Vinceslao fu eretto infeudo a favore di Antonio Porro, il quä-le, col permesso dell’antipapa Clemente,sulle mura dell’antica chiesa dei monacinel 1385 piantö il castello che in oggisi vede, stato poi ristaurato dal cavaliercAntonio dei marcliesi di Romagnano edulliinamente dal re Carlo Alberto .
Sussistono ancora le tracce di varjedifizj dell’antica Pollenzo , come teatro,acquedotto, anfiteatro cd avanzi d’an-tic-hi templi. Della villa di Marte fu giätoccato piü sopra. Dalle macerie del foropollentino spingendosi fino alla falda delcollc di Santa Viltoria, si osservano an-cora le rovine di quattro edicole rivolteai quattro aspetti del cielo, chiainate daquegli abitatori Turilie, le quali compo-nevano il tempio di Diana. Quivi conve-niva il collegio dei cacciatori pollentini,di cui ne ha rischiarata la storia il dottoJacopo Durandi . Diana era singolarmentevencrata dai pollentini, la quäle ricevendotre omaggi diversi, come di Luna nelcielo , di Diana sulla terra e di Ecatenell’inferno, appunto a lei spettavano letre edicole che contenevano le Ire Sta-tue in cui venivano elligiati i suoi treprincipali attributi. Sotto le tre edicoleavevano il loro nascondiglio i sacerdotipagani, di dove per uno spiraglio face-vano parlare le statue nel modo che lorotornava in acconcio, ed erano questi sa-cerdoli, cliiamati dendrofori, ricchi e po-tenti.
Aveva ancora Pollenzo templi alla deaVittoria, a Bacco, a Cernunno ed a Plotina .
Jacopo Durandi fu il primo a risve-gliare 1’ attenzione clegli eruditi sulle ro-vine di Pollenzo , le quali vennero posciastadiale dal conte Filippo Grimaldi, dal-l’architetto Randone, dal sacerdote Pietro