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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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Rivarolo.

Favria o

Oglianico.

Rivarolo , capoluogo del mandamento,disla sei ore e un quarto da Torino , ca-poluogo della provincia.

Popolazione 6892.

Collegio eleltorale composto di 14 co-muni,avenli una popolazione complessivadi abitanii 28,875, de’quali sono eleltoriinscritti 508.

Giace a borea di Torino , sulla destrasponda dell’Orco.

Ila annesse due borgate.

11 suo territorio abbraccia una super-ficie di 9000 giornate.

11 suolo e feracissimo, ad eccezione deltratto confinante con Rivarossa e Lom-bardore.

I suoi prodotti sono grano, meliga, se-gale, fieno, avena, noci, canapa, frutti efoglia di gelsi.

V’abbonda il bestiamc.

Da pure considerevole lucro al paeseil molto legname da fuoco e da costru-zione.

A levante della terra sulla sponda del-l’Orco sorgeva ne’bassi tempi un castellodi cui rimangono i ruderi.

V ; lia tultavia una torre merlata.

Poco lungi da Rivarolo anunirasi ilcastello di Malgrä o Malagrä , aventetraccie di ballatoje, di ponti lcvatoj e dicarceri leudali.

Malagra e una delle frazioni di Riva-rolo , ma in passato veniva consideratoda’ suoi signori come distinto da essoper giurisdizione feudale.

Rivarolo giä nel secolo XVI era pienodiabitazioni signofili epresenlante aspet-to di cittä non piccola. Sotto il governofrancese gli era stato accordato il titoloappunto di cittä.

V’hanno due cliiese parrocchiali, quelladi S. Giacomo che data dal 1480, e quelladi S. Michele che vuolsi anteriore almille, la quäle fu piü volte rifabbricata.

La confraternita di S. Rocco possiededipinture del cav. Beauinont e del Bian-chi; quella di Gesü , pregievoli quadridel Rapous.

Il disegno del cimitero di Rivarolo edel celebre cav. Mosca.

Il conventodi S. Francesco di Rivaro-lo , ora monastero di orsoline, e de’piüantichi dell’ordine de’ tninori conventua-li: secondo la tradizione sarebbe stato

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fondälo dallo slesso sanlo nel 1220, cpocadel, suo passaggio in Piemonte .

La cliiesa di S. Francesco vcnne con-sacrata verso la fine del sccolo XIII.

Nel convento di Rivarolo sarebbesi purerecalo S. Bernardino da Siena per indur-re que’religiosi alla sua riforma.

Conta Rivarolo una congregazione dicaritä, un’opera pia, scuole pubbliche, unasilo infantile e un gabinetto letterario.

L’industria vi possiede parecchi opilicj,tra quali una vasta inanifattura per la-vorare il cotonc.

A poca dislanza dall'abilato si disolle-rarono urne cinerarie, avanzi di embrici,pietre tuinularie e due iscrizioni, da unadelle quali apparirebbe che questo luogonell’epoca roniana appartenesse alla tri-bü Pollia; e poco lonlano dal villaggiodi S. Ponzo, le cui anlichilä vennero de-scrille dal P. Eugenio de Levis, ottoframmenli di roinane iscrizioni e bassi-rilievi. Romane medaglie si rinvenncroancora nelle rovine del Castellazzo diRivarolo , una delle quali appartenenliaH'imperatorc Graziano; ed aitrove, mo-nete dei tempi degli Ottoni tcdeschi.

Denominavasi via di battaglia la stradache da Rivarolo guida a Favria , non sisa bene per quäl fatto d’armi. Nel 1778lungo di essa trovossi sepolto un cada-verc con allalo una lunga spada e co-perto il capo d’elino in parte dorato.

Rivarolo , chiainato nel medio evo re -verendimi Rivarolum apparteneva daprincipio indiviso ai conti di Valperga edi S. Martino. Separatesi in progressodi tempo le famiglie dei conti di Val-perga e di S. Martino, questa ebbe stanzaprincipalissima in Rivarolo , della cui giu-risdizione parteciparono in seguito li ra-mi o colonnelli che indi si staccarono, diAglie , di Malgrä, di Castellazzo, di Fron-te, di Favria , di Ozegna, di S. Martino,di Baidissero e di Parella.

I signori di Rivarolo rimasero semprefedeli alla parte guelfa.

II castello situato nel recinlo del vil-laggio., e quello che sotto il nome diMalgrä fabbricossi poco distante nel se-colo XIII, furono posseduti quasi esclu-sivamente dai rami dei San Martini;mentre la suprema giurisdizione so-pra il luogo passava in mano dei prin-cipi d’Acaja e dei conti, poi duchi, di Sa-voja. Nel 1539 furono dai Valperganighibellini distrutte le case e le inuraesteriori del castello di Malgrä, del quälepoi il marchese Giovanni II di Mon