Band 
[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
Seite
835
JPEG-Download
 

RIV

Sulla piti rilevata parle di llivoli, nellaregione detla della Mosca, sorge il castel-lo riedilicato da Viltorio Amedeo II coidisegni del Juvara.

Antica villa dei principi sabaudi eraquella, e qui appunto nacque Carlo Ema-nuele I, celebrato dal Tasso, dal Chia-brera, dal Marino e dal Bolero.

Verso il finire dello scorso secolo nuovie grandiosi Iavori vi fece fare il ducad'Aosta , poi re Viltorio Emanuele, che neamava molto il soggiorno. Ora accennaa rovina.

Quanto di meglio vi si puö vedere e ilmodello in legnio di esso castello come loarchittettava Juvara.

Del castello rimane qualche stanza di-pinta.

In esso il cardinale di Richelieu volevafar rapire (1629) Carlo Emanuele I chevislava con poca guardia ; ina il Montmo-renci ne fece informare segretamente ilduca che scampö dal pericolo. In un’al-tra guerra contro Francia (1690-91) iErancesi incendiarono il castello di Ri-voli. Vitlorio Amedeo II , mirandonele liain-me dai colli sopra To,rino, usci in questerare parole: Piaccsse ia Dio cheilnemicoardesse tutti i mici pallazzi e risparmiassele capanne de’povcri agrpicoltori. — Ma neltempo stesso deliliGrÖ di fai'lo riedificarecolle mura tanto alte quanto in alto s’eranlevate le tianmie. Il ehe ridusse poi inatto, inconsapevole della futura sua Sor-te, perclie separato da’suoi, trassequivi isuoi Ultimi giornidopo il tenlativo fattodi risalire al trono.

Oltre le scuole pubbliche ha questo co-mune uno spedale cd altre opere di be-neficenza.

Narra il Casalis conservarsi in Rivolinel basso popolo un’ usanza particolare,clic cioe quandoaccade che due ammoglia-ti, i quali si crano separati di abitazione,si riuniscano di nuovo, allora gli oziosi,saputo il giorno preciso della loro riu-nione, si ragunano in gran nurnero versosera con ogni sorta di arnesi di campa-gna e di cucina, e vanno all’abitazionedegli ammogliati a fare unbaccano insop-portabile, il quäle duia sino a notte avan-zatissima e si ripete parecchi giorni.

Quest’usanza chianusi fare la serenataper il torneo.

Lo stesso fassi quando viene a notiziache qualche donna sh stata battuta dalmarito.

Rivoli, chiamato Iiivolc in una cartadel 995, deve questo lome, secondo Mon-

RIV 835

signoir Agostino Della Chiesa, alla sua geo-graficra positura sopra la ripa del fiumeDora ed in sito alquanto elevato.

Negli antichi itinerarj e indicato colnome ad octammi (ab urbc lapidem) IraAvigliana e Torino ; la strada romana cor-reva a mezzanotte del colle su cui tro-vasi Rivoli.

Questo luogo fece sempre parte del ter-ritorio dei Taurini, e fu uno dei primipaesi del Piemonte venuto in potere deiprincipi Sabaudi .

Federico I , per vendicarsi de’sussidjprestati a suoi nemici dal conte Umber-to di Savoja, nel 1159 donava curlcrn deRipolas al vescovo di Torino , perlochesorsero fra loro accanite guerre, causadi devastazioni e danni immensi a Rivoli.

Finclie vi dominarono i vescovi di To-rino fu la fortezza governata dagli av-vocati della Chiesa torinese , fra quali fu-rono un signor di Piossasco, un Centorioe parecchi signori di Moncucco.

Nel 1235 il conte di Savoja Ainedeo eToinmaso suo fratello cedevano ad Uguc-cione, vescovo di diritto, ogni loro ragionesu questa terra ed il vescovo cedcva loroAvigliana ; ma pochi anni dopo (1244) ilconte Toinmaso essendosi imparentato conInnocenzo IV mediante suo matrimoniocolla Beatrice Fieschi, otteneva dal pon-telice la superiorita temporale che avevail vescovo di Torino su Rivoli, Avigliana e Susa .

Poco tempo dopo s’impadroni di RivoliPimperatore Federico, che diedelo ad Ame-deo IV giusta promissione faltagliene;Amedeo IV incorse allora nella scomunicaper avere accettato tale donazione dall’im-peratore.

Nelle differenze tra il papa e il re En-rico ligliuolo dell’imperatore pel luogo diRivoli, si ricorse al giudizio di arbitri iquali decisero la lite in favore del re En-rico, a patto perö che non potesse infeu-dare il castello ad alcun conte o mar-chese, e, sbrigata ogni sua controversiacol pontelice, lo restituisse alla chiesa diTorino .

Il conte Amedeo di Savoja l’anno stesso,cioe nel 1247, per rimeritare i Rivolesi deiservigj che gli aveano prestato, concedevaloro varj privilegj.

Alle iterate istanze di Innocenzo IV ,il conte Tonnnaso di Savoja cesse erestitui nel 1251 al vescovo di Torino ilcastello di Rivoli; ma ito a complire ilnuovo imperatore Guglielmo l’anno dopo,otteneva daH’imperalorc la conferma del