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al piii alto della collina e ricettava me-glio di 50,000 abitanti; tale popolazionenel 1630 cra ridolta a non piii del sestoa raotivo delle guerre e delle frequentipestilenze.
Era Saluzzo cinta di nmra e di forti-ficazioni, con larglii fossi, siccome tultorascorgesi dai ruderi rimasti in alcuni sitie daile case poste feull’alla collina, in unrialto della quäle torreggiava il casielSoprano, fondato dal inarchese Tommaso Ic detlo dai villici Castel Soe,slato distrullonel 1341. Quel castello serviva di fortezzaa coprire, in difesa, il sottostante castello,situato nella.parte elevala della citlä, ainctri 399 sopra il livello del mare, se-condo il Vassalli (Memorie dell’slccade-mia di Torino ). Tale cifra perö non sembracorrispondere a quella del Casalis, chedeterniina l’elevatezza dell’abitato di Sa-luzzo sopra il livello del niare a inetri 366nella parte che giace al piano, ed a me-tri 419 nella parte montnosa ; ne vi cor-risponderebbe la cifra del ßarlolomeis,che dicc questo capoluogo di provinciatrovarsi a inetri 287 sopra il livello delmare. Tali differenze dipendono forse dalnon essere indicati con precisione in que-sti due autori i punti ai quali le sopraindicate altezze si riferiscono.
Fra i sacri edilizj di questa ciltä pri-meggia la caltedrale cretla nel 1480, diarchitettura semi-gotica , avente colonne dimarmo rarissimo e slatue colossali di egregiartefici. In essa conservasi il capo del mar-tire tebeo S. Giaffredo, patrono della citläe della diocesi. Il campanile fu costruttonel 1771; la sua altezza, compresa la croeeda cui e sormontato, si elcva a- ine-tri 64 sopra il terreno sottostante, ed amelri 200 sopra il livello del Mediterra-neo, giusta le misuräzioni del R. Corpodi Slato maggiore generale piemontese(V. le Alpi ehe cingono TItalia).
La cliiesa di S. Bernardo ha varj mo-nnmenti d’arie che la fregiano, fra’qualii sepolcri erelli alla memoria di France-sco della Torre dei conli di Luserna, delconte Annibale della Torre e d’Eleonorallosengo sua sposa.
Anche nella vicinä chiesa di S. Dome-nico sono da ammirarsi alcuni magnificimausolei, nonche la cappella del SantoSepolero, ridotla ad uso di coro^ vera-mente ammirevole per la sua strutturä eper gli ornainenli di singolare finezza for-mati con pietra di colore quasi verdogno-lo. la quäle e creduta una specie di pie-ra o llare. Bellissimo e pure il mausoleo '
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di marmo bianeo che sorgend coro stesso,con sette statue, e dedicato nel 1504 alinarchese Lodovico II dalla consortc suaMargherita di Foix. Grandioso e pure ilmausoleo che sorge nella gran sala dettail Capitolo, eretto al celdire Galeazzo Ca-vazza, vicario generale del marchesato.
Nel convento attiguo alla predetla chie-sa di S. Domenico abitavano i padri Prc-dicatori , cliiainati in Saluzzo dal mar-chese Manfredo nel 1311; i quali vennerosoppressi nei priini anni di questo seco-lo, del pari che i conventuali che stavanoin S. Bernardo e gli Agostiniani calzatiche ulliziavano la chiesa or demolita diS. Agostino . Fra le famiglie mendicantigli Agostiniani scalzi possedevano S. Ni-cola, gli Osservanti S. Bernardino, il con-vento de’ quali sorge sulla collina in di-slanza di 400 inetri dalla cittä,''e i Cap-puccini un convento che portava il loronome. Tre pure erano i monasteri di re-ligiöse, le Cistcrciensi cioe di Rifreddo,quelle dell’Annunziata, che abitavano lacasa che ora serve di orfanotrofio, e leClarisse con inonastero e tempio attiguoche furono deinoliti.
Esisteva in Saluzzo anche una casa digesuiti , stabilitisi verso il 1773 , ma ilcomunc possiede ora quel vasto e comodofabbricato. In una delle sue sale e con-servata con somma cura la completa rac-colta delle opere stampate in Parma dal-l’insigne tipografo saluzzese Bodoni. 1,’an-tico palazzo civico trovavasi sulla pub-blica piazza nella cittä alla; ma vennealienato nel 1801, come troppo angustoed incomodo. Anche il vicino grandiosocastello, considerato innlile come fortezza,cainbid provvidamente di destinazione,servendo per casa di reclusi. Quel vastis-simo edifizio, che andava in total rovina,venne restaurato dal 1826 al 1828; e ca-pace. di quattrocento e piii reclusi. Laquasi totale ricostruzione di questo edi-lizio costö 400,000 lire circa.
Altri edifizj ragguardevoli sono: la torredel comune, antica e di ardita e peregrinaforma, situata a poca distanza della fon-tana chiamata Drancia,chescende däi collisuperiori per mezzo di un magnifico acque-dotto; il. seinihario vescovile, capacc dinovänta alunni; il collegio delle scuoleregie, con gabinetto fisico; un nitro con-vitto per ottanta alunni, e il teatro di ele-gante semplicitä, con tre ordini di palchi,capace di ottocento speltatori.
Quest’ultimo edifizio, condotto a termincnel 1829, mostra nel sipario rappresen-