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di Savoja, ora ai priucipi d’Acaja, ora aidelfini di Vienna , ora ad allri potenti:omaggio che costö earo a’principi saluz-zesi, perciocche il loro marchesato pocoper volla si ridusse dalle dugento terredi eui si componeva a sole sessantaquat-tro, ed il meglio cd il buono della pia-mua, e perlino alcuni luoghi vicinissimia Saluzzo , (inirono per essere uniti aldominio della casa sabauda.
Le. quislioni d’oniaggio. che dappoi in-sorsero cagionarono assai spesso fastidje guerre al marchesato.
Nel 1363 il marchese Federigo II espodestalo di Barge, Revello e Racconigidal conlc Verde e da Giacomo d’ Acaja,dopö essere stalo assediato slrettamentein Saluzzo , vinto e costretto a prestareomaggio al conle di Savoja per lulle leterre del marchesalo.
Nel 1413 il marchese Tommaso IIIdeye prestare omaggio nuovamenle ditutle le.sue terre al conte di Savoja,e dialcune in particolare al principe di Acaja,perche l’uno e l’altro gli assediano lacittä e l’espugnano.
Nel 1487 Lodovico II marchese c co-stretto a rifugiarsi in Francia , percheCarlo duca di Savoja con 30,000 soldatistringe d’assedio Saluzzo ; i cittadini sidifendono con valore, ma dopo Ire mesid’assedio vengono a patli.
Per francarsi da quelle prestazioni diomaggi i marchesi di Saluzzo si rivol-sero ai delfini di Vienna , cedendo lorole terre posle nell’alto della valle di Va-raita, e poseia ai re di Francia ; ma queidelfini e quei re furono pronti a riceverema tardi e scarsi a dare, cosicche i lorosoccorsi riuscirono quasi sempre di nes-suna eflicacia, anzi torharono ai marchesiassolutamente funesti, perche gl’iinpedi-rono di meftcrsi una volta d’accordo collaCasa di Savoja enegli Ultimi tempi di ri-volgersi agl’imperatori.
La dominazione dei marchesi di Sa-luzzo continuö di padre in figlio e d’ayoin nipote sino all'a morte del marcheseLodovico II (anno 1804).
A. Lodovico successe Michel’Antoniosuo primogenito, luogotenenle generaledel re ,di Francia in ltalia e comandantesupremo dell’esercito francese nel regnodi Napoli , che fu fatto prigioniero dagliSpagnuoli in Aversa .
Gli successe il fratello secondogenitoGiovanni Lodovico, che dopo pochi mesidi signoriä venne scacciato dal dominioc condotto prigione in Francia .
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Il lerzogenito F’rancesco, che gli $uc-cesse, abbandonala l’alleanza francese *iuni agli Imperiali; egli moriva colpitoda una palla assediando Carmagnola .
Passö il marchesato a Gabriele, ve-scovo noininato di Aire nella Guascogna,ma per sospelto che tenesse corrispon-denza cogl lmperiali, fu improvvisamentefatlo prigioniero da alcuni generali fran-cesi nel suo palazzo di Revello e con-dotto in Pinerolo , dove mori qualcheniese dopo non senza grave sospelto diveleno.
Subito preso il marchese, i Francesi occuparono tutte le terre del marchesato,ed approfittan.dcj dei rovesci toccati aCarlo III duca di Savoja s’impadronironoanche di Savigliano, Racconigi, Barge edi tulte le altre terre di questa provineiache piü non facevano parte del marche-sato di Saluzzo.
Gol marchese Gabriele terminö di fattola linea dei regnanti marchesi di Sa-luzzo , dopo una dominazione non inter-rolla pcl corso di quatlro secoli e piü.
Essi si successero in numero di quat-tordici.
Parecchi si segnalarono per buon go-verno e per valore, e niuno di coloroche ivi legitlimamente regnarono fu ti-ranno.
Solo meritö qucsto nome Manfredo chespogliö dello Stato il nipote Tommaso II;ma in breve ebbe fine quella tirannide,essendo stalo riiiiesso nella suä sede ilmarchese Tommaso II per .ajuto datoglidai Visconti di Milano, coi quali erastretto di parentela, avendo presa in mo-glie Riccarda Visconti nipote di Luchino.
Alcuni marchesi di Saluzzo coltivaronocon amore le lettere, fra’ quali merita ilprimo luogo il marchese Tommaso 111,autore del romanzö intitolato Le Cheva-lier errantj scrilto in antica lingua fran-cese, parle in prosa, parte in versi.
Descrivesi un viaggio allegorico nellareggia d’amore, nel regno di fortuna enell’albergo di una donna di buon con-siglio, detta Conoscenza.
Il codice conservasi nella bibliolecadella regia universitä di Torino: repu-tasi scriUo dal 1394 al 4396.
Di questo romanzo il Tirabosclii nellaStoria della Letteratura Italiana ha scrit-to: « Appena si puö spiegare quantebelle notizie, in mezzo alle tinzioni poe-tiche, ivi trovinsi sparse, quanti principidi quell’eta dipinti co’piü vivi co-lori, ecc. » '