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38) 1688. ■— Michele cardinale Bonello,d’Alessandria , nipote di S. Pio V, del-l’ordine dei predicatori; fa vescovo d’Al-bano, niori nel 1898.
39) 1898. — Lorenzo Capris, torinese .
40) 1603. — Filiberto di Savoja, ter-zogenito di Carlo Emanuele I , che rinun-zio aH’abate Boltero suo precettore.
41) 1610. — Bottero abate Giovanni.
42) 1617. — Macrizio di Savoja , cardi-nale, quarlo liglio di Carlo Emanuele I .Cliiese a Gregorio XV la soppressionedel monastero della Chiusa, che ottcnnenel 1622. Rinunziö in favore di Antoniodi Savoja.
43) 1642. — Antonio di Savoja. Rifor-mö e ristabili il monastero. Pubblicö inTorino nel 1670 (tipografia Zappata) unacollezione di docuinenti riguardanti l’a-bazia della Chiusa.
44) 1688. — Ecgenio di Savoja, prin-cipe di Soisson. Da Innocenzo XI fu di-spensato da ogni condizione richiesta daicanoni, purclie avesse un vicario gene-rale, il quäle fu il canonico Carroccio.
48) 1742. — Giovanni Giacomo cardinaleMillo; dopo di lui l’abazia rimase vacanteparecchi anni.
46) 1761. — Cavalchini, cardinale.
47) 1777. — Sigismondo cardinale Gerdil.
48) 1817. — Garretti di Ferrere abateCesare.
49) — Cacherano di Bricherasio, ullimoabate connnendatario.
Solto il governo francese quest’abaziaperdette la maggior parte delle sue ren-dite, i privilegj e le giurisdizioni.
Il re Carlo Alberto l'ece restaurare percura del regio architetto Cavaliere Me-lano la cliiesa di questo monastero, etrasportarvi dai sotterranei della metro-politana di Torino le spoglie morlali diparecchi suoi antenati, e collocö nell’a-bazia alcuni padri dellTstituto della Ca-ritä, di cui e preposito generale il cele-
bre abate Rosmini-Serbati. __ V. Sacra
S. MO. _ V. S. Mauro.
S. NAZARIO o MONTARCO. Luogo alevante di Voghera , da cui disla 18 miglia.
S. NAZARIO del BOSCO. Terra di-stante quindici miglia a scirocco da Mor-tara.
Era compresa nel marchesato di Zi-nasco.
S. NAZARIO de’ BURGÜNDI. Luogo di-stante 12 miglia a scirocco da Mortara.
Fu signoria dei Malaspina di Pavia edci Malaspina di Alagna.
SAN
S. NAZARO. Terra presso Ivrea .
S. NICOLAO ( Valle ). A maeslrale daBiella , in distanza di sei miglia da que-sta ciltä.
Fu contado dei Salvatori di Cuneo , daiqnali passd ai Donaudi.
S. NICOLAO. Dipendenza da Cunino,nella diocesi di Vercelli.
S. NICOLAS. Coin. nel mand. di Mor-gex, da cui dista quattro ore. (Prov. diAosta .)
Popolazione 694.
Sorge sopra un rialto assai elevato chedomina la riva sinistra della Dora.
Conlina a levante col comune di S. Pier-re, a mezzodi con quello di Villenenve edi Arvier, a ponente col territorio d’ A-vise e a trainontana colle Alpi .
Componesi di sedici villate.
Il territorio e bagnato a tramontanadei torrenli Verrogne e Miouze.
Nel lato settentrionale s’adergono mon-lagne coperte di buoni pascoli.
I principali prodotti del suolo sono lasegale e le patate.
Rinvengonsi in questo territorio calcesolfata saccaroide c zinco e piombo sol-forati a grana iina.
Nella villata del gran Serriod sorgevaanticamente un caslello appartenenle alconte Serriod-de-La-Tour de Bard.
S. Nicolas era compreso nella baroniadi Castellargento.
L’origine di questo comune devesi allosmembramenlo di diversi casali gia per-tinenti ai coinuni di Avise, Arvier eS. Pierre, che a inotivo della loro lonta-nanza dai capiluoghi vennero riuniti inun solo circondario che attuahnenle sicompone di undici frazioni.
S. OLCESE. Com. nel mand. di Riva-rolo, da cui dista un’ ora e tre quarli.(Prov. di Genova .)
Popolazione 3362.
Sta alle falde dell’ alto apennino, alladestra del lorrente Sardorella, che scendedal superiorc nionte Sella, limilrofo colmandamento di S. Quirico.
Componesi di .quattro parrocchie e dialcune villate.
II suolo producc frumcnlo, uve, casta-gne ed altre frutla.
Riescono eccellenti i vini bianebi diquesto comune.
Vi si mantiene buon nuuiero di vac-che e di pecore.
Sopra un rialto sorgeva una fortezzastata distrutla nel 1398.
S. Olccse ebbe il nomc da un sanlo