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SAN
Falore in danctro dei prodotti ottenuti.
Frutnento .... Franchi
Grano mescolo. »
Mais. »
Fave, carcioffi, leguminose e
miglio. »
Patate.»
Barbabietole ed altre radici »
Canapa e lino. »
Yino delle vigne con altre col-
ture. »
Yino delle vigne senz’ altre
colture. »
Castagne.»
Prodotti orticoli . »
Foraggi.»
Legna.»
Pascoli. »
718,800
196,980
15,608
73,440
62,100
4,000
35,860
621,360
1,058,496
5,360,000
1,058,780
357,700
101,880
131,449
78,590
La riccliezza maggiore del suolo, comesi scorge da queste cifre, proviene dagliolivi, la migliore specie de’ quali e lataggiasca, chiamata prencipe dai Toscani.Una zona larga Otto iniglia, a cominciaredal lido, non piü elevata di 1800 piedisopra il livcllo del mare, circoscrive lavegetazione di queste piante. II piü bel-Polio, detto ingiustamente provenzale , edel territorio di S. R.emo.
I cedri di S. Remo sono i migliori diItalia e fino a questi Ultimi tempi nonproducevano ineno di 80,000 lire annue.
Vi crescono anche le palme. Due sonole qualitä che si coltivano, a Bordighera ed a S. Remo, l’africana e l’europea; lala seconda non da alcun frutto, mala prima porta spesso i datteri a matu-rita, lasciandoli due anni sulla pianta ecol benefizio di due inverni assai miti.Ma queste piante piucche pei frutti sicoltivano per la rendita dei palmizj, som-ministrando i sanremesi, per privilegiodi Sisto V , essi soli tutte le palme cheoccorrono in Roma per la solennitä delladomenica detta delle Palme.
Dei boschi e delle selvc di questa pro-vincia 7/10 appartengono ai comuni, 2/tOai particolari ed 1/10 al regio demanio.Oltre i castagni sopra mentovati v’hannopini, faggi, abeti, quercie ed altre piante.Sul rnonte Fascia v’ hanno pini di smi-surato diametro.
Non sono gran fatto importanti i mi-nerali ed i marmi del territorio sanre-incse. Vi si trovano perö in quel di Ven-
SAN
limiglia calce carbonata in cristalli dellavarieta contrastante d’hauy - calce car-bonata - alabastro - lignite fragile; in queldi Taggia, presso al castello di S. Gior-gio, calce carbonata, fetida, di color nero;in quel di Triora indizj di ferro solfo-rato in cristalli cubici, posto nello scistomarnoso. Nel inonte di Triora, nel latoboreale, si estrasse con qualche profittol'argento. Ne’colli di Montalto rinviensil’ardesia. Cinque cave di argilla marnosasono in S.Remo, tre in ValleViona, una alBorghetto, una a Pigna, una a Castellarodi S. Stefano, una a Terzorio e due aBussana. In attivita hannovi ora trecave di pietra da calce, due al Borghettoed una in Seriana; lecave di calce carbo-nata, pur in attivita, son dieci, cinque inCeriana , due in Bajardo, due a Bussanaed una in Ventimiglia . Soglionsi rica-vare 50,000 quintali metrici di calce. Pro-duce ardesie sgrossate una cava di cal-scisto posta nella terra di Bajardo. Al disopra di Camporosso trovossi traccia dicarbon fossile.
Alle notizie del regno mineralogico,desunte dai moderni corograli che trat-tarono della provincia di S. Remo, c’efatto di aggiungerne una importantissi-ma, che cioe nel mandamento di SantoStefano al mare, in una piccola collinapoco discosta dal lido si riconobbero re-centemenle indizj certi di ricca ininieradi piombo, argento e zinco. Distinti pro-fessori che si recarono sul luogo ed altriche in Genova, Torino e Marsiglia esa-minarono il minerale, constatarono la ve-ritä del fatto. II governo accordö il neces-sario permesso; ma i lavori procedonolentaniente per difetto di sufficienti capi-lali. E a desiderarsi che si costituisca unasocietä per azioni la quäle ajuti il di-rettore che sopraintende agli scavi; neavrcbbero vantaggio i capitalisli e la po-polazione, una parte della quäle emigraogni anno in Francia a cercarvi lavoro.
Il quantitativo del bestiame esistentein questa provincia e come segue:
Bestiame bovino . . . capi 4,477
» eavallino. ...» 3,889
» pecorino e caprino » 35,244
» porcino . . . . » 427
Totale 43,757
I generi di csportazione che costitui-scono la ricchezza della provincia consi-