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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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sare lc Alpi Mariltime che a dosso dimidi per sentieri pci’icolosissimi, La riso-lula volonlä del principe lolsc di mezzoogni ostaeolo, e le gole di Saorgio s’aper-sero al commercio.

Una dclle due inscrizioni ineaslralenelle pareli della slrada rieordaidi l’e-jioea della sna eoslrnzione , quella eioeehe Irovavasi presso la riva sinistra dellimue, vennedistrutladai Erauresi nel 1794.

TENDA. Capoluogo del mandamenlo,disla ipiindici ore da Nizza , capulnogodella provincia.

Popolazione 2689.

Sla in ridenle valle sulla deslra dellaHoja e presso la confluenza del Riol'reddo,a metri 817 sopra il livello del mare, agreco di Nizza .

II lerrilorio searseggia di cereali, maha eopia di piante d alto fuslo e di ve-gelahili medicinali: il prineipale prudoltoe (piello del vario hesliame.

II eomune di Tenda ha una minieradi pioinho solforato argentifero. Kssain-conlrasi a due ore di distanza da S. Dal-mazzo solle la monlagna di Valloira, ri-salendo il vallone detio della Miniera ,sulla deslra della Roja. £ lbrniata d’unamassa metallifera strcilifioata, avente unapolenza variahile Ira uno e dieci metri.

11 minerale da circa 1)600 in argenloed il 68 per 0;0 in pioinho.

Si scorgono Ire gallerie; Puna di 200,1’ altra di 300 c la terza di 480 metri dilunghezza.

Quesla miniera fu coltivala a varie ri-prese e sussislono tuttora gli scavi ese-guilisi prima dell’ invenzione della pol-vere (si crede dai Saraeeni).

Pa re ehe sia ancora suscetliva di lungacollivazione.

Inlorno al la miniera di Tenda iavoranoda 30 a 40 operaj dei due sessi; nel 1842se ne sono estratti 33,809 m. di minerale,che ne hanno prodotto 320 di ahjuifoux.

V’hanno tulti gli occorrenli opiliej.

11 distretlo di 'Penda e riceo pure dialtre produzioni minerali, eioe di gneissquarzoso, di granito higio e hiauco , discisto tegolare violaeeo argilloso, di talcoollare, di marmo higio bardiglio, un po’lamellare e di transizione, c di ferro sol-forato.

Apparlengono a questo eomune seiborgale.

Reslano lultora in piedi alcuni avanzidelle antiche mura di 'Penda e di Ireporle.

L’antica forlezza che sorgeva sopra una

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rupe fu falla demolire dal generale fran-cese Le Ec vre sul finire del secolo XVII.

V’hanno scuole cleinenlari e un ospi-zio di carila.

Verso la (ine del secolo VIII GuidoRalbo aveva acquistalo considcrevoli pos-sedimenli nel contado di Venlimiglia. Unode’suoi discendenli, chiamato Aleramo,sposö Adalgisa tilgtia di Arduino inar-cliese d’fviva, che gli porld in dole i do-minj che questo signore possedeva sulleAlpi Mariltinic. Due (igli nacquero dalale inarilaggio, Ollone e Gorrado. II pri-uio condusse in moglie Donella liglia delmarchese Adalherlo, sua parente; il se-condo sposö Armelina, dauia feudalaria diTenda e delle sue dipendenze.

Oherlo suo figlio prese allora il tilolodi signore di questo luogo, congiunta-mente a quello di Venlimiglia.

1 Genovesi , gelos» della potenza della 'famiglia Ralho, le ilichiararono la guer-ra; il valore del giovinc conto Irionföde’ suoi ncinici.

Dopo lui, Gorrado III procurossi unaalleanza illuslre sposando Odila liglia diLaugiero, conlc di Nizza , signore di Val-chiusa, d’Orange, di Vence e di parec-cliie allre terre in Proienza.

Ebbe per successore un allro GuidoBai ho, gnerriet'o celehre al servigio del-l’imperalore l’ederico f, che gli diede iltilolo di conto di Venlimiglia. La sualiglia unica, crede de’ suoi dominj, sposöOttone Griinaldi.

In lal modo i Ralho Genovesi acqui-slarono il possesso delle terre di Tendae di Venlimiglia.

I successori di Ollone, or in guerracol municipio di Sospello, or minaecialidalla Ilepubblica di Genova a molivodelle sue pretensioni sulla cittä di Ven-timiglia, furono esposli alle piü dureprove.

Guglielmo I nan quietö un istanlc;suo fratcllo Manuele fu ucciso in uncomhallimenlo, e suo liglio Guglielmo II non pote assicurarsi meglio contro la ro-vina ininaccialagli dalla casa d’Angiö chesegnando colla eontessa di Provenza . ma-dre e tutrice di Carlo I , il trattato di]>ace del 1287 ottenulo co’maggiori sa-crilizj.

Un avvenimenlo memorabile segnalöl’anno 1261.

Teodoro Lascari, scaccialo dal trono diCoslanlinopoli dal tiranno Michele Pa-leologo, venne a cercare un asilo ncllacittä di Nizza , aceompagnato dalla sua