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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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sini di Padova , professore, nolissimo ai

professori di lalinilä ed agli scolari.

Santa Maria di Piazza. — Vuolsi checsistesse gia ai tempi di Carlo Magno .L’aUualc cliiesa parrocchiale venne erettanel 1781. Vi si venera un’ imrnagine dellaMadonna delle Grazie, una delle lante chesi vogliono dipinte da San Luca. V’lia ilsepolcro di donna Margarita di Savojainorta nel 1869.

A. Martiniano o Martiriano. — Vennericostrutta nel 1878 e nel 1678.

S. Pelagia. — Fu edilicala nel 1770sul discgno del cav. di Robillant; le pit-Inre sono di Villorio ßlanseri. Nel con-vento giä abiiato dalle Agostiniane fu eol-locala l’opera della niendicilä istruita.

S. Francesco di Paola. — Quesla cliiesaricca di linissimi marmi, di pittnre e ino-nuinenti sepolcrali in terininata nellaprima inetä del secolo XVII dalla muni-iicenza di madatna reale Crislina di Fran-cia. La tavola del uiaggior altare e delcav. Delfino, la prima cappella a sinislrafu arcliitettata dal Juvara ; i ritralti delprincipe Maurizio di Savoja e di sua mo-glie Lodovica sono scolpiii da ToinmasoCarloni, che vi ha allresi molte slatue; ilqnadro di S. Genoveffa venne dipinto dalcav. Seyter di Vienna ; v’hanno affresehidi Bartolomineo Gnidoboni da Savona . Lasagristia e ricca d'inlagli in legno. 11 Car-loni e il Gnidoboni sono tninulali in que-sta chiesa: il cuorc del principe Mauri-zio e sepolto sotto il gradino dell’nllimacappella a sinislra. V' ha pure V iscri-zione sepolcrale dell’esimio matematicoGiorgio Bidone , morto nel 1858.

SS. Annunziata. — La facciata di que-sla chiesa parrocchiale e del Marlinezmessinese, che e sepolto nella cappellasotterranea. Le pillure del coro sono delPozzi milanese; il quadro dell’altar mag-giore, di Antonio Mari torinese ; quelle delsoflitto, del Gonin .

Gran Madre di Dio . — Questa chiesaparrocchiale fu edilicala per voto delcorpo decurionale pel ritorno del re nel181A. Costö due milioni e mezzo. Il ca-valiere Ferdinando Bonsignore , che nedie il discgno, intese d’imilare il Pan-teon! Sotto a questo tempio s’espongonoi cadaveri abbandonali.

Spirito Santo. — Dicesi fondala sopraun tempio di Diana. Vi sono quadri diMatlia Franceschini di Bologna , un beimonte Calvario in legno; l’anlico coro siadorna di vaghissimi slucchi.

11. F. del Carmine\e Beato dmedeo di

TOR

Savoja. :— Fn edilicala sopra discgno delJuvara ; la tavola del maggior altare e delcav. Claudio Beaumont. 11 re Carlo Alberto donava a questa chiesa due porte di squi-sito intaglio ornate di nodi di Savoja efiordalisi' c regalate giii nel secolo XVIIda madania reale al monastero dell’An-nunziata. Il convenlo, gia abitalo dai Car-melilani, poscia occupato da un collegiourbano, e piü tardi dal collegio dei No-bili aflidato ai Gesuili, e presenlemenledestinato ad uso del collegio Nazionale.Fiori in questo convenlo il cclebre poetaEvasio Leone di Casale. Quesla chiesa kla sola, ollre alla cattedrale, che vengariscaldata durante i maggiori rigori delverno.

Santa Teresa. — Fu compiuta queslachiesa parrocchiale nel 1674. Ad ornarlacontribuirono i marmi della vicina poclaMarmorea che venne demolita. La fac-ciala sorse nel 1764 sopra disegno del-l’Aliberli. La cappella di S. Giuseppe euna delle piu splendide che siano a Torino ,fatla costrurre dal re Carlo Emanuelc IIInel 1728 sul disegno del Juvara . La sta-tua del Santo c quelle della Fede e dellaCarita sono del Martinez, siciliano. Il qua-dro di S. Teresa sull’altar maggiore e delMoncalvo.

Nei vasti sotlerranei di quesla chiesariposano le ceneri di maduma reale Cri-stina. La ufliziano i Carmclilani scalzi.

S. Tommaso. — Venne eretla nel 1884.

I quadri delle cappelle di S. Diego, delCrocetisso e di S. Francesco sono del Cac-cia detto il Moncalvo. L’ovale della cap-pella vicino alla porla della sagrestia elavoro del Procaceini. Nella sagrestia vihanno sei quadri dell’Olivieri; gli affre-schi del chiostro sono del Pozzi.

Faubhjche miutari. _ Regio Arsenale e

sue dipendeme. — Ampia cd insigne molce l’arsenale di Torino , e una fra le operedi arehileltura mililare d’alta imporlanza.Carlo Emanuele II ne incominciö la fab-brica, avendo trasferita la fonderia deicannoni, ch’era in piazza Castello, ne’ca-samenti che ingombravano la piazza Reale.Vittorio Amedeo II la conlinuo; CarloEmanuele 111 la riformo sul disegno delcommendalore Do Vincenli, capo del corporeale d artiglieria. Fu proseguita ai tempidi Vittorio Amedeo III e di Carlo Felice .Manca tuttavia la porta d ingresso ed unlato del maestoso corlile, in mezzo alquäle sorge il monumento in bronzoeretto a Pietro Micca , fuso dal Gonterio,d’ordinc di Carlo Alberto ,