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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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serva una eoliezione di tutte le pietreestratte a diversa profonditä nel colie to-rinese. Considerato partieolarmente, ilcolie di Superga e situato in una lineameno avanzata della collina di Torino ,toccante il confine di quella catena versoil nord. La sua costituzione litogica 6 ingenerale ar'gillo-calcare. A mezzo il de-elivo, dal sno lato orientale, havvi infattiuna cava di pietra calcare che serve dalungo tempo ai bisogni della capitale.Questa pietra calcare trovasi sparsa, mi-sla alla sabbia, in massi di grande e me-dia grossezza trammezzo ai ciottoli di ser-pentina dura di diverse qualitä, a fram-menti di granito rosso e nero e di quarzo.Una gran massa argillosa piii o menodura le sovrasta, la quäle pure resta co-perta da una terra vegetale rossastra.Questa pietra calcare va distinta col noraedi calce forte di Superga. Essa forma uncemento d’una tenacitä straordinaria, attospecialmente a costruzioni in luoghi uinidi.Un’altra cava di pietra calcare si scoprea due leghe all’est di Superga, che sichiama la rocca di Gassino . La calce chese ne ricava e d’una qualitä piii dolce,di formazione cretacea. Questa sostanzacalcare e abbondantissinia, ed ha fornilotutte le pietre per Ja costvuzione dftl teil!pio. Ora si adopera soltanto per trarnela calce, avendo 1’esperienza dimostratoche , ove gli ornati fatti con essa nonsieno posti fuori dalle ingiurie degli agcntialmosferici, ne restano presto danneggiati,c talvolta rovinano affatto. Nella direzionedi Bardassano fu osservata molta quantitä' di marna calcare. 11 solfato di calce ches’impiega nelle fabbriche di Torino pro-viene dal villaggio di Moncucco, situatopure dietro Superga, ad una niaggiore di-stanza. Le colline che si protendono versoil Monferralo sono ripiene di concbiglied'ogni specie e di zoofiti ben conservali.Queste conchiglie marine inveee abbon-dano meno su quel di Superga, e scar-seggiano di piii in quella parte che siestende verso Moncalieri . Dietro Superga,verso il nord, si rinveunero traccie di li-gnile, copertc da un letlo di argilla com-patta, e seininata di conchiglie di variequalitä.

Le piante Hella collina di Torino in ge-nerale sono delle specie stesse' che costi-luiseono ia vegetazione propria delle col-line dell’Europa media.

11 tartuffo che abbonda nelle colline delMonferrato, nell’Astigiano e nelle Langhe ,inanca affatto in quella porzione che guar-

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da Torino , se ne ecicettui Superga. Sullacima di questo colie si ha infatti il tar-tuffo nero, e scendendo dall’ ultra parterinviensi piure il tartuffo bigio.

Superga. — Vedi 1’ Artieolo Superga.

Madonna del Pilone. _ Nell’ anno1644 vedevasi sulla riva destra del Polungo la collina al nord est di Torino alla distanza di un miglio, un mulinochiamato delle catene, presso il quäle riz-zavasi un pilone o tabernaeolo sn cui eradipinta la Vergine Annunziata dall’ An-gelo.

Una pia tradizione narra eome miraco ■losamente salvata una fanciulla cadutanelle acque del fiume, crescesse la divo-zione verso Timmagine dipinta su quelpilone, e il piecolo tabernaeolo divenisseuna cappella, la quäle poco dopo si cam-biö in chiesa, merce singolarmente lelargizioni di inadama reale Cristina diFrancia .

Oggi e una borgata assai popolosa efrequentala dai passeggianti che vi si re-cano a diporto.

Eremo. — Dalla villa della Regina, sa-lendo il colie insino alla cima, trovasil’Eremo, ora proprietä privata, la quäleha un vasto e ben coltivato giardino eduna torre su cui giova che ascenda chibrama di rimirare il Piemonte dalle velteche lo signoreggiano.

Un \olo fatto dal duca Carlo Ema-nuele I, nella pestilenza del 1B99, diecausa alla foridazione dell’ eremo de’ Ca-inaldolesi. La chiesa vi fu fabbricata nel1602, e fu eretta a cappella dell’ordinesupremo dell’Annunziata.

Dopo la rivoluzione, il sacro Eremo furidotlo ad uso profano, e in sua vece fudichiarata cappella dell’ ordine stesso laCertosa di Coliegno.

Fiyna della Regina. —- Fu fondata dalprincipe Maurizio di Savoja dopo ch’ebbedeposta la porpora cardinalizia per darmano di sposo alla principessa Lodovica,sua nipote, liglia di Vittorio Amed.co 1 edi Cristina di Francia . Ivi raccoglieva illiore degli elelti ingegni in erudite con-versazioni. L’accademia fu detta de’ So-linghi; i suoi esercizj non consistevanonel recilar sonetli o madrigali, rna in ri-cerolie tilosofiehco in indagini nsatemaiiehe;ora si discorreva dell arte della guerra, oradel maneggio di cose di Stato, ecc. Quellavirtuos» pa!esu-g si raccoglieva d’ ordi-nario in un sito appartato del giardino.Morto il principe Maurizio nel 1687,Luisa di Savoja, nipote e vedova di lui,