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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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L’altro assedio di Torino , assai piä fa-inoso e giorioso per le armi piemontesi , fuquello del 1706. A qnesto punto ci piacedi soffermare un poco il lettore.

Ferveva la guerra per la successionedi Spagna .

II grande eveuto chiamö tniti i pre-tendenti sotto le arroi; fra’quali il duehdi Savoja. Dopo una lunga istoria di so-prusi, d’ intrighi, di rappresnglie e d'in-solenze spagnuole e francesi , quell’animaardento di Vittorio Amedeo diohiarä a untralto, con ardimento nuovo nella storia,la guerra a Francia e Spagna (5 ottobre1703). Ne’ tre anni seguenti ebbero luogoiniportanti fatti ira i belligeranti. Malpiegavano le cose di Francia fuori d’Ita -lia. Non cosi fatalmenle fra noi. Corseostili e devastalrici desolavano il Pie-inonte. Presa Susa e Vercelli , la valle diAosta col forte di Bard. lvrea co’ suoi ca -stelli, e Verrua e Monmelliano e Nizza ,era giä venuto il 12 niaggio del 1706.che un esercilo poderoso francese strin-geva d’assedio Torino .

Passata la Stura, l’armala Gallica pre.secainpo tra la cittä e la Veneria. Era com-posta di 78 battaglioni e di SO squadroni.Avea 6 Compagnie di bombardier!, 600cannonieri e 600 minatori. 11 signor diHonville comandava in capo Fartiglieria.Dirigeva l’attacco l’ingegnere Tardif. Qua-ranta giorni impiegaronsi nei preparatividell’assedio. Le linee di circonvallazionecominciavano sulle rive del Po, ov'era ilvecchio parco c continuavano sino allaDora piesso Lucento. Una graude paral-lela serviva di eontrovaliazione. Magaz-zini di viveri, oltreeehe presso al caiiipofrancese , slabilironsi a Crcscentino, a Chi-vasso ed a Susa . Francesco d’Aubousson,duea del la Feuillade, era destinato a con-durre l’assedio.

Vittorio Amedco, durante i preparativi,non istette colle mani alla cintola. Pie-cole scaramucce ebbero luogo dapprinci-pio per molestare gli assedianti e stur-bare i lavori; in niolte fazioni i nostriebbero abbondanli prede. La cittadellamessa'in istato di difesa, inutate le in-terne disposizioni giä note al nemico, co-strutte salde e forti trincee appie dellacollina, ove s’alzarono dei piccoli forti, ilcomando della cittä venne affidato al mur-ehese di Caraglio. piemontese , quello dellacittadella al conte della Rocca d’AUery,savojardo. Il presidio consisteva, secondoDenina, in 6670 uoiuini, parte dei qualireclute. I sette reggimenti imperiali erano

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in forza delle malattie e delle spediziouiprecedenti, ridotti a soli 1800 nomini.Quindiei ingegneri servivano la cittä ela cittadella sotto la direzione mirabiledeü’avvoeato Antonio Bertola, che fu poieonte di Exilles. Levato il selciato alle vie,poste le vedette sui campanili, spianatala guglia della torre, ordiuate le guardiedel fuoco, illuminate di notte le vie, dis-posti qua e lä grandi serbatoj d'acqua,fatte rädere al suolo le rase e gli allieridei dintorni di Torino , la cittä aspettavaintrepidamente l'assalto.

E infatti tra il 9 e il 10 di giugno, leprime bombe salutarono la cittadella; equindi ne piovvero anche sulla cittä, e sipesanti, diee il Cibrario, che perforavanodall’alto al basso le case e le chiese, escendevano fin nei sepolcri a seonvolgerele ossa dei trapassati.

Un bei giorno il La Feuillade spedi unmessaggio al duca, per fargli sapere averegli ricevuto dal suu re ordini di dovercontinuare vigorosamente l’assedio; vo-lere perciö informarsi da (jnal parte dellacittä tencsse i suoi alloggiamenti per ri-sparmiarli dalle bombe; olTrire passaportialle principesse per portarsi altrove. Vit-torio Amedeo con nobile orgoglio rispose:che il sno quartiere era sui bastioni dellacittadella, che il passaggio della poria diPo era libero per tiscirue a sno piaci-mento. che ringraziava S. M. eristianis-sima de’ passaporti offerti alla sua fami-glia. Si disse aliora che il generale francese facesse presentare un foglio al duca. sotto-scritto dal re di Francia , in cmi gli pro-melteva la cessione di quanto desiderava.La Francia infatti. esausta dTVomini e didenaro, si trovava in quei moinenti inmale aoque. Fuori d’ltalia avea fatto per-dite immense, nfe la campagna di Pie-monte le costava di meno. Ma VittorioAmedeo , memorc dei vecchi insulti, nepotendosi ritirar con onore coi vecchialleati, ricusö le larghe Offerte dal refrancese . .

.Montato, a tale rifiuto, in sulle furieil La Feuillade, tenlö in mille guise dioceupare la monlagna per togliere i vi-veri agii assediati e impedire alla cortel’uscila dalla capitale. Giudicä quindi ilduca conveniente cosa 1‘allonlanare tostodalla osteggiata cittä la sua famiglia equella di suo cugino il principe di Oari-griano Madaina reale, tnadre del duca,la duchessa sua sposa, due lor figliuoli,ii principe di Piemonto e il duca d'Aosta ,partirono infatti il 16 giugno, nei mo-