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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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TOR

Riguardo all’eccitamenlo dalo dal Beck-with alle scuole pubbliche nei comuni,diceva uno scriltore moderno « Ch’eglisolo a forza di pnidenza, d'ingegno, disacrilirj pote ollenere di vincere l’apalia<li un popolo da iungo tempo prostralo,che dapprima allo insegnamenlo moslra-'asi piii ostile che favorevole c conse-guire per td manieia un’ opera che sicredeva impossihile; giuguere cioe linoad impegnare la popolazione Valdese inguisa ch’ella slessa oggidi impongasi dellesomme non lievi per soslenere ed am-pliare il pubblico insegnamenlo

II comüato inglese (ino dal 1823, couicscorgcsi-dagli atli della sua adunanza,conlrihuiva 20 liic stcrline alla fonda-zione de) collegio di Torrc, ne arriedmala hihliolcca, donava dieci borsc di 100Iranchi luna a fa\or degli allievi. inca-rieavasi del mantcnimenlo di (re giovanivaldesi in Inghillerra pcrclie poi potes-sero occupare nna eatledra nel collegio.Accordava luillc franchi alla scuola la-(ina di Pomaietlo, 'soti^n in soccorso allainstituzione di cinque scuole femminilinelle valli, al cui uopo assegnava nnapensione annua di 52 lirc sleihne, 1050franchi. Da sua parle poi il governo sardoper mezzo dell'intendentc pro\inciale, delprov veditorc agli slndj e dello ispclloredelle scuole primarie proiuuoveva perogni guisa lo slancio con che i Valdesianelavano a diffondero ristruzione fialoro.

L’islruzione sola puö seorgere al co-noscijnenlo del vero: c ben volonlieri siripele che un’opera indirilla allo avve-nire sla in ragione della inlluenza clrc-sereila sulle giovani genera/.ioni del pre-sente, poiclie I’avvcnirc c nelle mani deigiovani.

Del reslo oggidi fra Valdesi vi hanno17 pubhliche scuole annuali masehili, Difenuninili, f» feinminili private e 2 asiliper T infanzia, l’uno a Tone c Raltro aSangiovanni.

1 fanciulli masclii die inlervengono allascuola sono da 583(5, le fand idle 282 al-Tincirca nelle pubblichc, 102 nelle scuoleprivate. Qnestc scuole femminili si rad-doppiarono nd i855, giacche nel precc-denle anno non (occavano che il nuincrodi 7; cd i comuni in cui uuoviuuente siaperscro furono quelli di Rorä, Praiuollo,Villasecca, Massello , Rodoretto, Prali cManiglia.

ln generale si puö conchiudere che lescuole valdesi sono frequentate da 1!) so-pra 100 fanciulli.

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Gli slipendj pei maestri e il manteni-mento delle scuole, che a dir vero po-trebbero essere piii opportune e ntcglioprovvedute per locali ed arredi, proven-gono dal regio erario, dai comuni, dal-l’oslero die vi contribuisce per la soimnadi lire ilaliane 0130.

Mon e che non rimanga molto ancorada farsi, ma e mcslieri conchiudere chemolto pure si feee, cd i Valdesi, guar-dando alla passata lor condizione, nenpossono che applaudire alla presenle, laquäle farassi piii manifcsla dai eennislorici.

Cenm storu’.i. — Questi cenni non sa-ranno soverclii per chi heil conosce laimpmtanza de’falli che riguaidano i Val-desi e le \arie inlerprelazioni ehe nelladiversilä de’ gindicj e non di rado mlpoco esallo racconto di essi si diede.

Cominciando dalle prime epoehe certesecondö l’anno e il giorno, in cui avven-nero. si ricorderanno i principali:

4235, 8 oltobie. — Media RibliotecaMaz.arina in Parigi lii trovalo un doeu-menlo die porta a lilolo: Epistola Qrv-(jorii LY contra uuiversos luvreticos, Pa-lliums , Palurinos, Pauperes de Luyduno,Josep/tinos, Arnaldistas, Speronifas, mlquäle si crede ]»i'ovala la prima introdu-zione de’ Valdesi in Piemonte .

1508. — Gli inquisilori porlatisi nellavalle d’Angrogna furono a inano aimalarespinli da’ Valdesi, i quali uccisero purei! preposto callolico del lupgo, Gugliehno,sospellamlo che li avesse aceusali pressoDititj tiisiUiic.

1332,8luglio. — Breve di GiovanniXXlIallinquisitore Alberto di Caslellaro Mar-sigüesc per le luisme da prendeisi cou-tro a’ Valdesi del Piemonte . 4 vi parla de-gli eretici moitiplicati, e massimamentedi Marlino Pastre che si faceva cbiainarePietro Marlino.

13öA. — Giacomo principe d'Acaja re-sidente in Pinerolo comanda a BalangeroRorcngo c ad Uoto suo nipolc signoridella ’l’orre che siano imprigionaii quanlidella setta valdese si rilrovassero spardnella valle'di Luscrna.

1570. —Marrasi die nella valle di Pra-gellalo e nelle eircostanli trovaronsi in-sufficienti le produzioni e il lerruno pelcicsccrc della popolazione. Quiudi i Val-desi pensarono ad una emigrazione. DalPerriuo, dal Gillio er da allii si fanuo (P-versi racconti a queslo riguardo. Parercl.ipassarono nelle Galabrie. Si sparsero poinella Puglia cd in alcune aitie piovineie