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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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TÜR

Vi si veggono le rovine di uu’ antieaehiesa che vuolsi appartenesse al villag-gio di Celle distrutto nel XIII secolo,

Una parle de! vecchio castello dei Va-gnoni fu ridotla a sontuoso palazzo delmarchese di Cavour.

La famiglia dei Vagnoni possedeva T ruf-farello sin nell’XI secolo.

J1 comune di Cliieri, comperafolo nel1200, ne investiva la stessa famiglia comefeudataria.

TRUGG1. Frazione di Ollone.

TR1JMELLO. Comnne nel inandanienlodi Gambolö , da cui dista un’ ora. (Pro-vincia di Lomellina ).

Siede alla sinistra del Terdoppio, a le-vante di Morlara.

Dipende dal capolnogo la horgala Tor-razza.

Ollre al Terdoppio bagna il lerriforioanche il naviglio Lantosco, che e derivatodal Ticino.

Tra i prodolli sono principali la segale,il frumenlo, i legnmi e il fieno; pregialisono i caci che vi si fahhricano col latledel numeroso bestiaine.

I cacciatori vi irovano anche copia diselvaggiume.

Triunello era gia inunilo di Ibrle ca-stello, di cui appajono fnftora gli archi de’ponli levaloj.

Vi ebbero il dominio feudale i conti diStampa, grandi di Spagna .

TUFFO. Frazione di Cocconato .

TURBIA . Comune nel mandamento diVillafranca, da cui e distanle Ire ore. (Pro-vincia di Nizza )

Giace sulla slrada provinciale da Ge-nova a Nizza , quasi alla sommitä di unapiccola valle formala da due colline chedal mare si protendono sino al monte diAgel.

II suolo e atto alla coltivazione degliulivi, delle viti e dei cereali.

Fannovi buona prova anche gli agrumi.

Di olio si esporta gran copia a Nizza ,nia non vi ö troppo pregiato.

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Eccellenti sono i pascoli per la pros-simita del mare che compavte loro uucerto sapore di sale, onde sono assai ri-cercati dai pastori.

Degna di menzione e la fontana chesorge sulla via provinciale, opera romana,sehbene restaurata.

Dopo che Cesare Augusto ebbe som-messo al romano dominio tutti i popolidelle Alpi Mariltime, la gratitudine delSenato gf'inalzö un monumento sulla cimadel collc della Turbia . Dalle investiga-zioni falle risultö che il recinlo di que-slo colossale edificio era di forma qua-drangoiare; un cireuito di colonne di 100piedi di perimetro lo reggeva; era coro-nato dulla maeslosa stat.ua di Augusto , inmarmo bianco; da questa gigantesca som-milä, a cui si perveniva per una gradi-nata interna, la vista si stendöva sul va-sto orizzonte dell’Africa, della Liguria edelle Gailie.

Plinio ci Iva tramandato 1’ inscrizionescolpita nei quallro lall del monumento;nta il troft’o fu allerrato nelle irruzionidei Barbari.

1 Mori di Spagua ne adoperarono i ma-leriali per coslruire una torre gotica perforlificarvisi; intine un vandalo indigeno ,il maresciallo (le Villars, verso la metädel XVII secolo lo l'ece distrurre quasiaffatto, trannc cioe le grosse muraglie,contro cui le mine non valsero, e chetullora si veggono.

Le case della Turbia sono pressochetutte formate con questi inateriali.

Questo villaggio segui le sorli di Nizza ,sotto il regiine municipale, poi sotto lacasa d’Angiö.

Fra’ suoi piü antichi signori contansiRostagno e Farando, che ne ebbero l'in-vestitura da Carlo d’Angiö nel 12A6.

Successero loro le famiglie nizzarde Ri-chieri e Marchesan. In seguito, il feudoessendo ritornato nel dominio ducale, iBlancardi ne ricevettero l’investitura contitolo inarchionale.

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