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le rive del Ticino , presso le quali inmolti luoghi 1’ acqua forma palude sinoquasi a S Martino. Perö copiose vi sonoanclie le altre produzioni vegelali ed ani-mali; danno prodotto cospicuo i gelsi.
Fra le correnti che ne irrigano il ter-ritorio sono principali la Roggia Mora, laSforzesca, la Rifredda, la Nuova e la Vec-chia.
Assai liorenle in questa cittä era nelloscorso secolo l’industria della seta, occu-pandovi sino a tredici mila operaj, oraperö vi e d’ assai decaduta.
Anche i lanilizj che v’occupavano nu-inerose persone fino dai tempi dalla re-gina Teodolinda,da presente mancano quasiaffatto.
Nulladiineno vi si introdussero allre in-duslrie, come orificerie, coneie di pelli,offi-cine di ferro, telaj per calze, ecc.; e Vige-vano passa tuttora per una delle cittä piüindustriose.
La citlä non e troppo grande; raa isuoi fabbrieati presentano un decenle ebell’ aspetto, quantunque ne siano stateatterrate le mura che una volta la cin-gevano.
La catledrale, a cui s’ apre dinanziuna grandiosa piazza, cinta per tre lalida portici, e assai vasta e abbastanzagrandiosa.
Fra gli altri edificj primeggia 1’ anticocastello, ridotto a foggia di palazzo intor-no alla (ine del XV secolo su disegnodel Bramante , per opera di LodovicoSforza , che lo fece munire di una cinta.
La caserma della Cavalleria e tenutaper una fra le piü spaziose e belle delloStato Sardo.
V’e inoltre un serainario pei chierici;pubbliche scuole pei fanciulli d’ ambo isessi; due orfanatroli, uno spedale , nonehe un instituto di ricovero, lavoro e soc-corso ai poveri, aperto nel 1832.
A breve distanza dalla cittä, sovraun rialto , sorge la cosi detta Sforzesca ,amenissima villeggiatura fatta edificaredai duchi Sforza ed ora posseduta dalmarchese Saporiti.
Vuolsi da qualcuno che sino dai primitempi di Rotna Vigevano fosse edilicatadai Levi Liguri, ina non si hanno di ciödocumenti, trovandosi soltanto fatla men-zione di questa cittä nei tempi di mezzocol nome di Ficogenmn.
A que’ tempi era una semplice borgatacon altiguo castello,che servivaledi dit'esa.Chi la recinse di mura, ne fortificö la roccaefece salireilvillaggio all’onore di cittä fu
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Francesco Sforza duca di Milano . Al quäleessendo successo nell’ ereditä del ducatoFrancesco II di lui nipote , questi ei esseVigevano in conlado, assegnandole varieterre del Novarese e del Pavesano perterritorio.
Ciö accadeva nella prima nielä del XVIsecolo ; e nello stesso tempo papa Ge-mente VII insigniva la maggior chiesalocale del titolo di caltedrale.
Fu in seguilo posseduta dalla famigliadel tanto celebre e prode Trivulzi.
Molti furono gli assedj che ebbe a so-stenere nei secoli succcssivi.
Nel 1642 se ne impadroni il duca diSavoja ; ma quattro anni dopo gli Spa-gnuoli, ch’erano divenuti padroni del Mi-lanese, gliela ritolsero.
Verso la fine dello stesso secolo fuvvisegnato quel trattato di pace, che donöfinalmente, sebbene per poco, quiete al-lltalia.
La casa di Savoja ne ritornö stabilmentein possesso pei trattato del 1738 segnatoa Vienna .
Serie cronologica dei vescovi di Vigevano .
Vigevano venne eretta in sede vescc-vile con breve Pro excellenti dato inBologna il 16 marzo del 1829 da papaGemente VII in grazia del duca di Milano Francesco Sforza .
La nomina e presentazione che il ducaaveva riservato a se ed a’suoi successori,passö di poi alla casa di Savoja in forzadi ioi tratlati.
Nella sua erezione venne questa dioccsidichiarata suffraganea alla sede di Milano ,mit nel 1817 venne tolta alla melropolitanagiurisdizione di Milano ed assoggettataalla nuova sede arcivescovile vercellese.
Ecco la serie de’suoi vescovi:
1) 1830. — Petra G\i.EAZzo,di Pavia elelloprimo vescovo il 16 marzo; mori nel1882, nell’eta di 90 anni e piü.
2) 1832_ Petra Morizio, di Pavia , nipote
del precedente; mori il 20 maggio del1876: intervenne al concilio di Trento .
3) 1877. — Casali Alessandro, di Bolo-gna , eletto il primo di luglio del 1877da papa Gregorio XII ; mori il 26 feb-brajo 1882.
4) 1882. — Bres^enio Bernardino, di Mi-lano , eletto nel 1882 , mori 1’ 11 agosto1888.
8) 1889. — Faino Pietro, traslato adaltra sede 1 ’ 11 maggio del 1889; mori il9 di settembre del 1892.