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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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Sl'PPLEMENTO 1419

Compongono il comune parecchie vil-late situate quasi tutte in alpestre situa-zione. Sulla Dora stanno quattro ponti.

II snolo e assai produttivo di pascoli;vi si fanno eccellenti caci, ed allevasi be-stiame numeroso.

üna terribile pestilenza desolö questocomune nel 1630.

Molte distinte famiglie v’ ebbero giu-risdizione feudale, come attestano parec-chie torri che tuttora sussistono e chefacevano parte de’castelli dai feudatarjabitati.

LA THU1LLE. Comune nel mandamentodi Morgex, da cui dista tre ore. (Provin-cia d’Aostn).

Popolazione 792.

E situato sulla destra della Dora Bal-tea, alle falde del Piccolo S. Bernardo .

II territorio non produce che pochi ce-reali; il maggior prodotto consiste nellenumerose mandre.

Trovasi piombo solforato argentifero ,calce solfata lamellare, torba fibrosa,ocrarossa, antracite metalloide.

Vi hanno due laghetti denominati diButord l’uno, e del S. Bernardo F altro.

Oltre la Dora irrigano il suolo due tor-renti che in essa si scaricano.

La Thuille sorge sulle rovine di un’an-tica stazione romana.

In seguito fece parte di una castella-nia che abbracciava parrecchie terre cir-convicine.

La sua posizione appie di un varcodell’Alpi la espose a frequenti passaggidi truppe Francesi .

Vi si veggono avanzi di trincee abbat-tute dai Francesi nelle ultime guerre delpassato secolo.

NASINO. Comune nel mandamento diAlbenga, da cui e distante cinque ore.(Provincia d’Albenga).

Popolazione 890.

Giace ai confini della provincia d’Al-benga con quella di Mondovi.

Il comune e composto di sette borgateche chiamansi Borgo, Casale, Chiesa, Co-sta, Perati, Vignoletto e Vignolo.

I principali prodotti del territorio con-sistono ne’ boschi di carpini, frassini eroveri: vi si alleva anche bestiame bovinoe caprino in copia.

Nasino appartenne giä al marchesato diBalestrino.

PINO TORINESE. Comune nel manda-mento di Chieri , da cui dista un’ ora emezzo. (Provincia di Torino ),

Popolazione 1790.

Giace in collina, a greco di Torino .

II territorio e bagnato da parrecchirivi, fra cui e principale il Tepice.

Il suolo e assai fertile in vini, alberifruttiferi e piante cedue.

In varj luoghi si rinvengono conchi-glie fossili bivalvi, e specialmente nelsito cui si da il nome di Carmagnola .

Pino era compreso nel territorio diChieri , da cui venne staccato nel 1694.

I Bormioli lo possederono poi con ti-tolo comitale.

Sorse sulle rovine dell’ antico Monto-solo, luogo celebre per le contese cuidiede luogo fra’ Chieresi ed i vescovi diTorino .

Di Montosolo sussiste tuttora una torrepresso la parrocchiale di Pino.

PINO di CASTELNUOVO. Comune nelmandamento di Castelnuovo d’ Asti, dacui dista mezz’ora. (Provincia d’Asti ).

Popolazione 660.

Giace a maestro d’Asti .

II prodotto principale del suolo e quellodel vino: vi fanno perö buona prova an-che gli alberi fruttiferi.

V’ e una cava di pietra da calce.

Pino fu anticamente signoria degli Sco-zia di Ozzano: quindi fu posseduto contitolo comitale dai Freilini di Aramengo,

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STAU SARDI

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