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fezione, mediante una tura alla bocca diCoraia, merce la quäle bocca il mare co-municava con il circoslante padule; nllequnli acque fluviali trovö nuova foce inmare, merce l’avergli aperta una via piüa ostro verso il poggio di Capezzuolo,dove fu seuvato il nuovo emissario, attra-versato da un elegante ponte di pietradi tre archi, nel quäle sono posti 42 pon-toni o cateratte a bilico, destinute a chiu-dere 1’ ingresso al mare in tenipo di tra-versie o altre, aceiö non tornino a tne-scolarsi le acque marine alle terre stra-tiformi.
Il nuovo emissario della Cornia pertantofu deviato dalla strada antica dopo esserpassato per varii recinti palustri che sivolevano bonilicare.
Infatti, il primo recinto del padule, dettodi Montegemoli, ern dell’estensione di circadue miglia quadrate, nel 4844 era ridotloa circa la metä, escendo l’alira metä per-fettamente colmata mediante apposite nr*ginature e restituita agli antichi possessorionde farla coltivare.
II secondo recinto piü vasto ancora delprecedente, sotto il poggio aH’Agnello, com-prende veramente il cosi detto padule diPiombino , il piü tnalsano di tuttij il quälesta colmandosi con i depositi che deveportarvi per mezza di luriglii canali argi-nati il ßume Cornia, nel tempo che vientrano ancora le torbe che sopravvenganoal primo recinto.
Le lorde e fetenti acque di questo pa-dule sono state ristrette nel 4844, almenodi un quinto, sono state separate dalleacque marine, che innanzi vi penetravanoe sono divemite limpide a segno, che avi-damente vi corre il bestiame a dissetarsi.
Il terzo recinto, il piü orientale di lulti,si compone del paduletto di Torre-Mozza,il quäle si boniftca con le torbe dellaCornaccia , chefti appositamente inalveatain canali della lunghezza di tre miglia, ecolle torbe che ci porta il torr. di Fal-nera, in un minore recinto palustre sullaspiaggia dirimpetto a Fignale.
Fra questi due Ultimi recinti palustri,presso la riva del mare, resta il paduledetto deWAltura, ch’e stato in gran parterisanato per essiccazione, mediante l’inca-nalamento delle varie polle meno profondede’vicini Pozzali. — (V. 1’Art. prece-dente).
Regolato in tal modo il sistema dellecolmate e la condotta delle acque dellaCornia e di altri torrenti di quella valleal mare per la bonificazione de’ quattro
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recinti di padule del territorio di Pioni-bino, che occupavano circa 40 migl. qua-drate della sua pianura, resterä da prov-vedere al rimanente di parecchie migliaquadrate di campagna fertilissima inter-posta fra i detti paduli cd i poggi diCampiglia e di Suvereto ; la quäle cam-pagna trovasi bene spesso soggetta ad es-sere sommersa per mancanza de’necessarjmezzi di scoio,
Frattanto il prolungamento dell’ alveodella Cornia verso il poggio di Capezzuolooperato nell’anno 4847, aveva prodotlo inquattro anni un vistosissimo bonificamento,avendo risanato circa 400 saccate di ter-reno alla sinistra della Cornia, oltre le4100 saccate ottenute alla destra nel bo-nilicamento del primo recinto palustre diMontegemoli di sopra rammentato.
Alla destra pertanto del detto fiumeCornia e stato aperto un nuovo canuledella lunghezza di quasi 4 miglia che al-lacciatutte le acqueche scendono dalle pen-dici meridionali del poggio di Campiglia,le quali con stento andavano a ristagnarenel padule di Montegemoli , il cui nuovocanale conduce attualmente le acque diquel ramo della Cornia a searicarsi in marealla Torre Nuova per una foce sicura.
Le veglianti leggi’ e l’amministrazionestabilita in Grosseto , merce la munificenzadi Leopoldo II , assicura al territorioPiombinese ed a quello delle tre Comu-nitä limitrofe, cioe di Massa Marittima ,di Campiglia e Suvereto , un importantebonificamento, pel quäle e desiderabile checoncorrano ancora quei ricchi possidentiterrieri frontisti col ricavamento dellefosse campagnole, opera indispensabile efinora trasandata in quelle neglette pla-nare.
Tra i lavori eseguiti di corto a specialebenefizio della cittä di Piombino , puö con-tarsi ed un migliore corso procurato aicanali prossimi alle pubbliche fonti, e ladistruzione dell’alghe, che ammontavansialla riva del inare, specialmente nel senodel Porto Vecchio , da che invecchiandomarcivano e mescolate ad ogrii genered’itnmondizie, tramandavano un fetore in-sopportabile, e dove stanziavano le alghein quell’ angusto seno di mare, si ü for-mato un comodo scalo murato e fiancheg-giato da spaziosi tnarcinpiedi.
Ad oggetto poi di riparare cotesto scalodai venti meridionali di traversia, per es-ser queili che vi fanno imperversare ilmare, e rendere poco sicuro quello sealo,e stato innalzato di fronte un grasso mu-