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raglione a barbacnne, e difeso da una
scogliero che fa le veci di un molo, dove
i bastimenti a vela latina possono ap-
prodare.
ln tal guisa ad onta degli ostaeoli chela natura del suolo presentava all’arte, ilpaese e contrnda di Piombino , nel luogoche da prima fu cogione di pubblieo danuoe stato convertito in pubblica ulilitä.
Le opere di bonificamento, ed in specialmodo le colrnate, fntte ai paduli postialla destra del fmme Cornia, frattantohanno reso piü cnrto, piü bello e pruti-cabile il tragitto fra Piombino e Cumpi-glia, mediante una nuova strada comurii-tativa, aperta dopo il 484-1, la quäle rie-scirn anche di sommo vantaggio alle ri-sanate Campagne intorno.
PIOVANO (MULINO del) giä MULINDEL PIANO nel Val-d'Arno sopra Firenze .
— Porta cotesto nomignolo uncasale, dovefu un mulino sul torr. Sied, nel popoloe quasi un iniglio da S. Murtino a Sieci,piviere di S. Andrea a Doccia, Com. ecirca 4 migl. a maestr. del Pontassieve,Dioc. e Comp, di Firenze.
Trovnsi sulla strada comunitativa chestaccasi dalla regia postale Aretina allasinistra del torr. Sieci, rimontando queltorr. alla base occidentale del Monte-Loro.Era l'antico mulino mosso dalle acque delvicino torrente, e denominnto Mulino delPiano , per distingnerlo forse da allromulino superiormente situato, e che peril volgo chiamö Hl ulin del Pieoano o Pio-vano, comecche esso non sia mai appar-tenuto ne fabbricato da alcun pievano.
— V. Sieci (S. Martino a),
PISA (Pisae , uu di Alphaea), — No-bile, antichissima e bella cittä di originegreca, poi romana prefettura e colonia,piü tardi sede di conti e di marchesi,quindi cospicua repubblica del medio evocon celebre universitä scientifica e la piüantica metropolitana della Toscana , resi-denza costante di un arcivescovo primate,altualmente anco di un prefetto civile, diun nuovo tribunale di prima istanza, eduno dei sette Campartimenti del Grandu-cato attuale. —. V. Pistoja e Pomtremoli.
Risiede Pisa sul fmme Arno , che sottotre ponti di pietra gli passa in mezzo,mediante un alveo spazioso, fiancheggiatoda cornodi scali, con larghe strade lastri-cate e adorne in tutta la loro larghezzadi palazzi e decenti abitazioni, laiche ilLungarno di Pisa , latamente arcuato,presenta una delle piü belle prospettiveche possa mai vedersi in grandiose cittä.
PIS
Trovasi Pisa nel gr. 28° 4' di long. e43° 43' di latit., in mezzo ad un’ uberto-sissima pianura, della larghezza di 10 a 45miglia du grec. a pon. fra il Monte-Pi-sano ed il littorale, della lunghezzu di 13a 20 miglia da seit, a ostro, a partire dalSerchio sino alle colline inferiori pisane,non piü che 10 migl. a ostro-lib. di Lucca ,passando per la strada antica di S. Mariadel Giudice e 43 per la strada postale diRipafratta; 4 migl. nella stessa direzionedai Bagni pisani di S. Giidiano e 42 migl.a sett.-grec. di Livorno ; altrettante a seir.di Viareggio ; 48 migl, nella stessa lineada Pietrasnnta, passando dall’antica viadi Marina; circa 6 miglia a grec. dallabocca dell’Aruo e 7 4/2 da quella delSerchio .
Ma se la situazione geografica di Pisa e appena variata da quella dei tempi an-tichi, essa per altro e assai diversa oggidirispetto alla corografia del suolo sul quäleriposa. Sieche dovendo percorrere breve-mente le storiehe e poscia le sue fisichevicende, dividerö, rispetto alla parte sto-rica il presente urticolo in cinqoe periodi,per dare un cenno succinto; 4. di Pisa antica sino alla caduta dell’ Iirtpero Ro-mano; 2. di Pisa sotto il dominio deiGoti e dei Longobardi ; 3. di Pisa sottoi marchesi di Toscana; 4. di Pisa durantela sua Repubblica; 5. di Pisa sotto il go-verno di Firenze fino ai giorni nostri.
4. Pisa antica sino alla cadutadell’Impero Romano,
La prima epoca di Pisa precede i tempiistorici, che se essa lioriva 30 e piü se-coii indietro, pure a confessione di Catone,il Censore, il quäle nacque centovent’anniprima dell' era volgare, fino d’allora l’ori-gine di Pisa si nascondevn neile tenebre. —(Servii, in Meneid., lib. N). —. 1 piü vec-chi scrittori peraltro, siano essi itaiianioppure orientali, concordano nel dirci chePisa esisteva alla prcsa di Troja, se nonfu molto innunzi quando vi capitö unamano di gente dalla Tracia , Non so poiquanto lusingar possa l’amor proprio na-zionale, dicevu su tal proposito il Pignotti,il credersi da tempo immeinorabile citta-dini di un paese oltramarino, piuttosto chedi una nazione per arli, per lettere, di-stinta fino dalla piü remota etä, come fuquella degli Etruschi.
Tuttavia ne si puö fermamente asserirene decisamente negare che una coloniagreca un di si fermasse costä, presso l’an-