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persona del suo concittadino, Pietro Dia-cono, un precettore al re Carlo Magno ,che da Pavia chianiö in Francia a inse-gnarvi le belle lettere.
3. Pisa sotto i marchesi m Toscana .
Un fatto di qualche entitä per la storiapolitica della Toscana mi sembra quelloehe sino dall’ alba del secolo IX s’intro-ducesse in questa provincia il titolo diconte, dato a molti governatori di cittä edanche di provincia, i quali nel secolo pre-cedenle appellaronsi duchi, Una prova diciö 1’ abbiamo ancora nelle carte lucchesie pisane teste rammentate, tostoche nelsecolo IX il conte Jganone presiedeva alledue cittä di Pisa e di Lucca col titolosolo di conte e non di duca, per quantola doppia qualitä ritornasse in ballo sottoil march. Adalberto I e II il Ricco.
Ciö che per ora interessa noi e di tro-vare in quelle memorie relative al conteAganone un’alrra notizia importante, quellacioe, che allora i conti non erano a vita,ed elettivi dai Ioro sovrani siccoine a vita,e quasi indipendenti dai re d’Itnlia si tro-vano dopo.
In realtä il marchese Adalberto II ,figlio di Adalberto I, contava per avo ilconte Bonifazio II, nato dal conte Bo»i-fazio I, che tutti, uno dopo 1’nitro signo-reggiarono in Toscana , ecc. E nulla ag-giungerö dell’uso pericoloso in politica diligliuoli succeduti al padre ed all’avo. Efu sul cadere della dinastia Carolingia edel secolo IX che al titolo di conte e diduca si accoppiö anche quello di marchese.Dondeche egli ed i suoi successori in To-scana si qualificarono indifferentementeduchi e marchesi, risiedendo a piacere enon mai abitualmente ora in Pisa ed orain Lucca .
Finclie pertanto 1’ Elruria fu compresanel regno di Lombardia , detto poi regnoitalico, i conti, ossia duchi, erano elettisempre dai loro re, i quali ogni tantoinviavano costä missi regj, ossia giudicisupremi, che rappresentavano il sovranonelle cause di ultima istanza, ed allorchequei missi regj non erano piü temporarj,e che quei supremi magistati potevanogiudicare in ultima istanza su tutto ilregno, allora portavano il titolo di contidel S. Palazzo.
Ma per tornare alla storia speciale diPisa , non sia da omettersi la notiziache costä nel 926, oppure nel Porto Pi-suno, sbarcö venendo dalla Provenza il
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conte Ugo, liglio della contessa Berta e diTeobaldo, conte di Provenza , e che appenusi seppe in Italia il suo arrivo in Pisa ,che da varie parti accorsero nobili e ma-gnati ad invitario a Pavia con i delegatidel pont. Giovanni X , i quali recatisi indetta cittä, incoronarono il conte Ugo inre d’Iialia.
Non era ancora passato l’anno della suaincoronazione, quando Ugo tenne a batte-simo (927) un figlio al conte Teudegrimodi Modigliana , cui donö a tal elfetto lerendite del ricco mon. di S. Salvatore inAgna, giä detto della Regina. =— V. Agnae Montale.
Poco dopo Io stesso re dichiarö contedel S. Palazzo nel regno italico il mar-chese Oberto, suo figlio spurio, padre delmarchese Ugo salico , nato dalla contessaWilla, e che a lui succede nel marchesatodi Toscana . La quäle contessa Willa, figliadel marchese Bonifazio, ripuario nel 978per istrumento dato in Pisa nel 31 mag-gio (stile comune), fondö in Firenze lacelebre Badia fiorentina sui beni acqui-stati 8 anni innanzi (969) da un tale Za-nobi, Ma in quest’ultima epoca non sola-mente era cessato il regno di Ugo e diLottario suo liglio, ma ancora quello diBerengario e di Adalberto che gli suc-cessero, cacciati dal regno dall' imp, Ot-tone I.
Quäle fosse in questo fruttempo il go-•verno della cittä di Pisa , e inutile doman-darlo, si sa bensi che anche allora esistevain Pisa un conte Rodolfo, oltre il march.di Toscana , raminaentato nelle carte del949 e del 964, edi te dal Muratori (loc. cit .)Chi fosse quei comt« Rodolfo, figlio del fuGhisolfo, io per ora nol saprei, se non fuuno de’conti dellai Gherardesca, forse l’avodel conte Gherairdo e del conte Tedice,rammentati agli airticoli Poggibonsi e Se-rena, presso Chiosdino.— V. Porto Pi-sano.
Comecche dai fatti teste indicati si possaconcludere che la detta contessa Willa abi-tasse talvolta in Lucca, talora in Pisa edanche in Firenze , nel tempo che il mar-chese Ugo suo figlio reggeva la Toscana ,sempre girando, si sa bensi che egli figurödal 970, cioe dopo la morte del marcheseOberto I, conte del S. Palazzo sotto l’imp.Ottone I e che piü spesso che altrove sitrovava in Lucca .
Non dirö se cotesta preferenza accor-data dal march, Ugo Salico, alla cittä diLucca, piuttosto che a quella di Pisa ,quando quest’ ultima piü grande ed in