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sliniano, meno Lucca , che dopo tre mesid’assedio anch’essa dovö cedere al fortu-nato vincilore, il quäle perö non sembrache alterasse grau fatto il sisteina gover-nativo delle gotiche magistrature, mante-nendo le cariche, i noini ed ufüzi delleprovincie e dei municipj introdotti o man*tenuti come al ternpo degl’imperatori d’Oc-cidente dai Goli, fra i quali impieghi mag-giori eravi quello de Duchi, corrispon-denti a un di presso ai correttori o pre-fetti dei tempi romaiii. Infatti, uno diquesti Duchi, fu dato anche a Lucca dopola sua onorevole capitolazione. Se quellopresiedesse oucora alla cittä di Pisa , niunamemoria superstite ce lo assicura, neppuredopo la discesa in Toscana de’Longo-bardi.
I soli rappresentanti degl’imperatori diCoslantinopoli, sotto il titolo di Esarchistanziati in Ravenna , ed i pontefici diRoma , poterono piü tardi mantenersi instato al pari dei tre duchi maggiori Lon-gobardi stabiliti nel Friuli, a Spoleto eda Benevento , Era sulla fine dei secolo VI,che i Longobardi non avevano ancora oc-cupati militormente la Toscana , quandoessi al pari dei pont. S. Gregorio cerca-yano di fare alleanza con le genli e Comu-nitä di Pisa e di Soana, JUa non sembrache dalla prima nulla di buono ottenesse,mentre rispelto alla seeonda si crede cheaderito avesse al duca di Spoleto. (Sa:nGregor,Magn. Oper., Lib. J11I, Epist. 38).
Dalle quali cose risulterebbe che Pisa eSoana dopo l’ingresso dei Longobardi inItaii a (anno 608) continuarono per mollianni a mantenersi indipendenti, quella»Soana che piü tardi divenne sentina d’in-fezione d’ aere, e quasi affatto dai suoiubitanti abbandonata, mentre in Pisa sipreparavano dremoni o galere, per an-dere in corso contro i nemici.
Quando un duca Longobardo si stabi-lisse in Lucca e costi per guardare spe-cialmente la spiaggia e difenderla dalleaggressioni de’Greci, non vi e dato certoper accertarlo. Conutnque sia e certo peröche al ternpo dell’ espulsione dei Longo-bardi d’Ilalia,per opera di Carlo Magno ,un duca medesimo governava la cittä diLucca fino a Luni, e quella di Pisa (inoai di lä dell’Ansedonia, incaricato special-mente di guardare e difendere tulto quellittorale, Deila quäl veritä fanno testimo-nianza non solamente varj documenti pi-sani dei ternpo, che rammentano il pa-lazzo regio e la corte de’ duchi, tanto inLucca, come in Pisa , tna due lettere dei
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codice Carolingio , scritte dal pont. Adriu-no I a Carlo Magno , le quali ci manife-stano che allora era duca di Lucca e diPisu quell’^/lojie Longobardo, cui dal nuo-vo re era stato affidato l’incarico specialedi custodire e difendere con i dromoni pi-sani, ecc., la spiaggia tutta della Toscana dalle scorrerie e rapine de’ Greci pirati .
Giä all’Art. Lucca io dieeva, che se lastoria non fu generosaabbastanza per indi-carciii ternpo preciso della conquista dellaToscana fatta dai Longobardi , nö quantifossero i duchi da essi posti alla difesa diquesta Marca, essa per una parle ci ha inqualche modo ricompensato nel mostrarcifino dai primi anni dei re Carlo Magno unduca di Lucca e di Pisa nella persona me-desima di Allone, a carico dei quäle il pont.Adriano I ebbe piü volte a reclamare ericorrere a Carlo Magno , segnatamenteper obbligare il duca Allone ad armare unnumero sufficiente di galere per lenerein freno e dar la caccia ai pirati Greci,oltre quella dello stesso pontefice conse-gnata per detto monarca all’abate Gun-fredo di Palazzuolo, che raccomandö alMagno conquistatore contro le soperchie-rie dei duca Allone. — (Codice Carolin-(jico, Leu. n.° 55 e 63.)
Trovo il duca Wincheramo (forse ilsuccessore di Allone) in Lucca verso ilprineipio dei secolo IX co! doppio titolodi conle e di duca, cui successe piü tardiil conte Bonifazio I, laiche, il figlio dilui, Bonifazio 11, mantenne entrambi i ti-toli di conte e di duca, linche restö soloquello di conte ai di lui successori. Unacarta deWArch. Arciv. di Pisa , edita dalMuratori, nel T. III delle sue Anticliitältatiane, contiene un placito pronunziutoin Pisa nel 23 marzo dell’anno 838 nellasala dei fu conte Aganone o Agano, deiquäle il Fiorentini aveva citata detta carta,scritta in Lucca nell’ aprile dell' 838, dalconte Agano o Aganone, e pubblicata perintiero nella P. II dei Yol. V delle Me-mor. Lucchesi, insieme ad un giudicatotenuto in quest’ ultima cittä dallo stessoconte Agano nel febbrajo dell’ 840.
Ed era quel conte Aganone che con lostesso titolo fu rammentato da altre duemembrane lucchesi dell’ 842 e 845, mache l’anno dopo non era piü conte ne diLucca ne di Pisa , di che parlano in unacarta lncchese dei 2 nov, 845 e la sopraindicatapisanadell’855, chiamandolo col ti-tolo di olini comes, figlio de! fu Gunterano.
Ma un’altra gloria pote allora vantarela cittä di Pisa , quella di aver dato nella