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4. Pisa burante la sua Repübblica .
Quantunque riesen assai difllcile distiu-guere e contrasseguare l'aneilo di comu-nicazione fra il governo assoluto ed il co-munale, nondimeno considerando bene iltrascorso periodo storico sembra chiarirsiun fatto che il periodo, cioe del governomarchionale di due donne, la contessaBeatrice e la gran contessa Matilde , dal4032 al luglio del 4408, si mostra meno bujoche altrove, mentre se i priini albori del-l’indipendenza delle cittä di Lucca e diPisa si affucciarono forse a Caldaccoli, eche cent’ anni dopo si rinnovarono neicontorni di Ripafrutta, se il fatto del 4026o 4027 di volersi i popoli della Toscana opporre arinata inano alle forze del-l’imp. Corrado il Salico , i suoi albori sirendono sempre piü Inminosi nei princi-pio del secolo XII, sia nella gloriosa con-quista che fecero delle isole Baleari , e siancora nella seconda crociata quando con-corsero alla conquista di Gerusalemme .
Non sturö qiii a ripetere ciö che dissiancora aH’Art, F/renze, cioe, che il par-tito preso dalla contessa Beatrice a favorede’papi contro l’impero e che la grancontessa sua figlia, sosteune con maggiorcalore quel partito, io diceva, apri, percosi dire, ai popoli Italiani , e segnatamenteai Toscani un’ occasione opportuna peremanciparsi dal dominio marchionale edimperiale; talche dopo il governo dellamarchesa Matilde, i di lei successori o nonfurono ubbiditi, o poco si mnntennero aicomando marchionale, ossia di vicarj im-periali. Tale sembra che fosse stato ilsuccessore iminediato della gran contessa,quel vicario imperiale Ramberto 1, uccisodai Fiorenlini nei 4443 sotto il cast. diMonte-Cascioli. — V. Cascioh (Monte );tale quel march. Rabodone, di cui non siconoscono documenti posteriori al 4448;tale quel march. Corrado, che non trovopiü dopo il 4423; ed al quäle qualche tem-po dopo sottentrö per poco il march, Ram-berto II.
Finalmente non parlerö di quel march.Engelberto che i Lucehesi nei 4433 o 34cacciarono dal governo di Toscana , tulchbtre anni dopo l’imp. Lotlario III mandöin Toscana per suo vicario il duca Arrigodi Raviera, ad oggetto di rimettere incarica il cacciato march. Engelberto e chepiü non coinparisce ad onta che i Pisani alle preei di S. Bernardo (epist. 430), loavessero accolto, — { Annali Pisani adann, 4437),
Toscana
PIS DU
A huona ragione pertanto scriveva ilMuratori nei suoi Annali d’Italia, « dopo« che Ic cittä della penisola ebbero preso« forma di Repübblica , non si sentivano« piü voglia di avere un marchese o altro« qualsiasi superiore che a noine dei Ce-« sari loro comandasse ».
Comunque sia, ho giä detto che le cittädi Firenze, di Lucca e di Pisa che diederopresto il loro nome ad altrettante repub-bliche, sino dal declinare del secolo XI,agivano di libero loro arbitrio, senza ri-conoscere piü ne il potere de’ conti, neubbidire gran fatto ai placiti de’marchesiimperiali.
Frattanto i Pisani avendo couipito neigiro di soli 56 anni (dal 4062 al 4446) illoro primo e grandioso tempio della pri-maziale fu con gran gioja di quella popo-lazione, nei 26 settembre del 4148, dalpont. Gelasio II consecrato.
Ma, o che i privilegj da quel pont. aiPisani accordati, o 1’ antico livore fra idue popoli rivali si riaccendesse, fatto eche cotesta operazione ecclesiaslica fu co-me un nuovo guanto di dislida raccoitodai Genovesi , a rappacilicare i quali ap-pena servi 1’ intervento di un altro pont.(lnnocenzo II) e di un S. Bernardo, checapitarono in Pisa nei 4434 ad un con-cilio che ivi si apri contro l’antipapa Ana-cleto, talche non vi volle meno al pont.lnnocenzo II che di nominare la chiesadi Genova in arcivescovile, sottoponendoalla medesima tre vescovati della Corsica,che distaccö dalla primaziale di Pisa peril bene della pace.
Non dirö se questa operazione, o altroche sia portasse ia riconciliazione fra i Ge-novesi ed i Pisani, dirö bensi che nei 4435i Pisani per mare e l’ imp. Lottario IIIcon un’ armata di terra, si recarono adassalire la cittä e porto di Ainalß; maanclie cotesta operazione ai Pisani gloriosa,suscitö la gelosia imperiale, giacche l’imp.Lottario III mentre tornava in Germania ,sdegnato talmente mostrossi contro i Pi-sani , che l’eloquente e franco S. Bernardogli diresse un’ epistola (la 440) piena dirimproveri, sorpreso che quell’imperatoreformato avesse de’popoli di Pisa che priinie soli fin qui (notisi l’espressione di quelSanto) hanno alzato il vessillo contro gliinvasori dell’impero, ecc,
Ma i consigli dell’ abate di Chiaravalle non ottenuero il loro intento , tostochequell’imperatore mori in quel viaggio neiTirolo (3 dicembre 4436).
Frattanto quäle imporianza avessero
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