911 PIS
nllora i marchesi in Toscana. , Io dice quel-1’ Enqelberto di giä rammentato, accoltonel 4134 dai Pisani , dopo essere stato di-sfatto dai Lucchesi presso Fueecchio. Eprobabilmente da una tale parziulitä siriaccese il malumore che scoppiö in onalunga guerra tra i Pisani ed i Lucchesi,il quäl lungo conflitto fra i due popolidurava oncora nel 4443, quando fu elettoin pontefice il monaco Cistercense delleTre Fontane, presso Roma , col nome dipapa Eugenio III .
Pisano di nascita, anziche di famigliamonastica, si pretende da nlcuni che fossePietro de’ Pagnnelli (al secolo) da WollteMagno, il quäle dal claustro de’Cistercensidelle Tre Fontane, cui presiedeva, fu in-nalzalo al soglio pontificio. — V. MosteMagno Lucchese e Pisako.
Una delle prime opcrazioni di quel pont.fu di riconciiiare i due Comuni di Lucca e di Pisa , e vi riesci, sebbene quella pacefu di corta durata.
In mezzo a taute turbolenzc, e duranteil rallentamento progressive del potereimperiale in Italia, si eleggeva in Germa-nia il nuovo imperatore (anno 4453), Fe-derigo I Barbarossa .
Era duca di Svevia , nato da altro Fe-derigo e dalla duchessa Giulitta, figlia diArrigo il Nero, duca di Baviera , questo diorigine estense e di parte guelfa , quellodi razza ghibellina, in guisa che dagli ade-renti delle ilue case sorsero i partiti diguelfo e ghibellino, che apportarono im-mensi guai all’Italia .
Lo storieo Odone di Frisinga ebbe ncredere che l'unione delle due razze prin-cipesche di massime contrarie (la Svevae la Bavara ) doveva far cessare le anticheinimicizie, e di ciö ne aveva dato qualcbesperanza, quando l’imp. Federigo inviö inToscana in qualitä di marchese imperialeil duca Guelfo YJ, zio inaterno, perchenato alpari di Giulitta, sua madre, da Ar-rigo il Nero, e che l’imperatore stesso in-vesti di tutti i beni appartenenti al pa-triinonio della gran contesssa Matilde perdiritto, come nepote del fu Guelfo V , suoinarito. Contuttociö appena il Barbarossa calö in Italia , 4454, accompagnato da nu-ineroso esercito per prendere la doppiacorona regia e imperiale videsi cangiareaflatto la scena a danno de’municipj ita-liani.Non e mio scopo rammentare quantoFederigo I fece di male in Lombardia , necome quell’imperatore assistilo da celebrigiurisperiti, dimostrasse nei campi di Ron-caglia la violazione fatta dalle eittä del-
PIS
l’alta Italia del diritto di regalia dovutoall’ impero j mi limiterö soltanto a dire,che sebbene le eittä e terre della Toscana non avessero preso parte con la Lcga Lom-barda, ciö non ostante i consoli ed altrirappresentanti dei Comuni di Toscana promisero obbedienza a quell’ imperatorecon l’obbligo di pagare nlla corte Cesareale regalie che all’impero vi pervenivano.
Anche nel 4164 Io stesso imperatore, condiploma del 46 marzo di detlo anno, epocadella seconda sua discesa in Italia , con-cedeva all’ opera della primaziale di Pisa il diritto del consolato di mare in Costan-tinopoli, confermato ai suoi arcivescovidai consoli Pisani .
AU’ Art. Lucca fu accennato a qualicondizioni Federigo I, con privilegio del9 luglio 4462, concedesse ai consoli luc-chesi il diritto di governare a nome del-l’imperatore laloro eittä col contado, dettodelle sei miglia, il quäle privilegio erastato preceduto di due anni dal duca Guel-fo VI , che condonato aveva ai Lucchesiogni regalia marchionale con tutti i benialiodiali che costi possedieva la gran con-tessa Matilde. Lo stesso accadde rispettoal Gomune di Pisa , a f.avore della quäleittä alcuni credono ch*e il Barbarossa usasse qualche eccczione. Ciö pote acca-dere due anni dopo (44(01), qtutndo unaambascieria di Pisani aveindo alla loro t&-sta alcuni consoli, si reeö in Germania daCesare, dal quäle ottenneroi, previo lo sborsodi 45,000 fiorini d’oro, Vinwestilura di tuttal’isola di Sardegna (47 aprile 4463).
Infatti l’espediente dell’oro riesci felice-mente ai Pisani , adoperando in ciö learmi stesse dei Genovesi loro rivali.
Ma di altre armi ancora i Pisani fecerouso, quando s’impadronirono di una navegenovese naufragata nel mare di Sarde-gna . Lo cheservi d’impulso a nuova guerrafra i due popoli, nella quäle i Genovesi tornarono a collegarsi ai Lucchesi, la quälguerra non terminö innanzi il 4174, al-lorehe tornato in Italia Federigo I cheaveva bisogno delle forze navali delle dueRepubbliche, impose pace ai popoli belli-geranti marittimi, assegnando in quell’oc-casione la sovranitä dell’isola di Sardegna ,divisa fra Genova e Pisa , e rispetto aiLucchesi costringendo ai Pisani (4475) direstituire alla mensa di Lucca tutte lepievi e beni che questa possedeva nellecolline superiori e inferiori pisane.
Fu pure in quella circostanza quandoil Barbarossa proibi ai Pisani di coniaremonete simili alla zecca di Lucca .