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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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poi dentro la cittä di Pisa. — V. Pisa ,

Comunith.

Che se non prendo abbaglio, a me sem-hra, che invece di restringere la cittäverso settentrioire, coiiie vuole il lVöxcioiXi,dovevo invece largheggiare a proporziotieche !a Conüuenza de’ due fiumi si disco-stava dal punto dove si univano. La quälcosa viene anchc in certo modo confer-mata dal irovare nel principio del sedo-lo XII e perfino al 1-147 alnier.o il pic-colo Serchio , poscia l’Ozeri si vuöiavaneli’Arno allo sbocco di via S. Maria elasciava fuori di cittä !a cliiesa di S. Nic-cola, dove fu aperta la Porta a Mare. —V. Ozeri e PioAtiiirso; mentre diversemeinbrane del secolo stesso, e deli’ante-cedente spetlanti alla Cerlosa di Pisa , par-lando della hiesa di S, Tito, la dice si-tuata nel Borgo di Porta a Mare. Dagliavanzi dei pubblici edilizj di Pisa romana,!o dice il tempio pagano, poi cristiano,di S. Felice, situato presso le niura orien-tali e la Porta Samuele che metteva nelBorgo di S. Michele, ora delle Sette, Iodicono i resti del circo, del palazzo dei,Cesari, del Parlascio o anfiteatro, de! ca-lidario presso la Porta a Lucco, le co-lonne di marmi orientali, i capitelli dirnarmi lunensi, le iscrizioni, i sarcofogislati per lo üddietro dissepolti alla destradeM’Arno in Pisa .

Arroge a ciö la cor.fsrma di un ist™*mento pisano del di 11 marzo 1029, nelquäle si rammenta il mon. di S. Lorenzoalla Rivolta, posto nella cittä Vecchio* Crnpiazza S. Caterina, ed altro del 14 agcs-sto 1030, che chiama cittä vecchia anco iccntorni della Badia di S. Zeno, presso«na delle sue porte orientali.

Dopo tali osservazioni mi asterrö dal -l’indicnre il giro di quel perimetro e deglinltri che furono ainpliati dopo il millecinquanta altneno* e solaniente avvertiröche dopo il mille la cittä in diseorso ri-partivasi per Porte s non giä per Quar-tieri e poscia per Terzieri, uno de’qualisi appellö Tür ziere di Chinsica , che com-prendeva i borghi di oltr’ Arno, innanziche quella parte di Pisa restasse compresadentro le niura, uno che chiamoss! Ter-ziere di Porta del Ponte, di quel ponteche fu sull’Ozeri, o sul piccolo Serchio ;ed il terzo che si disse di Forisportae,dalla soppressa cura di S, Andrea Fori-spürlae, stato poi quel Terziere compreso,come il primo, dentro la cittä.

II cerchio delle mura altuali di Pisa da me percorso col ch. ingegnere Rodolfo

pis

Caslinelli e di figura quasi quadrata, ehögira circa 4 inigl. e mezzo senza valutaröil passo dell’Arno . Ti si entra per cinquepoi'te, cioe alla destra deli’ Arno , a pon.dalla Porta nuova o di S. Maria pressoil ßatristero e il Duomo; 2, a sett. dallaPorta a Lucca, aCcosto alla soppressaPorta al Parlascio; 3. ed a lev, dallaPorta alle Piagcje, Le dtie porte alla si-nietra delF Arno sono nel quartiere diChinsica, la Porta S. Marco a lev., ossiaFiorentina, e la Porta <i Mare a pon.*dov’e pure il sostegno per entrare ne!fosso de’navicelli e dirigesi a Livorno .

Per altro che quest’ullimo cerchio fosseincominciato molto innanzi il 1133 o 34,lo assreuraho varj istruiUenti pisnni, unode’ quali del 3 ottobre 4139, dichiara lavia maggiore di S. Maria sitüata dentrola cittä, siccome a quell’epoea era rin-chiuso in Pisa il mon. di S. Michele inBorgo. — (Mnnali Camald., T. Il e 111.)

Fra le maggiori e piü ampie strade diPisa , oltre i suoi inimitabili Lungharni,una e quella di S. Maria, eomecche altromolte sc ne contano se non tanto ampiee tanto lufighe , quasi tutte lastricate dipietra forte, mentre le Strade urbane piüanticbe seuopronsi molto piü sollo al suoloattuale, tondando nuove case, e quasi tuttelastricate di mattoni per eosta.

Ke qui debbo ominettere una consue-tudir.t! dopo molli secoli di abbandonorimessa in vigore, quella cioe ddH’illunn-nazione nolturna delle strade, ehe in Pisa praticavasi fino dal secolo XIII, siccomelo dichiara la rubrica 1, Libr. IV del brevepisano del 1285 , obbligandosi il Poteslüed il Capitano del Popolo a sorvegliarequeH’illuminazione* non solo nelle stradepiü freqiientate, ma itel Ponte vecchio ddi mezzo, e nelle strade minori coll’asse»gnare a ciascuna via un numero sufficientedi lampioni e di guardic noilurne, e colrepartirns fra gli ebitanti !a spesa.

La cittä di Pisa nel läöl contava iii1636 famiglie con 8571 abit. Nel 1745aveva 2589 famiglie con 12,406; nel 1833,4733 famiglie con 20,298 abit., e nel 4845compresi i luoghi pii, famiglie 5706 conabit. 122,945 dentro la cittä. All’incontrola sua Comunitä nel 1745 aveva 49,228abit. in 4115 famiglie. Nel 1833 contava37,227 abit. con 7604 famiglie e ne! 1845abit. 43,840 con famiglie 8363.

Comusita’ di Pisa .

La superficie territoriale di cotesta Co-munitä misurata nel 1845. ascendeva a