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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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PIS

38,079 93 quadr. pari a migl. toscane 73.46 dei quali quadr. 2143,07 sono presi dacorsi d’acque, fossi e strade, con unn ren*dita imponitdle di lire 4,240,429, 44. 4 ednve in detlo anno esisteva una popola-zione di 43,840 abit., a proporzione dicirca 020 per ogni migl. quadr. di suolojmponibile.

11 territorio di questa Comunitä b quasitutto in pianura ed ha a contine per tinlato la spiaggia del mare, per l'altro latoquattro Comunitä del granducato e duedel ducato di Ijucca, mediante il montePisano. Dal lato di libeccio termina collido del mare dalla foce di Fiume moriofino alla bocca di Calabrone, dove sot-tentra per la parte di terra dirimpettoa ostro e scirocco la Comunitä di ColleSalvetli da prima mediante il corso delfosso di Calambrone, poi per la FossaNuova e Fossa Chiara, dove sottentraa scir.-lev. la Com. di Cascina, con laquäle si dirige sull’ Arno presso il nuovoPonte a Bocca di Znmbra, finche passatosulla ripa destra dello stesso (iume tro-vasi di fronte a lev.-grec. alla Com. diFico-Pisano , che trova presso lo sboccoin Arno della Zatnbra di Calci. Costidopo corto intervallo con la Com, del Ba-gno di S. Giuliano, ritorna a fronteggiarecon la Com. di Yico-Pisano, con la quälerimonta la Zatnbra cli /Uonlematjno e sa-lita sul giogo del Monte Phano, al luogodetto Monte Strra, trova costassii dirim-petto n grec. la Com. lucchese di Capan-11 ori, con la quäle percorre circa mezzomiglio verso settentr. la stessa giognja ,dalla quäle riscende a pon. della Certosadi Calci, avendo al suo fianco dal lato digrec. la Com. di S. G-iuliano de’ Bagni, econ questa ritorna versa Arno , seguitandoil corso di detto flume, lungo la ripa de-stra di conserva con la stessa Gom. peril corso di circa due migl., finche lo ab-bandona fra Cisanella e Ghezzano, per en-trare con la stessa Coro, nella Fossa dißlaltraverso, con questa dirigendosi a pon.presenta la faccia a settentr. e poscia amaestr,, finche i due territorj entrali nellaFossa di Scorno girano la faccia a pon.e finalmente trovano il Fiume ßlorlo colquäle arrivano sul lido del mare,

L’estesa pianura Pisana ha per coofineil mare ed il Monte Pisano.

In conseguenza di ciö deve distribuirsiuna maggior dolcezza di clima che in allrecontrade allo stesso grado di longitudinee latitudine, contultoche l’aria vi sia ngi-tata dai vetui di libeccio, ni quali Pisa

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suol essere bene spesso soggctla; mentrela difende dai venti del nord e dai gre-cali la vicina olta giogaja dell’Alpe Apua-na e dai venti di lev, il Monte Pisano,avendo a riparo doi venti di scir, e diostro i Monti Livornesi.

La posizione accennata de’ monti cheda tre luti circoscrivono la pianura ma-rittima lucchese e pisana, e piü che nitroil piccolissitno e quasi insensibile declivedella sua cam|)agna, la qualitä polve-rosa e mobile dello strato superiore diquella pianura, le arene marine lungo laspiaggia depositate a guisa di ripetutitomboli paralleli o dighe, che s’incontranoa qualche distanza dal lido del mare, tut-tociö fa si che nella campagna pisana comenella parte marittima lucchese i corsi diacqua siano pigrissimi, i fossi frequenti enon rari i ristagni d’neque palustri, percui 1’ atmosfera sebbene aperta, sebbeneventilata sin, etizi che nö, in molte oredella mattina riesce umida.

Tale e la costituzione naturale dellacampagna di Pisa cui si limita il presenteArt, e quella del suo clima, specialmentedopo che la situnzione topica della cittäfu, alquanto dnll’antica vuriata, sia pernon essere piü in mezzo a due corsi d’ae-qua, sin per essersi ullontanato da essaognor piü la sponda del mare, staute üprogressiro deposito de’tomboli, che co-minciano a incontrarsi a tre miglia lungidal lido.

Giä si e detto nelfAi t. precedente, chea partire dall’etä di Straboae, volen dire,da quella di Gesü Cristo , ed anco dall’au-tore dell’opera de Mirabilibus fino a quelladi Rulilio IVumaziano, Pisa si trovava allaconüuenza l’Arno ed il Sercbio, il primode’quali pnssava alla sua sinistra e l’altroalla sua destra, ossia quello a pon. e que-sto a settentr., in guisa che la natura piüche Parte dalla parte opposta difendeva lavecchia cittä.

Sembra perö tuttora indeciso, se fu ilSercbio intero, o piuttosto un suo ramo( l’Ozeri ) quello che si vuotava in Arno sul eonline occidenlale di Pisa . Tali dub-biezze vengono in certo modo accresciutenon tanto dal silenzio di tanti nltri sto-rici e geografi, che non solo tralasciaronod’indicare se fu il Sercbio tutto interoche entrava eoll’Arno in mare^ e ne ancoin qual’epoca l’ultima sezione del Sercbioscostandosi dall’ Arno fu avviato diretta-mente nel mare.

Altronde che il Serchio intero entrassein mare unito all’Arno , lo diede quasi a