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eonoscere in un modo negalivo Tolomeonella sua geografin, nella quäle sono in-dicnti li sbocchi principali dei Guini d’Ita-lia nel mare mediterraneo, senza far men-zione alcuna del Serchio ; e Io darebbeanche a congetturare il goinito ardito chefa il Serchio fra Rigoli e Vecchiano , cioepassato il colle di Avane, dove cambiabruscamente la sua direzione a ostro versoPisa , per avvinrsi a pon, e poseia a lib.in mare.
Comunque sia di ciö, io dubitai che dicostä si avviasse una porzione e non giätutto intero il Serchio nell’Arno in Pisa ,sotto il nonie che fu dato di Auser, Esar,tradotto in Ozeri e in Oznri, mentre ilramo maggiore fu dislinto costantementecol nonie di Serclttm, Auserclum e poidi Serchio . Cosi nella pianura settentrio-nale fra Rigoli e Pisa il nonie di Auser( Ozeri ) diveune comune a piü di un fos-so, a piü di un canale, per cui rieeve eritiene tuttora quella contrada il vocnbolodi Fal-d’Ozeri. Arroge n ciö qualinentenel libro IV de Operibus dello Statute obreve pisano del 4285, si pnrla de! liumeOzeri, che a quell’epoca sembra che avessenn canale proprio sino al mare, forse perl’alveo del Fiume Morlo, ivi non rnin-jnentnto, mentre altri documenti ram-mentano il canale del vecchio Serchio ,dopo che questo fiuine erasi separato dal-1’Arno .
IiO stesso Breve pisano bensi chiara-mente dimostra (ivi) che un ramo del Ser-chio nppellato Ozeri sino d’allora passavadai Bagni n S. Giuliano, e ch’ esso eranarigabile innanzi di urrivare presso laPorta alle Piagge in Arno , dove poi fu-rono erettc le muline, !e prime delle qualiesistevano dal secolo XV, tostochü allaRub. 34 degli statuti dell’uflizio de’fossidi Pisa si legge una provvisione dclla si-gnoria di Firenze , dalla quäle si rileva checm ramo dell’Ozeri fino dal 1470 si diri-geva alla Porta alle Piagge, dove mettevain inoto le macine di un mulino fatto daun mess. Lionello.
Meglio ancora rispetto all’ andamenlode’diversi fossi e eannli esistenti nellacampagna settentrionale di Pisa , gioveräuna provvisione della signoria di Firenze ai Consoli di mare in Pisa , inviata sottodi 31 luglio 4475, rispetto alfinearico at~uibuito poi al provVeditore dell’ ufliziode’fossi, nella quäl provvisione si ram-menta per primo il fosso d’Osoli, il quälerntsee al Bagno a Monte Pisano; 2. il(nsso di Marlraccrso che nascc in Osoli
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alla slrada vecchia, e ritorna in dettoOsoli al ponte della Tavola; 3, il fossodi Scorno che comincia dal ponte dellaTavola e seguita fino al Fiume Morlo;4. i fossi doppj che cominciano al con-dotto del Bagno e che seguitando meltonoin detto Osoli; 5, il fosso Marmigliajoche comincia in detto Osoli al ponte Sco-mato dal canto di S. Zeno e seguitandoritorna in Osoli; 6. il fosso Cavalo, ilquäle & ramo d’Osoli e comincia al ponteScomato dal canto di S. Zeno e ritornain Osoli al canto al Leone (cioe dopoaver percorso tutta la linea settentrionaledelle mura attuali di Pisa ). ( Loc. cit.)
Li stessi fossi ed alvei esistevano (inoalrneno del secolo XIII, tosto che ne!Breve pisano del 4285 al Libro IV (Ru-hr . 225), si rammenta al potestä di teuernetta a pon. la Fossa Cuccia; a seit, lifossi di Marlraverso, di Ficascio o Fi-cinaja e di Scorno, tributarii tulii delFiume Morlo, mentre nel secolo XII laFossa Cuccia entrava in mare per Y Ozeri.
Cotesti frequenti canali e fossi altra-verso la pianura settentrionale eoccidentaledi Pisa , dovevano esser fatti rivuotare daipotestä per giuramento fatto nel prenderepossesso della loro carica lino dal 4162al 4285, perchö al loro trabocco non re-casse danno a quelle Campagne.
Contuttociö, diceva il ch. Cocciu nellasua opera de’Bagni di Pisa, che cotesteed altre simili opere, ltenche fossero statefalte con diligenza grandc ne’ piü lloriditempi della Rep. Pisana, pure tale fu neisecoli XIV e XV la varietä della fortunadi Pisa , ehe i lavori delle acque avendosoffet'ta lunga e grande negligenza, giusta-mente si deye a Cosimo I ed a Ferdi-nando I, la lode del miglioramento ri-spetto alle opere Ordinate per bonificaree rendere la salubritä al suo territorio.
Rispetto poi alli fossi o canali di scoloaperti nella pianura meridionale, li stessiBrevi pisani fecero menzione della Fossavuova e vecchia del Gonfo e della vec-chia di Carisio nella quäle rifluivano nelfosso Rinonico, in quello Zannone , diCrespina e di Fasiano, ecc., al quäle ef-fetto doveva sopravvederci un ingegnereidraulico (arbitro pubblico).
Che poi sino dai secoli intorno al milleesistessero nelle Campagne e nella stessacittä di Pisa de’paduli, Io dichiarano varjdocumenti superstiti, fra i quali mi limi-terö a soli tre dell ’Avch . Arciv. Pis., ilprimo del luglio 730, pubblicato dal Muitt-•ror.t nel Vol. 111 delle Anlichilä Ilalianc,