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Ma niuna memoria coeva dal secolo IVfino all 1 VIII 6 restata, per poterne trarreun qualche giudizio onde concludere alcunI che sopra di ciö, e sopra l’estensione che
I ’ su di essa provincia in epoche posteriori,de’ Goti o de’Longobardi, pote acquistarela Diocesi di Lucca. — V. Lucca , Dio-| cesi,
' Anche il padre Mattei impiegö iin in-j tiero e lungo capitolo (il V, del Vol. I.),j per discorrere dei Confini del ln Diocesipisatta ; ed egli stesso dove confessareche, dato anche il caso che il perimetrodi una cittä vescovile corrispondesse a! quello del suo antico contado, non «b-[ biamo dati per conoscere quali essi fos~sero sotto il romano impero, qnando cioefurono stabilile le maggiori Diocesi, edopo essersi con sana critica opposto al
I parere di alcuni valenti scrittori, concludeche il perimetro delln provincia civile dii Pisa non si conosceva prima del secolo XI,
'i siccome rilevasi da un diploma dell’imp.
Federigo I, dal Tronci e dal Dal Bon-| go ne’ Diplomi pisani riportato, nel quäli diploma moltissimi luoghi erano giä da[ molti secoli compresi nella Diocesi di; Lucca, altri in quella di Volterra ed altrii in quella di Massa Marittima . Quindiriporta e combatte il falso documento,edito la prima volta dall’ Ughelli , rela-tivo alle ciance ivi riportate rispetto allepievi tolte »Ha chiesa Pisana dal 40-15 al4054 dai vescovi di Volterra e di Lucca ,quando giä da molti secoii innanzi essepievi o altre simili, esistevano sottoposten quegli antichi vescovati, mentre poi Iostesso P. Mattei inutilmente cercö nel-l’Arch, Arciv, Pisano , memorie che ram-mentassero nel secolo XI un Uberto ar-i civescovo di Pisa , che anzi il dotto mons.Mansi nel Vol. I. delle Miscellanee Balusiiasseriva che nel 4044, quando V arcive-scovo di Pisa e console Uberto figurö neidetti ricordi, in quell’anno la chiesa pi-sana era vacante, comecche il P. Matteiciti due istrumenti dell’44 ottobre 4044e del 43 novembre del 4047 (stile comitue),i in cui era arcivescovo di Pisa , Azzone I,i nell’anno stesso 4047, che la cronica pi-j sana riportata dal P. Mansi {ivi) citavaun mess, Lamberto, vescovo di Pisa , senza| aggiungere che nell’anno 4044 ne Pisa t era Arcivescovile, nü la cittä aveva an-| cora i Consoli.
i Altronde e noto che 1’antico contado
I Pisano si estendeva dal lato occidentalenella Versilia, dove confinare doveva conla provincia orientale di Luni , quando la!• Toscana
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sua Diocesi uei secoli Longobardiei nonoltrepassava, che si sappia, il piviere diMassaciuccoli , ed allorche la chiesa mag-giore di Pietra Santa e quella di Staz-zerra dipendevano dalla pieve luccliese diS. Felicita in Dal-di-Caslello.
Che perö nei tumulti d’ invasioni stra-niere alle quali fu soggetta piü volle l’Ita-lia, specialmente nei secoli V, VI e Vif,le diocesi ecclesiastiche al pari delle civili,dovettero subire varie mutazioni, di chene ubbiamo una conferma nella lungacontroversia accaduta sino dal 742 fra ivescovi di Arezzo e quelli di Siena , —V. Siena .
Quindi avviene che Porigine ed il peri-metro antico delln Diocesi di Pisa , al paridi tante altre diocesi, trovasi involto inuna impenetrabile oscuritä.
Limiiandomi perciö ad epoche piü nc-cessibili al la storia coi documenti ccevi,coneludo che tutto concorre n far credereche fino dall’ingresso de’Longobardi in To-scana, il circondario della Diocesi di Pisa ,fosse quasi Io stesso di quello che si tro-vava 7 ed 8 secoli dopo, Avvegnache, se leDiocesi di Firenze e di Fiesoie ebbero uncatalogo delle loro pievi scritto nel 4299, sequella di Lucca fu eseguito fino dal 4269,il catalogo piü antico della Diocesi di Pisa risale al 4276 (Stile comune) o piullostonel 4279, Indiz . VII, rifutto piü estesa-mente nel 4372, Indiz . IX (Stile pisano).Entrambi i eataloghi furono publilicatinella sua Storia dal P. Mattei, la di cuicopia originale, fu da me riscontrata nellacuria arcivescovile di Pisa , dove si con-serva in un codice membranaceo, mentre1’originale si conserva nella Vaticana , apie del quäle, furono registrate quattroimposizioni imposte a quel clero ncll’annomedesimo 4374 o 72 (Stile pisano ), la pri-ma, del niese di luglio per fiorini 300d’imprestito, richiestodal Comune di Pisa;la seconda del mese d'agosto per un au-mento di fiorini 60, imposti al clero ditutta la diocesi, da pagarsi al nunzio olegato aposlolico; la terza di fiorini 465da pagarsi al cardinale gerosolimitano ela quarta nel marzo susseguente, 4372 o4373, per la somma di fiorini 356.
II primo catalogo fu fatto dai collettoridelle Decime in sussidio di Terrasanta,sopra i monasteri, chiese ed ecclesiasticiesenti della cittä e diocesi di Pisa , depu-tali dal preposto di Prato Alcampo, a taleuopo nominato nuncio della S. Sede , soprale Decime da raccogliersi per detto sussi-dio in Toscana ed in Maremmn, il quäle
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