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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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anno 1271, o piultosto 1279, era il terzodi detle Decime , qnando era giä arcive-scovo di Pisa il famoso Ruggeri, creatonell’8 agosto del 1278 dal pont. Nicco-lö III, Ind iz. VI. Lo che tornerebbe conquanto scrisse l'Ughelli , e col numerodellTndizione.

L’altro catalogo del 1371 fu compilatodal pre/e Niccolö, priore di S. Luce diPisa , che dichiora incomincinto al tempode’canonici pisani Oddone de Gualandi eUgolino Malpigli d’ Jacopo, priore di SanDonnino e di Fr, Jacopo, rettore dellachiesa di S. Felice, li 13 luglio del 1372,Indiz . IX ( stile pisano).

Agginngesi ivl che prima di tutto fufatta nn’imposizione messa di fiorini 300a ragione di soidi 69 per fiorino e non139 come fn slampalo; V. Comparti-meivto di Pisa , dagti illustri capitani iquali fnrono neli'anno suddeito imprestatial Comune di Pisa, ecc.

Dal registro pertanto’del 1271 appari-sce che esistevano nella Diocesi di Pisa 361 chiese, oltre la primaziale, fra lequali 60 in cittä con la relloria di S. Fe-lice, 26 pievi, 18 spedali, 14 priorati, 12monasteri con 4 eremi.

• Che se l’estimo del 1371 potesse ser-vire di norrna a dare un’idea delle en trätedi ciascuna di quelle chiese, hoi potreinmoda esse dedurre la ricchezza del patri-monio ecclesiaslico pisano in quelln etä.Giovano bensi i documenti di quell ’Jrch.Arciv., inolti de’quali furono pubbiicatidul Müratori nelle sue Antichilä delmedio evo, giovano dissi, a conoscereeziandio in quäl mnniera quasi tutto ilsuolo della spiaggia Pisana . progressiva-mente acquistato, da Vada alla hocca delFiume Morto, fosse dai marchesi di To-scana , dei conti Visconti, ecc,, in variiternpi alla mensa di Pisa , a! suo cleromaggiore o alla sua primaziale pro re-medio animae donato.

Per altro a cotesti piccoli dinasti delclero pisano, il Comune aveva giä scor-ciato il potere, qunnöo nel lo giugno del1286 ( slile comune ), sotto il dominio delconte Ugolino, l’arcivescovo Ruggeri, pre-sentava al pievano di Cascina lettere delpont, Martino IV, scritte da Orvieto nel 7maggio precedente, affinche quel pievanosi adoprasse per ullimare la lite che ver-teva fra gli anziani di Pisa e i'arci.vescovoRuggeri, relativamente alla giurisdizionetemporale che quest’ullimo pretendeva suicastelli e corti di Biparbella, d e’UIeli, diBeliora, di Formoja, di Santa-Luce , di

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Lorenzana, di Colle-Albert i e di Nugo’utnelle Colline Pisane, in qnelli di Filetloiee di Divane sul Serchio , di Bienlina , diUsigliano, di Lori e di Colle-Montanino(ivi presso).

Al ehe aggitingasi altro dono di suolofalto nel 1464 dagli uffiziali del Monte-Comune di Firenze alla mensa arcivesco-vile di Pisa , allorche essi consegnaronoall’arcivescovo Filippo di Vieri de’Medici,3661 stiora quadr. di terreno, posto nelpopoio di Burbaricina (ora RR. Cascine),a Cafagglo-Reggio sul Serchio , a Cisanellonel Vai-d’Arno pisano ed al Marmigliajoin Val-di-Fine.

IS’on rammenterö il diritto di pedaggioa Castel de! Bosco, che il governo di Pisa aveva ceduto in parte ai suoi arcivescovirispetto alla dogana del sale e rispetto alferro dell’Isola dell’Elba ; ne come gli an-ziani di Pisa per aderireal suo vescovo Rug-geri, ne! 4280, ordinassero di trasportarequei pedaggio doganale a Calcinnja. Diröpiuttosto clie eotesto arcivescovo Ruggieri,fatto da molti della famiglia Vbaldini delMugello, era invece de’conti di Paniconel Bolognese. I! Volterrano, lo stimö ilprimo degli Ubaldini al eui sentimento siuniformö il T Rosci ne’suoi AnnaM pisanie piü tardi il padre Mattei, I’ Ughelli locrede della famiglia Durahla, ed a lui siuni il parcre del Martixi nel suo Teatrodella Basilica pisana, ed altri lo credetterode’Lanfranchi. IN’iuno per altro ch’io sap-pia lo sospettö della illustre prosapia bo-iognese de’conii di Panico,

Io non dirö ehe Ruggiero era areidia-eono di Bologna innanzi di essere elettoarcivescovo di Pisa , citerö bensi in provadel mio asserto una membrana del 6 aprile4223, scritta nel castel di Panico nel Bo-lognese, da'ila quäle si viene a seuoprireche un Banieri o Ruggeri, conte di Pa-nico, era fratello del conte Ugolino diPanico, stato potestä di Modena , ( Arcli,del Capit. del duomo di Pisa ).

Aggiungasi a queila altra pergamena delvescovato di Pistoja pervenute nell’^rc/r.Dipl. Fior. dell’anno 4223 in eui trovasiil giuramento di fedeltä e vasallaggio pre-sentato a Graziadio vescovo di Pistoja daRanieri o Ruggieri, conte di Panico, perse e per Ugolino, suo fratello, a motivodel feudo che quei conti tenevano dal ve-seovo di Pistoja,

Giä dissi in che anno cadde l'erezionedella chiesa maggiore di Pisa in prima-ziale ed in Jrcivescovile, e solamente quiaggiungerö che fu il pont, Innocenzo II ,