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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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dicembre 4488 e 5 settembre 4490, lcquali riferiscono alle forlificazioni che al-lora continuamente innalzavansi sul Pog-gio Imperiale (Arch. delle Itifor. di Fir.),ma ancora da una lettera dei Dieci diBalia , scritta li 43 giugno 4SJ4 ad AndreaNiccolini, capitano di Arezzo , perche quelleforlificazioni facesse restaurare dal fralellodi Giuliano. Essa diceva: « La presente« e per significarli, come noi vogliamo« fare inlendere ad Antonio da San Gallo« che si trasferisca subito al Poggio Im-« periale, perche avendo ordinato vi si« rassettono alcune cose, non vorremmo vi« si facesse niente contro a quello che e’di-« segnato (da Giuliano?) per non lo avere« arifardue volte con maggior spese, ecc. »

_ (Gate, Carleggio inedito di Jrliüi,

Fol 11).

Dalla quäl lettera vi ha ragion di cre-dere che quelle fortificazioni nel 4314 nonerano ancora compite, mentre troppo pre-sto avrebbero avuto bisogno in caso diversodi esserc risarcite. Avvegnache il giro dellefortificazioni del Poggio Imperiale si av-vicina a un miglio, formte intorno di ba-stioni, rivellini, cammini coperti, e portedoppie d’ingresso, sull’arco delle quali siveggono tuttora scolpiti nella pietra se-rena gli emblemi del popolo e della cittädi Firenze (la Croce ed il Giglio). Le muracastellane di questo poggio, sono solida-mente fnbbricate a barbacane, e incrostatedi mattoni per piano.

E fama bensi che vi si facesse un nuovorestauro in tempo della guerra di Siena ,sotto il duca Cosimo I , cui da alcuni sinttribuiscono Ie fortificazioni del PoggioImperiale che guardano verso lev.-scir,, aCavaliere della strada postale di Siena ,quasi dirimpetto al luogo del Romituzzo,dove fu un antico spedaletto, benche glistorici di ciö non facciano parola.

Attualmente Ie belle fortificazioni delPoggio Imperiale sono rese inutili allaguerra, e solamente utili allo Studio dellemilitari fortificazioni ed all’agraria, men-tre nella corona pianeggiante di quel Pog-gio circondato di mura, fu ridotta a col-tura di un gran podere spettante allafattoria Lecchi, della marchesa Yenturine’Ginori.

POGGIO IMPERIALE (VILLA REGIADel) nel Yal-d’Arno fiorentino . — Questovago e grandioso resedio situato nel su-burbio meridionale della capitale, nel po-polo suburbano di S. Felice a Erna, Com.,Giur. civile e circa migl. 4 4/2 a sett, delGalluzzo, Dioc. e Comp, di Firenze .

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Questo Poggio, giü detto de’Baroncelli,dalla villa signorile che costä davanti adun vasto piazzale, quella famiglia fioren-tina un di possedeva, e quello stesso Pog-gio Baroncelli dove nel 4329, 42 marzoStile fiorentino , si ripetö davanti a duecorpi di eserciti nemici il falto rornanodegli Orazj e Curiazj, fatto accaduto suquel gran prato davanti alla villa de’Baron-celli, fra quattro personaggi due per parte,cosi si trovö fra questi Lodovico Martelli ,cittadino di Firenze , il quäle sentendo es-ser con i nemici di fuori altro fiorentino ,Giovanni Bandini , gli fece intendere chegitidieandolo nemico della patria, losfidavaa singolar baltaglia. Kon ricusö l’invito ilBandini, anzi gli mandö a dire, che quandoil Martelli avesse un compogno seco, egline menerebbe un altro. Fu aceettato ilpartito, ed il Martelli scelse a suo compa-gno Dante da Casliglione, uomo ardito eferoce, cosi il Bandini trovö Albertino Al-dobrandi, giovane di prima barba, muanimoso a dismisura,

Orange, generale degli assedianli, sta-tuito il giorno del duello, e fatto sotto lapubblica fede serrare lo steccato con fune,e quello commesso ai soldati di tre na-zioni, Italiani, Spagnuoli e Tedeschi , ri-cevette in esso steccato i quattro combat-titori non d’altro armati che della spadae di una manopola di maglia nella mandestra per cadauno, quindi tirato a sorteII Castiglione con l’Aldobrandi ed il Ban-dini col Martelli aveano a menar le mani.Kon tardö a dar segni del suo vigorel’Aldobrandi, che malamente feri nel brac-cio destro il suo rivale Dante da Casti-glione, il quäle preso con ambedue le manila spada, all’Aldobrandi che troppo impe-rioso gli veniva addosso, gliela ficcö nellabocca, e tosto il fece cader rnorto.

Non si scorgeva minor bravura nel Mar-telli, ma avendo dal Bandini ricevuto unaferita sopra un occhio, che gli toglieva lavista, dopo essere da Iui maestrevolmentetenuto alquanto a bada, non andö moltoche fu costretto a rendersi e chinmarsivinto; talche portato in tal guisa in cittäsi mori piü di dolor d’animo che per queldella piaga; facendo ciascuno giudicio, checome dei combattenti era stato morto unoper parte, cosi con scambievoli danni que»sta guerra dell’assedio sarebbe stata dolo-rosa non meno agli assediati che agli as-sedianti.

Il fu prof. Anguillesi nelle sue noti-zie storiche de’palazzi e ville della re-gia corona di Toscana , disse questa del