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una ch. plebana (S. Marco), nella Com.,Giur., Dioc, e circa migl. 8 a sett.-grec,di Cortona, Comp, di Arezzo ,
Risiede sopra uno sprone che scende arovescio della montagna di Cortona , frala fiumana del Nestore ed il torr. Mini-melia, tributarj entrambi del fiume Tevere .
II Cast, de’Poggioni fu posseduto dallafamiglia Alfieri di Cortona , a un di cuiindividuo spettava un sigillo iliustrato daiManni, nel Vol. XVI de’suoi Sigilli anti*chi. Attualmente la prosapia Alfieri eestinta.
IVel secolo XVI erano conti di Poggionie Farneta i Zafferini di Cortona , unode’quali, nel 4708, fu eletto canonico dellametropolitana fiorentina; Salyini, de’Ca-nonici di detta Metropolitana. Dico finodal secolo XVI, poichü nel 45C9 ne erapievano un mess. Francesco Zafferini, ilquäle ricostrui quella chiesa plebana ro-vinata con moite cose intorno: per cuifu inurata nell’interno di detta chiesa laseguente iscrizione: A di 7 marzo 4569trascorse e ruinö questa chiesa con tuttele sue abilazioni, essendotie pievano mess.Francesco Zafferini.
La pieve di S. Marco ai Poggioni, nel4845 aveva 441 abit.
POGG1TAZZI nel Val-d’Arno superio-re. — Cas. dove fu un fortilizio, nel po-polo di S. Margherita a Montalto, Com.,Giur. civile e circa tre migl. a grec. diTerranuova, Dioc. e Comp, di Arezzo .
£ situato in poggio fra due rami deltorr. Riofi ed a Cavaliere della strada rota>bile Valdarnese ehe guida a Loro. — V.Montalto nel Val-d’Arno superiore.
^ POGNA o POGINI nella Val-d’Elsa. —Castelletto famoso che eccitü le prirneimprese militari de’Fiorentini , ed i cuiruderi attualmente portano il nome diMasse del Poggio di Marsalla, che ha datoil titolo alla ch. parr. di S. Maria a Po-gni, ora detta S, Maria a Marcialla, nelpiviere di S. Pietro in Bossolo, Com. equasi migl. tre a maestro di Barberinodi Val-d’Elsa, Giur. civile di Poggibonsi ,Dioc. e Comp, di Firenze .
Il Cast, di Pogni, era posto sulla som-mita piü elevata di quei poggi cretosi, acirca piedi 4208 sopra il livello del mare.— V. Marcialla.
La menzione piü antica del Castel diPogni o Pogna, incontrasi fra le cartedella Badia di Passignano, una delle qualidel 42 agosto 4059, scritta nel castel diPogna, dove nel 4402 i Consoli di Firenze si fecero prorncttcrc dagli abilauli del
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castel di Pogna in Val-d’Elsa di far guerrae pace a volontä loro, ed i Consoli diFii •enze promisero di ajutare e difenderei Pognesi, e di fare amministrare lorola giustizia dal Console come ai Fioren-tini medesimi. (Ammir .Stör. Fior. Lib. 1e Arch. delle Riformag. di Firenze ).
Tre notizie importanti per la storiapolitica ne emergono da queste espres-sioni, la prima che Firenze fino dal 4402almeno aveva i suoi Consoli, la 2. cheuno di questi faceva da giudice in luogodel potestä o de’ suoi assessori e la 3. cheil castel di Pogna in quell’ elä reggevasidi giä a Comune, siccome Io da a cono-scere il trattato del 4402, di sopra in-dicato.
In seguito in Pogna acquistarono di*ritti baronali i conti Alberti di Vernio ,forse fino da quando nel 4426, donna Za-balina, vedova di Itodolfino da Catignano ,aveva donato i suoi beni e diritti di Po-gna al vescovo fiorentino Gottifredo, figliodel conte Alberto di Vernio, al di cuifiglio e nipote erede. In seguito l’imp. Fe-derigo I, con diploma del 10 agosto 4464,conferraö il castello e distretto di Pogna,quei castello che 20 anni dopo fu asse-diato , preso e distrutto dai Fiorentini,con obbligo al conte Alberto di Vernioed alla contessa Tabernaria, sua moglie, didovere disfare il suo palazzo torrito ocastel di Pogna, senza piü l'ifabbricarlo.
Che perö il conte Alberto anche dopoatterrato il loro castel di Pogna conti-nuassero ad avere qualche giurisdizionepatronale, se non assoluta sopra il distrettodi Pogna, lo decide l’atto delle divise fattenel febbrajo del 4209 da due fratelli, ilconte Maghinardo e conte Rainaldo, dopola morte del conte Alberto loro padre,nati dalla prima moglie, contessa Taber-naria di Colle, nel quäle, sebbene non siparli piü del Cast, di Pogna, questo oalmeno il suo territorio, fu confermatoad uno di quei figli, il conte MaghinardodaU’imp. Ottone IV alcuni mesi dopo.
Infine aggiungerö che le fortificazionisul poggio di Pogni, oggi detto le Massedi Marcialla^ furono Ordinate in tempodel governo de’ Ciompi, siccome rilevasida una riformagione della signoria diFirenze del 24 aprile 4382.
Citerö inline un testamento del 45 lu-glio 4390, rogato in S. Martino a Majanoin Val-d’Elsa, col quäle la testatrice, ve-dova di uno del popolo di S. Maria aPogna, lasciö fra gli altri un legato ai fratiAgostiniani di Marcialla ed alla loro chiesa