Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
1018
JPEG-Download
 

4048 POM

del Carmine ai Fossi e 1’altra di S, Mar-

giierita a Tosina.

La parr. plebana di S. Bartolommeo aPomino nel 4843 contava 430 abit.

POMONTE di Maremma nella Valledell’Albegna, — V. Sgansano.

POMPIANO nel Val-d’Arno inferiore,— V. Arno (SS. Anna e Giuseppe ad).

POMPOIS'I della Consuma nel Yal-d’ArnoCasentinese, — Y. Pratiglione e Pie-TRAF1TTA DI StIA.

PONDO (CASTEL di) nella Valle delBidente in Romagna . — Y. Santa-Sofiadi Romagna.

PONETA in Val-di-Greve . — A varjCasali in Toscana ö restato questo noraedi Poneta, forse derivato da Pineta. In-fatli la contrada con la ch. di S. Giorgiodi Poneta di Greve, era una delle filialidi S. Maria dell’Impruneta, giä di Pineta,nella Com., Giur, civile e circa 4 migl.a maestr. di Greve , Dioc. e Comp, diFirenze .

La parr. di S. Giorgio a Poneta nel4843, aveva 436 abit.

PONETA in Val-d’Elsa. — Contradache ha dato nomignolo ad altra chiesaparr. (S. Maria in Poneta), nel piviere diS. Appiano, Com. e circa tre migl. a lib.di Barberino di Val-d’Elsn, Giur, di Pog-gibonsi, Dioc. e Comp, di Firenze .

Risiede sulla cresta di un colle cretosofra quelli di S. Appiano e di Vico.

La parr. di S. Maria a Poneta nel 4845^noverava 409 abit.

PONSACCO, giä Ponte di Sacco inVal-d’Era. —« Grossa terra . giä piccolaviila, regolarmente edificata con chiesa ple-bana (S, Giovanni Evangelista), capolnogodi Com., nella Giur. di Pontedera, Dioc.di Sanminiatö, Comp, di Pisa .

Trovasi in pianura a pon. della stradarotabile, tracciata lungo la ripa sinistradella Humana di Cascina, dirimpetto alponte antico che gii diede il nome, fra ilgr. 28° 47' 2” longit. ed il grad, 43° 37'3" latit., 44 migl, a scir. di Pisa , 48 alev.-gree. di Livorno , 46 a pon.-lib, diSanminiatö, 4 migl, a sett. di Lari e quasi3 a ostro di Pontedera.

La terra di Ponsacco e regolare di ßgtira,quadriiunga, con strade spaziose, ed unacentrale in linea retta e piü spaziosa.Questa terra quando era piü angusta, eracireondata di mura castellane con settetorri, quattro delle quaii restano tuttorain piedi, contornate da fossi a guisa dicnslello e di un pomerio o carbonaja.

All’ Art, Appiano o Piano in Val-d’Era,

PON

fu detto che dalla distruzione del Castdd’Appiano, arso nel 4344, si acerebbe dipopolo il castel di Ponsacco, e che i suoiabitanti nel 4374 ottennero facoltä dalvescovo di Lucca , di erigere nel propriopaese una nuova chiesa parrocchiale, nellaquäle poi, nel 4444, fu traslatato con g!ionori, il battistero della chiesa plebana diAppiano o Piano,

Fu, come ho detto nel 4374, allorchäil vescovo di Lucca , con deereto del 2aprile, concede facoltä agli uomini di Pon-sacco di potere trasferire nella cura loroil battistero con le magniücenze dellapieve di Appiano, a condizione di recareogni anno alla curia vescovile di Lucca mezza libbra di zalflerano. Il quäle tri—buto, abbandonata «ehe fu la coltura delCroco orientale anclhe nelle coliine tufa-cee marine di cotesta contrada, dopo moltionni cessö e fu convertito in lire otto dimoneta Iucchese,

Molto tnrdi peralt ro i Ponsacchesi ri-fecero la nuova loro pieve , dopo che isindaci di Ponsacco nel 4444, domanda-rono al vescovo Iialdassare Manni diLucca , la conferma di quanto avevano ot-tenuto nel 4374, dal suo antecessore PaoloGabbrielli di Gubbio .

Innanzi perö assai di quel tempo i Pon-sacchesi per il politico dipendevano dalgoverno di Pisa , siccome fra gli altri ap-parisce dalla rubrica 53 del libro IV delBreve pisano, scritto nel 4285, dove silegge che il potestä ed il cnpitano delpopolo di Pisa si obbligavano di fareaprire, inghiarare e mantenere una viache incominciasse dalla strada che va aPonsacco (a Gello di Lavnjano ) e di läcontinuasse sino alla pieve n Triana, pas-sando da Perignano. I Ponsacchesi stet-lero fedeli ai Pisani fino a che nel 25ottobre del 4406, merce di onorevole ca-pitolazione, passarono sotto il dominiodella signoria di Firenze .

A quel tempo il paese era giä circon-dato di mare e fortiiieato di torri, men-tre nel 4434, ribellandosi ai Fiorentini,accolsero per breve tempo Niccolö Picci-nino con le sue truppe del Visconti ap-pena entrato in Val-d’Era.

Ricaduto poco dopo in potere de’ Fio-rentini, i Ponsacchesi si mantennero ligjai medesimi, fino al passaggiodi Carlo VIII (4494), dove entrarono i Guasconi dell’e-sercito francese, ceduto per forza ai Fio-rentini, nell’anno appresso, dopo un fieroassalto, e quindi nuovamente nel 4496cacciati dalle truppe veneziane, dalle quals