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furono smantellate le torri e le mura ca-stellane,
Allora Ponsacco era compreso nel vi-cariato regio di Lari , avendo il suo po-testä, ossia giudice civile in Palaja, il dicni regime si mantenne fino a che Pon-sacco insieme con Camugliano non faeretto in marchesato, — V, Camugliano.
A quell’ epoca (4637), il distretto par-rocchiale di Ponsacco contava 489 fami-glie, nel 4745 ne noverava 305 con 4257abit., nel 4840 fino a 432 famiglie con 2558abit. e nel 4845 famiglie 490 con 2814individui.
AU’arrivo perö in Toscana del gran-duca Leopoldo I , tutti i feudi granducalicaddero con questo, ehe di marchesato nel4790, divenne Comuuitä con lo stesso ter-ritorio, aggregando le sue attribuzionicivili e criniinali al vicario regio di Pon-tedera.
E non solamente le onorificenze dichiesa plebana nia, la nuova pieve di Pon-sacco, adottö anclieil titolare, cioe S. Ma-ria e S. Giovanni Battista , cambiato poiin S, Giovanni Evangelista, a quell’epocaed anche nel secolo precedente, la pievedi Appiano contava nel suo piviere le se-guenti 5 chiese; 4. di S. Lucia a Possa -iio, che abbracciava anche la popolazionedi Ponsacco; 2. di S. Andrea a Petriolo-,3. de’ SS. Michele e Lorenzo a Gello (diLavajano); 4. di S. Pietro al Piano od 'Appiano (di Lavajano); 5. delia ch. diS. Croce cl’ Oltremare, ora detta la Ma-rione.
Giova per altro avvertire che la pievedi Appiano, nei secoli piü vicini al inille,denoininavasi talvolta la pieve di Ducenla,ma piü spesso di Terra FFalda, sottol’invocazione di S. Maria e S. Gio. Batti-sta, sul confine delia diocesi di Pisa conquella di Lucea.
Fra i documenti atti a confermare questaveritä, citata al Vol, V delle Memor, Lucch.di corto pubblicato, riporta varj documentidel 44 aprile 807, del 42 novembre 944e 44 agosto 993, nel primo de’quali si famenzione delia chiesa di S. Pietro d’Ap-piano, posta in loco Terra FFalda, ubi di •citur Laveriano; mentre negli altri duesi fa menzione delia pieve di S. Maria eS. Gio. Battista di Terra FFalda, talchenon fu che nel secolo XII e con i dueposteriori che la pieve di Terra FFaldaappellossi di Piano o appiano, iocalita cheha dato il nome ad un podere che e circamezzo niigl. a seit, di Ponsacco, e cheappellasi il podere delia Pieve di Appiano.
PON 40-19
La prima volta ehe sento nominata laPieve di Terra FFalda, col nomignolo diPiano, e in un lodo pronunziato li 43giugno 4497 nella pieve di Compito, chetratta delia decisione di una vertenza digiuspadronato speltante alia pieve di Santafllaria e S, Giovan Battista di Piano. —(Memor. Lucch., Fol, IF, P. II).
In quello stesso secolo XII esisteva ilcastel di Ponsacco, rammentato in un istru*mento del 47 febbrajo 4491 (ivi) ed inaltro atto del 27 febbrajo 4206, rogato inPonsacco, cioe: Actum apud Pontem Sacci
in capite Ponlis ex parte occidentis, _:
(Mariti, Odeporico delle Colline pisane,MS, nella Biblioteca Riccardiana).
Il capitano Mariti nel suo Odeporicoinedito, di sopra citato, prese ad esaminarei detti dell’ Ammirato, imitato da moltialtri storici, relativamente al casato de'si-gnori d’ Appiano di Piombino , quandoopino che Jncopo di Appiano, autore diquei principi fosse nato da meschini ge-nitori nella pieve di S. Appiano in Vald’Elsa, anziche in quella di Appiano o diTerra-Walda in Vai d’Era, e che Jacopocostretto ad abbandonare il suo paese, sirecasse a Pisa , dove prese servizio pressoil Gambacorti, che poi tradi. Ma il pre-lodato Mariti, ricco di documenti au-tentiei, osservavn che un Cecco di Paolod’ Appiano era notaro degli anziani diPisa fino dal 4328, e che allo stesso uf-fizio, presso gli anziani successero nel 4345Nuccio e Lando d’Appiano, dottori in leg-ge. Inoltre nel 4354 si trovavn in PisaVanni di Appiano, il padre di Jacopo, tra-ditore del Gambacorti e autore de’ prin-cipi di Piombino ,
Che poi questo Appiano di Val d’ Erafosse diverso dall’Appiano di Val d’ Elsa,e che il primo spettasse per il temporalea Pisa fino del secolo XII, almeno lo di-chiarano due cittadini pisoni d’Appiano,Nocco e Barone, segnati fra i milie, chenel 3 marzo del 4488 ad un trattato dipace stabilito con la mediazione del pon-tefice Gemente III fra i Pisani ed i Ge-novesi.
E altresi vero che in quei secoli piüvicini al milie, molte famiglie cainbiandodomicilio, conservarono a guisa di casatoquello del villaggio o castello donde eranousciti, cosi puö dirsi dei signori di Faul-la, di Appiano, ecc,, siccome lo dimostrala campana maggiore dell’antica pieve diAppiano, trasportata in Ponsacco , ch&dice, Anno Domini 4370 dp-Meutern San-ctam, etc, +|+ Tempore Uni liartolomei