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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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sotto il litolo della sua chiesa parr. diS. Angelo al Pontassievo, fu fortificato ecircondato di inura castellane nel 1303,nella quäle impresa si lavorava aneora 42anni dopo, siccome Io dichiara uaa prov-visione del di -il dicembre 4375, con laquäle la signoria di Firenze oomandö chesi finisse la fabbrica del Castel S. dngelo

al Pontassieve. _ (Gaye, Carteggio d’Ar-

tisti, Pol. 1, Append. 2),

Quindi nel penultimo anno di quellostesso secolo XIV, con riformagione del26 marzo 1399, fu eoncesso a questo borgoil mercato settimanale, considerata la fa-vorevole situazione del paese, e la llepub-blica desiderando di vederla piü forte,credeva di poter giungere piü presto atnle, coH’adunarvi piü gente, sieche diedeiicenza ut fiat forum in Castro S. Angelide Ponte Sevis (ivi).

Rispetto alla chiesa prepositura di San-t’ Angelo al Pontassieve, eretta teste inpieve, essa dipendeva dal piviere di Re-mole, quando era di giuspadronato dei si-gnori da Filicaja, i quali venderono parledi quel suolo alla mensa vescovile di Fi-renze , finche 1’ inveslitura della chiesaparrocchiale, nel di dl novembre del 4314,fu conferita dal vescovo fiorentino , An-tonio Orsi, ad un individuo da Filicaja,nella cui prosapia lo stesso giuspadronatosi mantenne lino all’ anno 4787, quandovenne rinunziato alla tnensa fiorentina.

Risiede in Pontassieve un vicario regio,il quäle estende la sua giurisdizione dop-pia sopra le Com. di Pelago e di Rignano,e la semplice criminale sopra le Com. diDicomano, di Londa e di San-Godenzo.Vi ü pure una roansione postale e unacancelleria comunitativa che abbraccia, ol-tre questa, la Comunitä di Londa, di Pe-lago e di Rignano, un ingegnere di cir-coudario. La conservazione delle ipotecheed i tribunali di prima istanza sono inFirenze.

Comunitä’ del Pontassieve. — Il ter-ritorio di questa Comunitä occupa unasuperficie di 33,562. 76 quadr,, pari a mi-glia 44, 80 toscane, con una rendita im-ponibile di lire 339,652. 05 daila quäl su-perficie sono da detrarre quadr. 4456, 82,dove nel 4845 vivevano 9489 abit. a pro-porzione di circa 237 abit. per ogni migl.quadr. di suolo imronibile.

Confina con il territorio di sette Co-munitä, contando anche quella di Dico-mano, con ia quäle per corto spazio di-rimpetto a grec,, fronteggia alla confluenzadella Moscia in Sieve, sotto alla quäle

PON

scende di fronte alla Sieve, con il terri-torio comunitativo di Pelago, dirimpettoa lev. e scir. col quäle si accompagua sinoalla confluenza della Sieve in Arno .

Quindi succede il territorio di Rignano,in cui scende I’ Arno dirimpetto a ostro,fino passato il monastero di Rosano, dovesottentra nella ripa sinistra dello stessofiume dal lato di lib. il territorio comu-nitativo del Ragno a Ripoli, col quäleseguita a fronteggiare Cno alla confluenzadel torr, Falle. Costi il territorio comu-nitativo del Pontassieve abbandona laripa destra dell’ Arno e voltando facciaa pon. trova il territorio comunitativo diFiesoie, e con esso risale il torr. predetto,fino sopra alle sue sorgenti che trova so-pra Opaco. La comunitä del Pontassievetrova sulla criniera del monte di Opaco,a maestro del capoluogo il territorio delBorgo S. Lorenzo in Val-di-Sieve, colquäle il nostro percorre nella direzionedi lev. per le montuositä della Madonnadel Sasso, di Monte-Rotondo e di Monte-Giovi ; sulla sommütä di qnest’ ultimomonte posto a setteintr. del Pontassieveviene a confine il ter'ritorio della Com. diVicchio in Mugello, cion cui l’altro di con-serva discende in Val|le> nella direzione dilev,, finche arriva siällu ripa destra dellaSieve, dirimpetto allen confluenza del tor-rente Moscia , dove arriva la Com. diDicomano.

Fra i maggiori corsi d’aequa che ba-gnano il territorio coununitatpo del Pon-tassieve, possono contarsi a ostro l'Arno ,a lev. e seit, la Sieve sua tributaria, aponente il torr. Falle , mentre fra corsid’aequa maggiori che attraversano il suoterritorio contar si possono i torr. Zam-bra di Opaco e Argomenna di Galiga, ilprimo de’quali scende in Arno dal pog-gio di S. Brigida ed il secondo si vuotain Sieve dove fluisce dal Monte-Giovi.

Quest’ultimo monte e rammentato daun diploma dei re Berengario ed Adal-berto dato in Ravenna li 24 aprile 960 afavore di un loro fedele Guido (forse ilprimo conte Guido conosciuto, i cui discen-denti furono signori di questa contrada.— Y. Monte di Croce).

Le montuositä piü elevate di questoterritorio sono la sommitä di Monte Gioviche si alza piedl 3042 sopra il livello delmare, ed il Monte Rotondo misurati en-trambi dal prof, padr, Inghirami a 2400piedi superiori allo stesso mare Mediter-raneo.

La qualitä del suolo che cuopre l’estesa