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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Bella rfnghiera di ferro fuso a Follonlco,cui solo 6 da desiderare una maggiorealtezza.

Cotesto bei ponte della larghezza dibraccia 40 4/2 circa, piedi 49 francesi,senza le spallette ed il doppio nella suaaltezza sino al pelo basso delle aeque,mentre la lunghezza del ponte, compresii piazzali alle dne fiancate e di bracciatoscane 224, pari a piedi francesi 400circa, con br. 42 di corda, come dissi.

II Ponte a Bocca d’ Usciana sebbenetcrminato nel 4839 non fn aperto che alprincipio dell’anno successivo.

La parrocchia di Pontedera arriva sino«11a metä del Ponte dal lato sinistro, men-tre dal lato destro arriva la Com. di Cal-cinaja, giä di filontecchio,, Dioc. e Comp,di Pisa .

PONTE NUOVO a BOCCA di ZAMBRAnel Val-d'Arno pisano. — E il terzo ponteche lo stesso abile artista ha di cortoeseguito (4844), per conto di una zelantesocielä anonima pisana, a traverso del-l’Arno , allo sbocco del torr, Zambra diCalci, nel popolo di Caprona, Com. diVico-Pisano alla destra, e popolo di Zam-bra, Com. di Cascina, alla sinistro nellaDioe. e Comp, di Pisa .

Comecche ninn’altro punto piü favore-vole ai passeggeri ed alle derrate sin quellodel Ponte nuovo a Bocca di Usciana,puie anche questo a Bocca di Zambra,posto a mezza via fra Pontedera e Pisa ,e di qnalche importanza per le molte fa-rine che dai muiini di Calci si traspor-tano a Livorno , oltre i mattoni che sifabbricano lungo Monte, nelle molte for-naci esistenti lungo la ripa destra del-l’Arno , e soprattutto oltre le pietre cal-caree che si cavano a Caprona e a Oliveto.

Cotesto ponte situato quasi dirimpettoal monte pittoresco della Verruca , ha da-vanti a se la graziosa valle di Calci, dallaquäle prese il titolo la grundiosu Certosa

PON

di Calci in falle grasiosa , cotesto pontepianeggiante, al pari de’ due precedenti,sorge sopra tre grandi archi di una cordadi circa braccia 47 l’uno, pari a 48 piediparigini, sostenuti da quattro forti pilonidi pietra lavorata delle vicine cave diOliveto, cui gira intorno un cornicionedi travertino di Monsummano.

Ma il genio dell’architetto si manifestanelle tre grandi arcate formate da curvesemillittiche non mai state adoperate dal-1’ Ammanato in poi nel bellissimo pontedi S. Trinitä in Firenze , ed il di cui se-midiametro minore, o saelta, giunge abraccia otto (piedi 44 circa).

A rendere poi sempre piü svelta la loroforma, concorre eziandio una grandiosaghiera di travertino.

Sopra gli squarciacqua di figura trian-golare, sorgono delle sopra \>\\ecilindriche,coperte da una cuspide sferica a grandiscannellature che vanno quasi a combac-ciarsi sulla cima.

A rendere poi piü completo cotestoediflzio idraulico, sorgono alle due testatedel ponte quattro torri di pietra davantiai due piazzali corredati alle spallette dipanche di pietra, le quali torri servonoanche di abitazione agli esattori del pe-daggio.

La lunghezza del ponte comprese le 4torri alle due testate ü di br. 232, pari apiedi parigini 415 circa, mentre la car-reggiata ö larga al pari di quelle di Boccad’ Usciana , senza contare le spallette ri-vestite di marmo bianco pisano, mentredalle impostature degli archi al pelo del-1’ acqua corre tanta altezza da potervipassare le barche a vele spiegate in tempodi acque basse.

Tali sono le parti prin cipali, delle qualie costruito cotesto granclioso ponte solido,e svelto a segno, che poco dopo aperto,resistfe intatlo alla terribile piena del 3novembre 4844.