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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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POiV

Fiesclii di Genova , con la speranza di en-trare al possesso di Massa e Carrara , comefigiio primogenilo del marchese LorenzoCybo e di Ricciarda Malaspina , il quälmarchese Gitilio fu preso in Pontremoli,eondotto in Milano , e dopo pochi giorni(48 maggio 4548) decapitato,

Nel 4549 il C'omune di Pontremoli eiessedue giureconsulti destinati a rivedere eriformare li statuti del paese. FinalinentenelPanno 4535 il ducato di Milano passöinsieme con Pontremoli da Carlo V , nlsuo (iglio Filippo 11, re di Spagna .

Dominava in Pontremoli ol governo diMilano in norae di questo re, sin quandonel 4574 furono dali alla luce gli statutie decreti del Comune di Pontremoli, siaallorehe nel 4587 il notaro pontremoleseAntonio Costa, riformö il collegio deinotari di Pontremoli, lodato dal Puccinellie dal Manni.

Nello stesso anno, 4587, allo scopo ditogliere l’occasione alle discordie intestinoprodotte daH’intervenlo dei causidici, pa-glieita o mozzorecchi, alle discussioni da-vanti il poteslä di Pontremoli, il eonsigliodel Comune stesso deliberö che i legnlinon dovessero prendervi piü parte, e chei soll notari di collegio potessero eserci-tnre la procura a favore degli interessatiin causa.

Il governo di Pontremoli si mantennespagnuolo al pari del milanese, quando ilre di Spagna, Filippo IV , nel 4647, es-sendo in guerra con Luigi XIV , re diFrancia, si crede che autorizzasse il suogovernatore di Milano ad alienare perdenari ogni annesso di quel ducato, com-preso il Pontremolese,

Fatto e che quel governatore nel no-vembre di detto anno vende alla Rep. diGenova i feudi di Giovagallo e Castagnuoloin Val-di-Magra , insieme ui distretto epaese di Pontremoli, premessa 1'auloriz-zazione che si prometteva denlro sei inesidi Filippo IV , ecc., alle quali condizioniil governo di Genova obbiigavasi pagarenelle mani dell’ ambasciatore di Spagna ,residente in Genova , la somma di 200,000pezze da otto.

Ma spirö il termine di sei mesi senzache il re avesse mandalo la sua ralificae quella voluta dell’imperatore, per cui laRep. di Genova a forma de’fatti ricusödi pagare il prezzo convenuto di pezze200 , 000 .

Giova per ultro avvertire che la stessasomma era stata gid da diversi Genovesi sborsata a litolo d’iniprestito al governn-

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tore spagnuolo di Milano , Quindi fu scrittonel contrutto, che nel caso di onnulhizionedel medesimo, la terra e distretto di Pon-tremoli restasse oppignorato in favore deiGenovesi sovventori.

Contro vendita siffatla rectamarono to-sto i Pontremolesi a Milano ed u Madrid ,talche Filippo IV annullö quel conlrattodichiarandolo irrito ed invalido. Quindiper ultro atlo pubblico rogato in Madrid ,ii qualtro inarzo del 4650, lo stesso re diSpagna, Filippo IV , come duca e signoredi tutto lo Stato di Milano e annessi, alienöal granduca di Toscana, Ferdinando II esuoi successori, Pontremoli con tutto ilsuo territorio, e tuttociö mediante I’enor-me somma di scudi 300,000 da lire settetoscane, vale a dire, di lire 2,400,000 paria 4,764,900 franchi o lire italiane ,

Cotesta vendita onorosissima per la To-scana , essendo stata ratificata li 26 dellostesso mese di marzo ed anno, dal re diSpagna , e nel 42 settembre successivo con-fermato dall’imperatore, che concede l’in-vestitura feudale di Pontremoli e di tuttoil suo distretto al granduca Ferdinaudo IIe suoi successori.

Se si considera che Pontremoli col suodistretto non fornisce alla R. Depositen«di Firenze ehe circa tre mila scudi I’anno,si comprende bene che il suo ncquistofatto dal granduca di Toscana , fu mossopiü che altro da scopo politico, anzi cheda utilitd finanziera, Arroge a ciö che laComunitä di Pontremoli non pagava al-cun emolumento al governatore grandu-cale, e poco contribuiva di onorario alsuo auditore ed a molti altri impiegatipubblici, nel tempo stesso che i Poulre-molesi, ollre di essere stati esentati dalleimposte doganali, parteciparono tosto dimolti altri privilegj falti comuni ai sud-diti del territorio disunito del Granducato .

Fra i primi favori concessi dal gran-duca Ferdinando II ai Pontremolesi fuvviquello eziandio della conferma de’ lorostatuti parlicolari; tostoche nel 29 marzo4651 graziö una loro supplica.

Qual regolamento in seguito fosse datoal territorio di Pontremoli, diviso in treComunitä, di Pontremoli, cioe, di Zeri edi Capri , e diinostrato dalle rifonne diLeopoldo I del 4777, e dal progetto umi-liato al trono dal suo ministro di statoPoinpeo Neri, di departire in Ire vicariatiregii per il politico, e per il criminaletutta la Lunigiana granducale, mentre finoallora risiedeva in Pontremoli un gover-natore granducale di quella provincia.